{"id":13441,"date":"2014-09-19T09:52:43","date_gmt":"2014-09-19T07:52:43","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=13441"},"modified":"2014-09-19T20:00:06","modified_gmt":"2014-09-19T18:00:06","slug":"voigt-unora-sola-ti-vorrei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2014\/09\/19\/voigt-unora-sola-ti-vorrei\/","title":{"rendered":"Voigt, un&#8217;ora sola ti vorrei&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/09\/10712940_10152874469900934_942156472249700039_n1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-13449\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/09\/10712940_10152874469900934_942156472249700039_n1-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/09\/10712940_10152874469900934_942156472249700039_n1-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/09\/10712940_10152874469900934_942156472249700039_n1.jpg 960w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Quante cose si possono fare in un&#8217;ora. C&#8217;\u00e8 un&#8217;ora per tutto. Per viaggiare, studiare,\u00a0laurearsi, partire o innamorarsi. Ci sono ore e ore che passano senza lasciare un segno ma ce ne sono altre che fissano le tappe fondamentali di una vita. E che non dimentichi pi\u00f9, senza bisogno si\u00a0segnarsele su un&#8217;agenda o salvarle, come si fa ora, da qualche parte su un \u00a0pc o su un telefonino.\u00a0\u00a0E\u00a0 ieri sera l&#8217;ora\u00a0che\u00a0\u00a0<strong>Jens Voigt<\/strong> ha passato a pedalare sul velodromo svizzero di Granges sar\u00e0 di quelle che restano. Il tedesco, 43 anni\u00a0,\u00a0 ha stracciato il record\u00a0del\u00a0ceco <strong>Sosenka<\/strong> che resisteva dal 2005 volando giro dopo giro a 51,115 chilometri orari.\u00a0 Si sapeva. Lo aspettavano un po&#8217; tutti\u00a0. Lo aspettavano questo &#8220;crucco&#8221;che arriva dalla scuola dello sport dei dilettanti di Berlino Est e che ha cominciato a pedalare nell&#8217;ex esercito della DDR. Perch\u00e8 diciassette Tour e tre Giri con grandi fughe e qualche grande vittoria non si corrono per caso. E lo aspettavano perch\u00e8 il tedesco alle crono ha sempre dato del tu: un &#8220;cagnaccio&#8221; dicevano in gruppo.\u00a0 Lo aspettavano i suoi tifosi. Lo aspettavano i suoi sei figli e lo aspettava forse anche <strong>Manuel Garate<\/strong> che otto anni fa\u00a0 in una tappa di montagna del Giro si vide consegnare il traguardo del San Pellegrino dal tedesco che non fece la volata perch\u00e8, \u00a0per difendere il suo capitano <strong>Ivan Basso\u00a0\u00a0<\/strong>in rosa, non aveva tirato un metro durante la fuga.\u00a0Storie di ciclismo, che nonostante tutto, resta uno sport dal cuore antico. Un po&#8217; come l&#8217;ora che nonstante bici che sembrano arrivate dal futuro,\u00a0 ruote lenticolari, protesi,\u00a0carbonio e body in goretex, conservano il fascino del ciclismo che fu. Della &#8220;kermesse&#8221; come diceva <strong>Adriano De Zan<\/strong>. Delle sei giorni, dei tavolini e della cena in mezzo alla pista mentre tutt&#8217;intorno si sprinta e si insegue, delle miss, delle orchestrine da balera, dei &#8220;dernie&#8221;, dell&#8217;americana, dei bambini\u00a0a caccia di gadgets, dell&#8217;odore di olio canforato, \u00a0dei bravi procuratori e dei bravi presentatori. E anche <strong>Jens Voigt<\/strong> forse \u00e8 uno degli ultimi\u00a0pezzi di questo ciclismo che non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9.\u00a0 Ma tant&#8217;\u00e8. Da oggi comunque a non esserci pi\u00f9 sono i vecchi record dell&#8217;ora. Non quelli\u00a0 di<strong> Francesco Moser<\/strong> a Citt\u00e0 del Messico, non quelli di\u00a0 <strong>Graham Obree\u00a0\u00a0<\/strong>l&#8217;inglese che pedalava su una lavatrice. Quelli fanno parte di un&#8217;altra storia. <strong>Voigt<\/strong> ha cancellato tutto ci\u00f2 che \u00e8 venuto prima e dopo la parentesi delle bici &#8220;spaziali&#8221;\u00a0, cio\u00e8 da quando l&#8217;Uci \u00e8 tornata ad omologare solo i record realizzati con le bici normali,\u00a0 ammesso che sia normale\u00a0 la fuoriserie della <strong>Trek<\/strong> messa in pista ieri sera in Svizzera. E ammesso che il problema fossero poi le bici. \u00a0Da<strong> Anquetil<\/strong> a <strong>Mercks<\/strong> a <strong>Sosenka<\/strong>\u00a0 questo uomo del Baltico ha messo dietro tutti. In un&#8217;ora che sa di antico un po&#8217; come lui. Che vive ancora dall&#8217;altra parte del muro e che a<strong> Le Monde<\/strong> qualche giorno fa ha raccontato\u00a0quanto ci tenga\u00a0 a pagare le tasse nel suo Paese : &#8220;Perch\u00e8 riequlibrano i redditi perch\u00e8 nel nostro sistema politico\u00a0 le imposte servivano per cancellare le differenze. Non c\u2019erano gelosie tra il giardiniere e il professore che guadagnavano lo stesso salario\u00bb. Altri mondi e forse anche altri uomini che scrivono pezzi di storia e poi se ne vanno. &#8220;Un&#8217;ora solo ti vorrei&#8230;&#8221;, sembra di sentirle le note del capolovoro di <strong>Umberto Bertini<\/strong> che cant\u00f2 la <strong>Vanoni.<\/strong> E un po&#8217; di malinconia ti viene&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Quante cose si possono fare in un&#8217;ora. C&#8217;\u00e8 un&#8217;ora per tutto. Per viaggiare, studiare,\u00a0laurearsi, partire o innamorarsi. Ci sono ore e ore che passano senza lasciare un segno ma ce ne sono altre che fissano le tappe fondamentali di una vita. 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