{"id":1372,"date":"2011-01-17T16:53:20","date_gmt":"2011-01-17T15:53:20","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=1372"},"modified":"2011-01-17T16:58:01","modified_gmt":"2011-01-17T15:58:01","slug":"gabriele-rosa-la-maratona-parlera-cinese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2011\/01\/17\/gabriele-rosa-la-maratona-parlera-cinese\/","title":{"rendered":"Gabriele Rosa: &#8220;La maratona parler\u00e0 cinese&#8230;&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2011\/01\/gabriele1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-1376\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2011\/01\/gabriele1-300x205.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"205\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2011\/01\/gabriele1-300x205.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2011\/01\/gabriele1.jpg 625w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Basta fare due conti per capire quale sar\u00e0 il futuro della maratona nei prossimi anni. Nessun \u00abgiallo\u00bb, anzi s\u00ec tantissimi: gli atleti cinesi. Un esercito sul quale si \u00e8 messo al lavoro, su incarico della Federazione asiatica, il professor Gabriele Rosa che dallo scorso anno \u00e8 il responsabile della nazionale femminile cinese di maratona. \u00abHanno tutto per vincere &#8211; spiega il tecnico bresciano &#8211; Le caratteristiche genetiche e antropologiche, la capacit\u00e0 di applicazione, gli altipiani per allenarsi e le strutture. E poi appunto i numeri\u00bb. E il calcolo si fa in fretta: \u00abSe da 35 milioni di keniani spuntano almeno 1000 atleti in grado di inserirsi tra i top runner &#8211; analizza Rosa &#8211; da 1 miliardo e 400 mila cinesi se ne possono aspettare almeno 10 mila di ottimo livello. E tra questi, dieci che diventano protagonisti assoluti ci sono di sicuro&#8230;\u00bb. Pragmatismo bresciano. Pragmatismo con cui ha gi\u00e0 fatto i conti anche il vicepresidente della Federazione atletica di Pechino che su questa scommessa ha investito e vorrebbe gi\u00e0 passare all\u2019incasso: \u00abHo accettato l\u2019incarico &#8211; spiega Rosa &#8211; Ma gli ho anche gi\u00e0 anticipato che non vinceranno l\u2019oro alle prossime olimpiadi di Londra. Ma nei prossimi anni credo proprio di s\u00ec&#8230;\u00bb. \u00abMister maratona\u00bb, come viene chiamato Gabriele Rosa nel mondo dell\u2019atletica, \u00e8 il tecnico che ha scoperto gli atleti keniani, che ha insegnato loro che la corsa non era solo il cross, che li ha allenati e che li ha fatti vincere. Praticamente tutto. Con Paul Tergat, Martin Lel a Samuel Wanjiru, solo per citarne tre, ha dominato gli ultimi tre lustri nella storia delle 42 chilometri nel pianeta, ha vinto olimpiadi, titoli mondiali, ha trionfato a New York, a Boston, a Londra e Berlino. E ora prova ad aggiungere un pagina di gloria al suo curriculum e alle attese di un Paese che domina discipline come la ginnastica o i tuffi ma che \u00e8 praticamente assente nella corsa di resistenza.<br \/>\nLa sfida \u00e8 cominciata qualche tempo fa con un incontro. Quando \u00e8 stato contattato dai funzionari della Federazione di atletica cinese rimasti impressionato dal lavoro che l\u2019equipe bresciana ha fatto in Kenia con il progetto Discovery. \u00abPi\u00f9 o meno mi dissero che volevano fare la stessa cosa con la squadra femminile di maratona &#8211; ricorda Rosa -. Che volevano che iniziassi un programma di selezione per creare una gruppo in grado di competere nelle grandi gare internazionali\u00bb. Sono seguiti incontri, viaggi e sopralluoghi fino ad arrivare nello Yunnan, una Provincia del Sud Ovest al confine con il Tibet. \u00abPer i maratoneti sembra la Terra promessa &#8211; dice Rosa -: un altopiano che va dai 2300 ai 4mila metri di altitudine e che si estende per 2500 chilometri, con strade perfette, salite discese e dove il traffico non si sa neppure cosa sia. Un posto cos\u00ec per allenarsi di corsa o in bicicletta non esiste al mondo. E qui vivono 100 milioni di persone abituate a queste altezze e a fare sport\u00bb.<br \/>\nIl progetto per portare i cinesi a vincere in maratona partir\u00e0 da Lijiang e Shangri-La, due paesi ad oltre tremila metri che il team Rosa ha scelto come campi-base per le selezioni dei corridori. E anche qui, come \u00e8 gi\u00e0 successo in Kenia, oltre che a curare gli allenamenti degli atleti e la formazione dei tecnici l\u2019equipe bresciana entrer\u00e0 nelle scuole per insegnare corsa e sport come ha espressamente chiesto la Federazione cinese. \u00abLa differenza con il Kenia per\u00f2 \u00e8 sostanziale &#8211; ammette Rosa -. L\u00e0 tecnici e atleti non avevano cognizione di cosa fosse l\u2019allenamento per una maratona, ma per distanze pi\u00f9 brevi sono i migliori al mondo. In Cina la corsa parte praticamente da zero. Non hanno metodo. Cominciamo un lavoro importante con la nazionale femminile dove \u00e8 tutto pi\u00f9 facile se si considera che Paula Radcliffe, la primatista mondiale, oggi ha gi\u00e0 37 anni. Ma \u00e8 un progetto da cui trarr\u00e0 sicuramente giovamento anche la squadra maschile\u00bb. Il primo appuntamento e per aprile con la London Marathon dove Rosa scommette sulla 27enne Zhu Xiaolin che alle olimpiadi di Pechino ha gi\u00e0 sfiorato il podio: \u00abHa un buon margine di miglioramento e ne sentiremo parlare&#8230;\u00bb. E se lo dice lui c\u2019\u00e8 da credergli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Basta fare due conti per capire quale sar\u00e0 il futuro della maratona nei prossimi anni. Nessun \u00abgiallo\u00bb, anzi s\u00ec tantissimi: gli atleti cinesi. Un esercito sul quale si \u00e8 messo al lavoro, su incarico della Federazione asiatica, il professor Gabriele Rosa che dallo scorso anno \u00e8 il responsabile della nazionale femminile cinese di maratona. \u00abHanno tutto per vincere &#8211; spiega il tecnico bresciano &#8211; Le caratteristiche genetiche e antropologiche, la capacit\u00e0 di applicazione, gli altipiani per allenarsi e le strutture. E poi appunto i numeri\u00bb. 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