{"id":13375,"date":"2014-09-15T13:36:47","date_gmt":"2014-09-15T11:36:47","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=13375"},"modified":"2014-09-15T13:50:19","modified_gmt":"2014-09-15T11:50:19","slug":"le-scuole-i-genitori-lo-sport-e-i-bimbi-obesi-7-regole-da-seguire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2014\/09\/15\/le-scuole-i-genitori-lo-sport-e-i-bimbi-obesi-7-regole-da-seguire\/","title":{"rendered":"Le scuole, i genitori, lo sport e i bimbi obesi: 7 regole da seguire"},"content":{"rendered":"<p>\u00a0Oggi, anche se da qualche parte sono gi\u00e0 cominciate,\u00a0riaprono le scuole. Tra sospiri di sollievo, speranze e un po&#8217; di rassegnazione. Quelli dei genitori che finalmente\u00a0\u00a0finiscono\u00a0la loro guerra contro telefonini, ipad e le altre divolerie che rapiscono l&#8217;attenzione dei\u00a0figli quando sono a casa, quelle dei prof che ancora ci credono e si fanno in quattro, quelle dei tanti precari che non vedono la luce in fondo al tunnel. Si spera che la scuola diventi un&#8217;altra scuola ma la strada pare ancora davvero lunga. A cominciare dall&#8217;insegnamnto dello sport. L&#8217;altra mattina quando\u00a0uno dei miei figli al nuovo professore di educazione ha detto che faceva triathlon quello ha fatto un salto sulla cattedra: non ci credeva. Continuiamo ad essere un paese di tifosi che si azzuffano sul calcio ma quando c&#8217;\u00e8 da sudare ci tiriamo ancora volentieri indietro. E la scuola da cui tutto dovrebbe cominciare in questo senso \u00e8 rimasta ancora all'&#8221;ora di educazione fisica&#8221;. Che non basta, ci vuol poco a capirlo. E cos\u00ec in Italia oggi in\u00a0 il 22,2% dei bambini \u00e8 in sovrappeso e il 10,6% in condizioni di obesit\u00e0, con percentuali pi\u00f9 alte nelle Regioni del Centro e del Sud. \u00c8 quanto emerso dai dati del progetto<strong> OKkio alla Salute<\/strong> condotto nel 2012, a cui hanno aderito 2.622 classi, 46.483 bambini e 48.668 genitori, distribuiti in tutte le Regioni italiane. \u00a0\u00abSono dati allarmanti che dovrebbero far riflettere ministri, scuola e prof ma ovviamente anche le famiglie che non \u00e8 che possono delegare tutto. &#8220;Riteniamo fondamentale sensibilizzare prima di tutto i genitori che dovrebbero educare i propri figli a un\u2019alimentazione consapevole e non proibizionista verso alcun cibo, caratterizzata anche dalla promozione di movimento, specie all\u2019aria aperta&#8221; spiega <strong>Lucio Lucchin<\/strong>, presidente dell&#8217;Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica (Adi), che in attesa della 14.esima edizione dell\u2019Obesity Day in programma il 10 ottobre, rilancia il tema dell\u2019importanza del ruolo dei genitori nella prevenzione dell\u2019obesit\u00e0. \u00a0Secondo l\u2019Eu Action Plan on Childhood Obesity 2014-2020 pubblicato lo scorso febbraio dai servizi della Commissione europea, i bambini italiani<br \/>\nsembrano quelli che fanno meno attivit\u00e0 fisica, seguiti da Danimarca e Francia. &#8220;Fa riflettere &#8211; aggiunge Lucchin &#8211; che un bambino con i genitori obesi ha tra il 70 e l\u201980% di probabilit\u00e0 in pi\u00f9 di andare incontro al sovrappeso rispetto a uno con genitori normopeso. \u00c8 arrivato dunque il momento che i genitori recuperino il proprio ruolo di esempio nel compito di indirizzo verso comportamenti salutari, delegando meno alla scuola e ad altri momenti ricreativi\u00ab.\u00abSedentariet\u00e0, cambiamento delle abitudini nell\u2019attivit\u00e0 fisica e degli interessi hanno portato nel corso del tempo a scoraggiare e demotivare i bambini &#8211; commenta<strong> Giuseppe Fatati<\/strong>, presidente della Fondazione Adi &#8211; cos\u00ec come la scarsa determinazione e la paura di farsi male, il pi\u00f9 delle volte fomentata dalle ansie dei genitori. Un insieme di cose<br \/>\nche ha contribuito a tenerli lontani da qualsiasi tipo di rischio e avventura, provocando cos\u00ec oltre a un aumento di peso anche un calo di forza nei muscoli, che in un decennio \u00e8 diminuita del 7% nelle mani e del 26% nelle braccia\u00bb. ma non\u00a0 finita purtroppo.\u00a0\u00a0\u00abAssociato allo scarso movimento &#8211; continua Fatati &#8211; vi \u00e8 anche la cattiva gestione del tempo sia nei momenti dedicati ai pasti principali sia in quelli dedicati al riposo: l\u201980% dei ragazzi dichiara, infatti, di consumare i pasti<br \/>\nguardando la tv, il 19% stando davanti al pc e il 22% parlando al telefono o mandando sms; mentre la maggior parte resta sveglia fino a tardi a caccia di curiosit\u00e0 nella rete, si addormenta davanti allo schermo e accanto al cellulare\u00bb. \u00a0\u00abLe luci artificiali dei diversi dispositivi elettronici &#8211; prosegue &#8211; influenzerebbero il rilascio naturale della melatonina inibendo i neuroni del cervello che facilitano il sonno, allertando invece quelli dell\u2019attenzione. Da qui la proposta di sostituire le luci verdi e blu con tonalit\u00e0 rosse o arancio in grado di interferire di meno sul ciclo naturale sonno-veglia. Chi dorme meno e peggio tende ad avere un peso maggiore e un considerevole rischio di malattia diabetica. Il consiglio migliore quindi rimane quello di spegnere tutti i dispositivi elettronici prima di andare a dormire\u00bb<\/p>\n<blockquote><p><strong>In vista dell\u2019Obesity Day Adi intende dare<\/strong><br \/>\n<strong>pochi e semplici consigli ai genitori, che quotidianamente seguono i figli nel<\/strong><br \/>\n<strong>percorso di crescita e di educazione:<\/strong><\/p>\n<p>\u00a01. Abitua tuo figlio a consumare la prima<br \/>\ncolazione e suddividere opportunamente la sua alimentazione nel corso della<br \/>\ngiornata in 5 pasti fondamentali, scegliendo pi\u00f9 frequentemente ortaggi e<br \/>\nfrutta.<br \/>\n\u00a02. Limita la presenza di alimenti dolci e di bevande gassate in dispensa e la<br \/>\npreparazione di piatti stile \u2019fast-food\u2019 all\u2019americana.<br \/>\n\u00a03. Spronalo e accompagnalo nell\u2019attivit\u00e0 fisica quotidiana, 1 ora al giorno e<br \/>\npossibilmente all\u2019aperto.<br \/>\n\u00a04. Invitalo a spegnere il Pc, lo smartphone o l\u2019i-Pad mentre mangia.<br \/>\n\u00a05. Sensibilizzalo nell\u2019evitare di seguire schemi alimentari particolarmente<br \/>\nsquilibrati e monotoni al di fuori di ogni controllo e solo perch\u00e9 di moda.<br \/>\n\u00a06. Fai particolare attenzione, specialmente se \u00e8 una ragazza, a coprire i suoi<br \/>\naumentati bisogni in ferro e calcio, attraverso l\u2019utilizzo di alimenti adeguati.<br \/>\n\u00a07. Controlla che non resti sveglio fino a tardi a caccia di curiosit\u00e0 su internet<br \/>\no in chat, che spenga il Pc e non lasci acceso il telefonino di notte.<br \/>\n\u00a0<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00a0Oggi, anche se da qualche parte sono gi\u00e0 cominciate,\u00a0riaprono le scuole. Tra sospiri di sollievo, speranze e un po&#8217; di rassegnazione. Quelli dei genitori che finalmente\u00a0\u00a0finiscono\u00a0la loro guerra contro telefonini, ipad e le altre divolerie che rapiscono l&#8217;attenzione dei\u00a0figli quando sono a casa, quelle dei prof che ancora ci credono e si fanno in quattro, quelle dei tanti precari che non vedono la luce in fondo al tunnel. Si spera che la scuola diventi un&#8217;altra scuola ma la strada pare ancora davvero lunga. A cominciare dall&#8217;insegnamnto dello sport. 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