{"id":13557,"date":"2014-09-30T19:48:00","date_gmt":"2014-09-30T17:48:00","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=13557"},"modified":"2014-10-01T00:14:18","modified_gmt":"2014-09-30T22:14:18","slug":"leroica-e-alfonsina-lunica-donna-che-pedalo-al-giro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2014\/09\/30\/leroica-e-alfonsina-lunica-donna-che-pedalo-al-giro\/","title":{"rendered":"L&#8217;Eroica e Alfonsina, l&#8217;unica donna che pedal\u00f2 al Giro"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/09\/069858b8e2cc880a02644e07dc4bbd63204472c5.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-13566\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/09\/069858b8e2cc880a02644e07dc4bbd63204472c5-300x175.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"175\" \/><\/a>Tutto come una volta, come tanti anni fa. Il ciclismo d\u2019epoca, quello delle strade bianche, torna a correre\u00a0con l\u2019<strong>Eroica<\/strong> che sembra\u00a0 aver fermato il tempo. E&#8217; il passato che torna e diventa po&#8217; mania, stile, modo di essere e anche un po&#8217; moda.\u00a0Tutto uno sfavillare di antiche cromature, di puntapiedi, di fili dei freni che non si nascondono nei tubi,\u00a0di acciaio, di cuoio, di barbe e baffi fatti crescere apposta, di maglie di lana\u00a0grossa e chissenefrega se far\u00e0 un po&#8217; pi\u00f9 caldo e si faticher\u00e0 un po&#8217; di pi\u00f9. Il fascino dell<strong>&#8216;Eroica<\/strong> che\u00a0\u00a0partir\u00e0\u00a0 il 5 ottobre da <strong>Gaiole in Chianti<\/strong> \u00e8 tutto qui. Non una gara ciclistica, qualcosa in pi\u00f9. Un viaggio a ritroso nel tempo, in quel ciclismo ormai lontanissimo e che diventa sempre pi\u00f9 una foto seppiata. Quattro i percorsi che si snoderanno nel Chianti, in Valdarbia e Valdorcia da correre e godere in tre, cinque, dieci, 15 ore: faticando, perche in bici si fa sempre fatica.\u00a0\u00a0L&#8217;anno scorso gli &#8220;eroi&#8221; furono \u00a0oltre 5mila e tantissimi\u00a0dall&#8217;estero perch\u00e8, mai come qui, \u00a0l&#8217;importante non \u00e8 arrivare davanti ma esserci.\u00a0 E l&#8217;appeal dell&#8217;<strong>Eroica<\/strong> porta appassionati e turisti da mezzo mondo perch\u00e8 la Toscana e il Chianti\u00a0 fanno breccia nel cuore degli inglesi, degli americani, dei giapponesi e di molti altri ancora. Quest&#8217;anno sullo sfondo del teatro di Gaiole\u00a0 verr\u00e0 raccontata e ricordata\u00a0anche \u00a0la storia di <strong>Alfonsina Strada,<\/strong> l\u2019unica donna ammessa a partecipare al Giro d\u2019Italia uomini, nel tempo che fu.\u00a0 Alfonsina Morini da\u00a0 Riolo di Castelfranco Emilia, ribelle di una famiglia povera e nuemerosa, scopr\u00ec la bici a 10 anni quando suo padre gliela port\u00f2 a casa. Non aveva giochi e quindi si divertiva a pedalare. Forte, sempre pi\u00f9 forte, su un pezzo di via Emilia. Correva pi\u00f9\u00a0dei maschi e dava scandalo perch\u00e8 nel secolo scorso le donne che andavano in bici mica le guardavano come adesso.\u00a0Ma lei se ne fregava e ogni\u00a0 domenica gareggiava, vinceva e nel 1911 stabil\u00ec il record mondiale di velocit\u00e0 femminile con oltre 37 chilometri orari. Corse un Giro di Lombardia con Girardengo e e poi un altro ancora\u00a0finch\u00e8 nel 1924 arriv\u00f2 il Giro. La storia di Alfonsina \u00e8 quella di un ciclismo da pionieri.\u00a0 Una storia di\u00a0riscatto e di emancipazione fatta con il coraggio, con il cuore e con le pedivelle \u00a0che fa scomparire il marketing delle mimose. Domenica l&#8217;Eroica sar\u00e0 anche un po&#8217; questo. E tanto altro ancora&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Tutto come una volta, come tanti anni fa. Il ciclismo d\u2019epoca, quello delle strade bianche, torna a correre\u00a0con l\u2019Eroica che sembra\u00a0 aver fermato il tempo. E&#8217; il passato che torna e diventa po&#8217; mania, stile, modo di essere e anche un po&#8217; moda.\u00a0Tutto uno sfavillare di antiche cromature, di puntapiedi, di fili dei freni che non si nascondono nei tubi,\u00a0di acciaio, di cuoio, di barbe e baffi fatti crescere apposta, di maglie di lana\u00a0grossa e chissenefrega se far\u00e0 un po&#8217; pi\u00f9 caldo e si faticher\u00e0 un po&#8217; di pi\u00f9. 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