{"id":13522,"date":"2014-09-26T00:06:57","date_gmt":"2014-09-25T22:06:57","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=13522"},"modified":"2014-09-26T00:06:57","modified_gmt":"2014-09-25T22:06:57","slug":"himalaya-muore-giovane-alpinista-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2014\/09\/26\/himalaya-muore-giovane-alpinista-italiano\/","title":{"rendered":"Himalaya, muore giovane alpinista italiano"},"content":{"rendered":"<div>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/09\/824x_DYNAFIT_Team_Andrea_Zambaldi.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-13524\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/09\/824x_DYNAFIT_Team_Andrea_Zambaldi-300x168.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/09\/824x_DYNAFIT_Team_Andrea_Zambaldi-300x168.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/09\/824x_DYNAFIT_Team_Andrea_Zambaldi.jpg 824w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Andrea Zambaldi<\/strong>, \u00e8 morto sotto una valanga sullo <strong>Shisha Pangma<\/strong> assieme al suo compagno di cordata, il tedesco <strong>Sebastian Haag.<\/strong> L&#8217;incidente \u00e8 avvenuto durante la<strong> &#8220;Double 8 Expedition&#8221;,<\/strong> il tentativo da record di scalare due ottomila in una settimana, coprendo i 170 km di distanza tra le due montagne in mountainbike.\u00a0 Cos\u00ec scrivono le agenzie di stampa. Ed \u00e8 una notizia terribile. Non conoscevo <strong>Andrea Zambaldi<\/strong> ma quest&#8217;estate ci eravano sentiti per un&#8217;intervista che avevo pubblicato sul mio blog (<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2014\/08\/21\/con-la-bici-in-himalaya-due-ottomila-in-sette-giorni\/\">https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2014\/08\/21\/con-la-bici-in-himalaya-due-ottomila-in-sette-giorni\/<\/a>). \u00a0Niente di che, un paio di messaggi. Ma era la vigilia della sua partenza e mi era sembrato entusiasta, come giusto che fosse perch\u00e8 la montagna era la sua passione. Cos\u00ec oggi quando un amico comune, lo stesso che ci aveva messo in contatto, mi ha chiamato pe dirmi cosa era successo non ci volevo credere. Poi per\u00f2\u00a0\u00a0le notizie che prima erano tutte da confermare sono state purtroppo confermate.\u00a0 Il trentaduenne veronese,\u00a0 che viveva e lavorava a Bolzano faceva parte del team Dynafit ed\u00a0 era un alpinista molto esperto con numerose spedizioni tra cui l\u2019Aconcagua nel 2004, una nuova via al Quitaraju nel 2005, una via nuova all\u2019Ishinca nel 2012,\u00a0 l\u2019Alpamayo sempre nel 2012, lo Shisha Pangma nel 2008, il tentativo al Makalu nel 2006, spedizioni sci alpinistiche in nord America e nord Europa . La tragedia\u00a0 \u00e8 avvenuta due mattine fa sullo Shisha Pangma, quando a quasi 8.000 metri di quota una valanga ha travolto la cordata della Double 8 Expedition, composta da <strong>Andrea Zambaldi, Sebastian Haag e Martin Maier<\/strong>. Zambaldi e Haag sono precipitati per circa 600 metri e risultano dispersi, mentre Maier si sarebbe salvato. &#8220;Se si trovavano sotto la cima vera, probabilmente erano al traverso, che non \u00e8 un tratto tecnicamente difficile ma \u00e8 molto pericoloso &#8211; dice<strong> Silvio Mondinelli<\/strong> a Montagna.tv -. Io sono tornato indietro tre volte su quel traverso, per paura che si staccasse una valanga&#8221;. La sfida era ambiziosa . Una missione\u00a0 sulla catena dell\u2019 <strong>Himalaya <\/strong>con\u00a0l\u2019obiettivo\u00a0di\u00a0salire lo<strong> Shisha Pangma<\/strong> (8.027 metri) e poi\u00a0 il<strong> Cho Oyu<\/strong> (8.201 metri) e coprire la distanza tra i due campi base senza l\u2019ausilio di mezzi a motore, quindi grazie esclusivamente alla forza delle proprie gambe. Infatti i tre componenti della spedizione si sarebbero dovuti spostare da un campo base all\u2019altro su tre mountain bike\u00a0 con cui avrebbero alternato trasferimenti a piedi. Non solo. Per quanto riguarda l\u2019ascesa alle due vette, il team usava ossigeno supplementare. La prima met\u00e0 del percorso avrebbe dovuto seguire la \u201cFriendship Highway\u201d che collega Kathmandu in Nepal con Lhasa nel Tibet, e proseguire poi da Talsenke dietro il passo Lalung La fino al Tingri. Cosa sia precisamnete successo \u00e8 ancora da ricostruire con precisione. Resta il fatto che le condizioni meteo al momento del distacco della slavina non erano favorevolissime come aveva anche raccontato <strong>Zambaldi<\/strong> sul blog che giorno per giorno stava aggiornando: &#8220;La neve rende l\u2019avanzata molto dura- scriveva tre sere fa- \u00a0Nelle parti pi\u00f9 ripide si sprofonda fino all\u2019anca o al torace. Tra poco vedremo l\u2019ultima parte dello Shisha Pangma. Speriamo che la montagna ci dia una possibilit\u00e0 di salita\u201d. Cosi purtroppo non \u00e8 stato.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Andrea Zambaldi, \u00e8 morto sotto una valanga sullo Shisha Pangma assieme al suo compagno di cordata, il tedesco Sebastian Haag. L&#8217;incidente \u00e8 avvenuto durante la &#8220;Double 8 Expedition&#8221;, il tentativo da record di scalare due ottomila in una settimana, coprendo i 170 km di distanza tra le due montagne in mountainbike.\u00a0 Cos\u00ec scrivono le agenzie di stampa. Ed \u00e8 una notizia terribile. Non conoscevo Andrea Zambaldi ma quest&#8217;estate ci eravano sentiti per un&#8217;intervista che avevo pubblicato sul mio blog (https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2014\/08\/21\/con-la-bici-in-himalaya-due-ottomila-in-sette-giorni\/). \u00a0Niente di che, un paio di messaggi. 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