{"id":13159,"date":"2014-08-25T20:01:22","date_gmt":"2014-08-25T18:01:22","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=13159"},"modified":"2014-08-25T20:12:48","modified_gmt":"2014-08-25T18:12:48","slug":"otztaler-radmarathon-il-tormento-e-lestasi-della-bici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2014\/08\/25\/otztaler-radmarathon-il-tormento-e-lestasi-della-bici\/","title":{"rendered":"Otztaler radmarathon, il tormento (e l&#8217;estasi) della bici"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/08\/image001-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-13162\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/08\/image001-3-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" \/><\/a>Dura \u00e8 dura.\u00a0 Anzi. Dicono sia la pi\u00f9 terribile tra le granfondo\u00a0che si pedalano sulle Alpi. Ma si sa come vanno queste cose. Uno si iscrive,\u00a0 macina salite su salite, chilometri su chilometri e poi magari ha anche la sfortuna di beccare la giornata storta perch\u00e8 piove o nevica. E con questa estate non \u00e8 che sia un&#8217;ipotesi cos\u00ec fantasiosa. E allora quando arriva al traguardo non riesce a credere che sia finita. Cos\u00ec quando la racconta un po&#8217; esagera&#8230;Ma non va cos\u00ec per la <strong>\u00d6tztaler Radmarathon<\/strong>. Chi l&#8217;ha fatta non se la dimentica pi\u00f9. E&#8217; davvero una fatica anche per chi \u00e8 abituato alla fatica. E di anno in anno \u00e8 diventata anche una tradizione. Una classica. Di pi\u00f9. Una di \u00a0quelle gare dove si fa la fila per entrare. Dove ci si mette in\u00a0coda sperando di essere tra i &#8220;nominati&#8221;. Quest&#8217;anno 19mila righieste per quatromila posti. Un terno al Lotto. Una lotteria dove il premio \u00e8 una dose di sofferenza\u00a0 per poter dire alla fine &#8220;io c&#8217;ero&#8221;. Valli a capire i ciclisti.\u00a0 Eppure il 31 agosto saranno tutti l\u00ec con la stessa idea in testa, con gli stessi occhi sbarrati, con le stesse gambe unte e depilate, con la stessa faccia di chi sa che\u00a0il piacere dell&#8217;attesa \u00e8 passato e sta per arrivare il conto. Che sar\u00e0 dolce ma solo alla fine. Bisogner\u00e0 guadagnarselo. Tutti in fila pronti a partire da 35 Paesi nel mondo che pi\u00f9 internazionale di cos\u00ec \u00e8 davvero impossibile.\u00a0\u00a0Tutti in fila a cominciare dai tedeschi\u00a0trascinati da\u00a0<strong>\u00a0Jan Ullrich<\/strong> che in bici, al Tour, nonostante tutto ha scritto un pezzo di storia.\u00a0\u00a0E poi gli austriaci, tantissimi anche loro e\u00a0 noi, gli italiani, \u00a0da 77 province quindi pi\u00f9 rappresentati che mai. \u00a0Da Solden a Solden\u00a0 238 km con 5.500 metri di dislivello su strade chiuse in gran parte al traffico. Il sogno di ogni ciclista. \u00a0Un\u00a0infinito su e gi\u00f9 nella valle tirolese dell&#8217;\u00d6tztal\u00a0 attraverso il K\u00fchtai (2.020 m), proseguendo verso il Brennero (1.377 m),\u00a0 sconfinando in Italia a Vipiteno per godersi i passi del \u00a0Giovo (2.090) e del Rombo (2.509 m) e \u00a0poi fare ritorno a S\u00f6lden. Oltre 5.50 metri di dislivello con \u00a095,7 km di salita e 101,9 km di discesa e solo 40 chilometri di pianura, il minimo sindacale. Tempo previsto oltre 7 ore &#8221;\u00a0di dura e incredibile fatica&#8221; dicono gli organizzatori. Che non \u00e8 uno spot. Sette ore dove ci sar\u00e0 tutto il tempo per soffrire, sudare, imprecare, riflettere e pensare. Oppure ripensarci. Ma il bello \u00e8 tutto l\u00ec&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Dura \u00e8 dura.\u00a0 Anzi. Dicono sia la pi\u00f9 terribile tra le granfondo\u00a0che si pedalano sulle Alpi. Ma si sa come vanno queste cose. 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