{"id":13059,"date":"2014-08-17T17:16:47","date_gmt":"2014-08-17T15:16:47","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=13059"},"modified":"2014-08-17T18:38:32","modified_gmt":"2014-08-17T16:38:32","slug":"meucci-la-maratona-e-i-senso-del-dovere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2014\/08\/17\/meucci-la-maratona-e-i-senso-del-dovere\/","title":{"rendered":"Meucci, la maratona e il senso del dovere"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/08\/Atletic.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-13063\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/08\/Atletic-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" \/><\/a>L&#8217;ingegner <strong>Meucci <\/strong>da Pisa, o il soldato <strong>Meucci<\/strong> come preferite,\u00a0\u00a0ha il senso del dovere. Chi vince una maratona che vale un titolo europeo deve averla per forza quella &#8220;roba&#8221; l\u00ec. Non si corrono 42 chilometri tutti di un fiato se non hai qualcosa di solido a cui aggrapparti. E <strong>Daniele Meucci, <\/strong>\u00a0che otto dopo\u00a0anni\u00a0prende dalle mani di <strong>Stefano Baldini<\/strong>\u00a0 la corona di re della \u00a0maratona azzurra\u00a0vincendo i campionati Europei a Zurigo, \u00e8 un atleta che a 28 anni ha gi\u00e0 costruito un bel pezzo della sua vita di affetti, di studi e di vittorie.\u00a0\u00a0L&#8217;ha detto lui stesso piangendo al traguardo:\u00a0&#8220;Gli ultimi chilometri sono stati un&#8217;agonia\u00a0ma ho pensato a mia moglie e ai miei figli che mi hanno spinto fino al traguardo&#8230;&#8221;. Gi\u00e0 i figli. Come <strong>Valeria Straneo<\/strong> ieri, come <strong>Vincenzo Nibali<\/strong> al Tour qualche settimana fa.\u00a0Sta crescendo una generazione azzurra di genitori volanti e vincenti. Una generazione di mamme e pap\u00e0 che hanno il senso del dovere che solo padri e madri sono capaci di avere. Cambia la vita con i\u00a0figli. Cambia la testa che impara a concentrarsi di pi\u00f9 sulle cose che contano. Si trova il coraggio per fare le scelte e magari anche di sbagliare. Si fissano priorit\u00e0, si\u00a0\u00a0dimentica il superfluo. Non tutti ci riescono, molti s\u00ec. Gli atleti degli sport di fatica soprattutto. Perch\u00e8 chi \u00e8 gi\u00e0 abituato a far sacrifici, a stringere i denti a restare concentrato su un obbiettivo quando sa che c&#8217;\u00e8 un frugolo che lo aspetta a casa raddoppia le energie.\u00a0 Corrono e pedalano con te. Ti spingono. Sai che tutto ci\u00f2 che stai facendo \u00e8 comunque un investimento che li riguarda. Sai che un po&#8217; del tuo lavoro \u00e8 per loro. Sai che si aspettano qualcosa da te. Sai che la tua gioia al traguardo sar\u00e0 condivisa senza\u00a0bisogno di cliccare, postare o twittare. Baster\u00e0 un sorriso a ripagarti di tutto. Non so cos&#8217;abbia pensato <strong>Daniele Meucci<\/strong> stamattina salendo e risalendo verso l&#8217;Universit\u00e0 di Zurigo dove il mondo normale non ci va di corsa ma con un trenino a cremagliera.\u00a0 Non lo so\u00a0ma di certo gli saranno girate e rigirate in testa\u00a0 le frasi del suo allenatore <strong>Massimo Magnani<\/strong> e del suo compagno di squadra <strong>Ruggero Pertile<\/strong> che al 35mo chilometro gli hanno urlato che era arrivato il momento di\u00a0giocarsela.\u00a0Forse avr\u00e0 pensato \u00a0al polacco\u00a0<strong> Chabowski<\/strong> che sembrava imprendibile e invece alla fine ha pagato un conto salatissimo o forse all&#8217;altro polacco<strong>\u00a0 Shegumo<\/strong> che negli ultimi chilometri ha cercato invano di andare a prenderlo. Forse ha pensato anche che non poteva deludere quel mare di tifosi che lo appaludiva e\u00a0che sembravano quasi tutti italiani perch\u00e8 da queste parti il tricolore ha una orgogliosa storia di immigrazione . E forse a quel pettorale 666 che \u00e8 il numero del diavolo e che era lo stesso con cui era arrivato sesto nei 10mila. Forse s\u00ec, ha pensato a tutte queste cose.\u00a0 E ci ha messo due\u00a0ore 11 minuti e otto secondi per mettere in ordine i suoi pensieri e per \u00a0realizzare che stava facendo ci\u00f2 che molti speravano facesse e che\u00a0pochi credevano sarebbe stato capace.\u00a0\u00a0Ma a\u00a0 uno che nel cassetto una laurea in ingegneria robotica \u00a0i conti alla fine tornano. Fosse\u00a0solo perch\u00e8 magari lo aveva promesso ai figli&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>L&#8217;ingegner Meucci da Pisa, o il soldato Meucci come preferite,\u00a0\u00a0ha il senso del dovere. 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