{"id":13762,"date":"2014-10-14T20:51:58","date_gmt":"2014-10-14T18:51:58","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=13762"},"modified":"2014-10-14T21:02:47","modified_gmt":"2014-10-14T19:02:47","slug":"quando-una-tapasciata-vale-la-martona-di-new-york","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2014\/10\/14\/quando-una-tapasciata-vale-la-martona-di-new-york\/","title":{"rendered":"Quando una tapasciata vale la maratona di New York"},"content":{"rendered":"<p>Maratona di Chicago, di Boston, tra qualche setimana Amsterdam, Venezia e poi\u00a0New York. E ancora i mondiali di Ironman a Kona nelle Hawaii, i campionati italiani di triathlon, gli Europei. Insomma grandi gare.\u00a0 Ma non si vive solo di gare tirate, di crono, di pettorali col nome, di tempi perfetti scanditi dai chip\u00a0e di arrivi tra due ali di folla. C&#8217;\u00e8 un mondo che suda in retrovia, a volte per fatti suoi, altre nelle garette pi\u00f9 defilate e nell tapasciate. SEmbra un brutto modo di dire &#8220;tapasciata&#8221; e invece c&#8217;\u00e8 tutto un mondo dietro, una filosofia di corsa e anche un po&#8217; di vita. Senza esagerare. ovviamente.\u00a0\u00a0 Non esiste paesino, quartiere, associazione o gruppo sportivo che non organizzi la sua . La tapasciata \u00e8 la\u00a0quintessenza della corsa amatoriale. Ci si iscrive la mattina stessa con un &lt;investimento&gt; che va dai tre ai cinque euro.\u00a0Si ritira il pettorale, che spesso \u00e8 un cartoncino dal appendere al collo con una cordicella, e si parte quando si \u00e8 pronti. Via, senza aspettare nessuno, su un percorso\u00a0che se ne va per campi e cascine segnato da fettucce rosse e bianche appese ai rami o da strisce di gesso tracciate per terra. Ci sono anche i cartelli che indicano i chilometri e puntualmente vengono corretti dai &lt;runners&gt; pi\u00f9 zelanti armati di Gps. Grandiosi i ristori. Si trovano acqua, t\u00e8,\u00a0\u00a0integratori, biscotti, frutta secca \u00a0ma, soprattutto d\u2019inverno in qualche posto dell\u2019Oltrep\u00f2, anche il vin brul\u00e8. Alcuni anni fa, in una garetta che girava attorno all\u2019Idroscalo ai 15 chilometri, mi \u00e8 capitato\u00a0di vedere anche una griglia con\u00a0le salsicce. Ma andiamo avanti. Fino alla fine. L\u2019arrivo coincide sempre con la partenza. Si supera il traguardo e se non si \u00e8 perso il cartellino d\u2019iscrizione si ha diritto al &lt;riconoscimento&gt; o pacco gara, chiamatelo come volete. Scordatevi maglie tecniche, cremine per massaggi, integratori e depliant vari. Nella borsa di cellophane che solitamente si ritira sul cassone di un camion\u00a0ci sono\u00a0solo cose da mangiare: dagli gnocchi , alle bottiglie di vino; dalle salamelle, alla mortadellona; dalle confezioni di pasta e pelati,alle orecchiette fresche sottovuoto. \u00a0Si corre cos\u00ec ogni domenica mattina\u00a0in ogni angolo d\u2019Italia. Ed \u00e8 bello anche cos\u00ec&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Maratona di Chicago, di Boston, tra qualche setimana Amsterdam, Venezia e poi\u00a0New York. E ancora i mondiali di Ironman a Kona nelle Hawaii, i campionati italiani di triathlon, gli Europei. Insomma grandi gare.\u00a0 Ma non si vive solo di gare tirate, di crono, di pettorali col nome, di tempi perfetti scanditi dai chip\u00a0e di arrivi tra due ali di folla. C&#8217;\u00e8 un mondo che suda in retrovia, a volte per fatti suoi, altre nelle garette pi\u00f9 defilate e nell tapasciate. 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