{"id":13473,"date":"2014-09-21T16:37:32","date_gmt":"2014-09-21T14:37:32","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=13473"},"modified":"2014-09-21T16:37:32","modified_gmt":"2014-09-21T14:37:32","slug":"quando-la-bici-e-un-sogno-di-titanio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2014\/09\/21\/quando-la-bici-e-un-sogno-di-titanio\/","title":{"rendered":"Quando la bici \u00e8 un sogno di titanio"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/09\/pas6.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-13475\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/09\/pas6-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"120\" height=\"120\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/09\/bicicaccia2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-13474\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/09\/bicicaccia2-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"120\" height=\"120\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/09\/bicicaccia31.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-13479\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/09\/bicicaccia31-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"120\" height=\"120\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/09\/pas31.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-13480\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/09\/pas31-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"120\" height=\"120\" \/><\/a>Forse\u00a0 era destino. Perch\u00e8 il <strong>Ghisallo<\/strong>, per chi ha la \u00abmalattia\u00bb del ciclismo, non \u00e8 solo una salita ma la via del pellegrinaggio. Forse era destino \u00e8 infatti fu proprio su quei tornanti che salgono da Bellagio che, anni fa, <strong>Luciano Passoni<\/strong>, cresciuto in Brianza a pane e ciclismo con quell\u2019 <strong>Ernesto Colnago<\/strong> che conosceva dall\u2019eta di 13 anni, una mattina pedalando s\u2019imbatt\u00e8 in un ingenere bergamasco in scarpini e braghette che saliva verso il santuario su una bici di titanio. S\u00ec, titanio. Nell\u2019epoca dei tubi in acciaio e alluminio il carbonio era ancora un\u2019ipotesi e il titanio pure. Anche se <strong>Amelio Riva<\/strong> l\u2019aveva studiato e lo usava gi\u00e0 da un pezzo nelle sue progettazioni aeronautiche e di automotive. Fu la \u00abscintilla\u00bb. Quella bici fiammante che Riva si era costruito per s\u00e8 divenne il chiodo fisso e il business di <strong>Luciano Passoni<\/strong>. Una vita fa. Oggi da Robbiate, dov\u2019era una volta, la <strong>Passoni<\/strong> \u00e8 a Vimercate ed \u00e8 diventato un avamposto tutto italiano contro la crisi. Un avamposto di lusso, perch\u00e8 le 300 bici che ogni anno escono dalla \u00abfabbrichetta\u00bb, come dicono da queste parti, sono veri e propri gioielli di stile e di tecnica. \u00abLa nostra sfida deve per forza essere questa- spiega il responsabile commerciale <strong>Danilo Colombo<\/strong>&#8211; Sappiamo di non poter competere sui numeri con i grandi marchi e quindi puntiamo tutto su un prodotto di altissima qualit\u00e0 e completamente italiano. Anche perch\u00e8 fa parte del nostro dna\u00bb. E basta mettere il naso dentro all\u2019\u00abofficina\u00bb per capire che qui la bici da corsa fa storia a s\u00e8.\u00a0 Una pedalata e un giro per visitare la fabbrica insieme con un gruppo di manager dell&#8217; <strong>Universit\u00e0 Bocconi<\/strong> portati qui da una delle loro associzioni che si chiama<strong> Alumni<\/strong>. \u00abChi viene qui cerca una bici unica- spiega <strong>Colombo<\/strong>&#8211; Viene per costruirsela su misura. E\u2019come se andasse da un sarto per farsi tagliare un vestito addosso\u00bb. E infatti il primo passo \u00e8 il centro di biomeccanica dove vengono prese misure e angolazioni che poi, cad e computer, traducono sul taglio dei tubi e sugli angoli di saldatura. C\u2019\u00e8 una macchina che \u00e8 una bici senza ruote che si regola in ogni direzione; c\u2019\u00e8 una telecamera che ferma le immagini delle pedalate e poi ci sono una serie di numeri e grafici che stampati finiscono nelle mani dei meccanici. Acciaio, carbonio ma soprattutto titanio. \u00abE il materiale che molti ci chiedono e che \u00e8 un po\u2019 la caratteristica delle nostre bici- spiega<strong> Colombo<\/strong>&#8211; \u00c9 leggero ma soprattutto molto elastico e ci\u00f2 permette alla bici di assorbire con pi\u00f9 facilit\u00e0 le sollecitazioni e le vibrazioni. I test che alcuni professionisti hanno fatto ce lo hanno sempre confermato soprattutto quando si percorrono tanti chilometri\u00bb. E tra i \u00abpro\u00bb che sulle Passoni ci pedalano c\u2019\u00e8 anche <strong>Diego Caccia<\/strong> che oggi lavora per l\u2019azienda di Vimercate ma fino a un paio di anni fa \u00abfaticava\u00bb in gruppo al Giro, al Fiandre, alla Liegi Bastogne Liegi. Era l\u2019uomo delle grandi fughe al Lombardia o alla Sanremo, tirate da 200 chilometri in solitaria a spingere rapportoni impossibili, oggi \u00e8 un po\u2019 l\u2019uomo \u00abpr\u00bb della <strong>Passoni<\/strong>. \u00abLe nostre sono bici da appassionati- spiega- Se un cliente vuole vedere come le costruiamo lo andiamo a prendere, lo portiamo qui e progettiamo la bici insieme. Poi magari usciamo anche a pedalare&#8230;\u00bb. Otto settimane per un sogno. Otto settimane perch\u00e8 una <strong>Passoni<\/strong> immaginata, pensata, progettata e costruita arrivi tra le mani del nuovo proprietario. E basta dare un\u2019occhiata a come lavorano i tecnici dell\u2019officina per capire perch\u00e8. Qui non ci sono catene di montaggio. Il foglio di titanio viene piegato, tagliato, saldato sia all\u2019interno e sia all\u2019esterno e poi finisce in una \u00abcampana\u00bb speciale per la saldatura sottovuoto. E siamo solo all\u2019inizio. Si cambia la morsa e tocca i fresatori togliere tutte le tracce delle saldature. Un lavoro certosino e delicato perch\u00e8 le frese devono \u00ablimare\u00bb ma non troppo e il risultato finale \u00e8 un telaio che sembra un pezzo unico: \u00abmonoscocca\u00bb direbbero gli esperti. \u00abIl resto del montaggio- spiega <strong>Colombo<\/strong>&#8211; dipende da cosa ci chiedono i clienti. Noi puntiamo tutto sui prodotti italiani. Dai movimenti<strong> Campagnolo<\/strong>, alle <strong>Selle Italia<\/strong> ai mozzi in ceramica alle ruote a profili alti la nostra filosofia \u00e8 quella di assemblare una bici che sia completamente italiana. I costi? Dipende, non c\u2019\u00e8 una regola. Ogni bici fa storia a s\u00e8 perch\u00e8 \u00e8 il cliente che decide come sar\u00e0. Ma abbiamo venduto anche bici da 25mila dollari&#8230;\u00bb. E cos\u00ec quando esci dalla <strong>Passoni<\/strong> e ti arrampichi dopo qualche chilometro sulla salita che porta a Montevecchia vedi dall\u2019alto la Brianza. Una volta terra di mobilieri, oggi anche di \u00abgioiellieri\u00bb che costruiscono biciclette.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Forse\u00a0 era destino. Perch\u00e8 il Ghisallo, per chi ha la \u00abmalattia\u00bb del ciclismo, non \u00e8 solo una salita ma la via del pellegrinaggio. Forse era destino \u00e8 infatti fu proprio su quei tornanti che salgono da Bellagio che, anni fa, Luciano Passoni, cresciuto in Brianza a pane e ciclismo con quell\u2019 Ernesto Colnago che conosceva dall\u2019eta di 13 anni, una mattina pedalando s\u2019imbatt\u00e8 in un ingenere bergamasco in scarpini e braghette che saliva verso il santuario su una bici di titanio. S\u00ec, titanio. Nell\u2019epoca dei tubi in acciaio e alluminio il carbonio era ancora un\u2019ipotesi e il titanio pure. 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