{"id":1393,"date":"2011-01-20T18:22:42","date_gmt":"2011-01-20T17:22:42","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=1393"},"modified":"2011-01-20T23:34:20","modified_gmt":"2011-01-20T22:34:20","slug":"correre-e-facile-anzi-no-difficilissimo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2011\/01\/20\/correre-e-facile-anzi-no-difficilissimo\/","title":{"rendered":"Correre \u00e8 facile, anzi no difficilissimo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2011\/01\/sfondo-evoluzione-uomo-running1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-1399\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2011\/01\/sfondo-evoluzione-uomo-running1-300x187.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"177\" \/><\/a>Tempo fa in radio, in una trasmissione del mattino, si dibatteva su quale fosse la pratica sportiva pi\u00f9 semplice, la pi\u00f9 intuitiva e naturale. \u00a0E in molti avevano risposto la corsa concordando col conduttore. L\u00ec per l\u00ec\u00a0 mi era sembrata una conclusione ragionevole. Poi per\u00f2 ci pensato e ripensato e sono arrivato alla conclusione che non \u00e8 vero per niente. Tutte balle. Non credo che la corsa possa essere considerata una disciplina semplice. O quantomeno, anche se pu\u00f2 sembrare una contraddizione in termini, la sua semplicit\u00e0 \u00e8 estremamente complessa. Intanto la tecnica. E&#8217; vero, mettere un piede davanti all&#8217;altro \u00e8 assolutamente intuitivo, una pratica naturale comune a\u00a0 quasi tutti i mammiferi. Ma per avere una corsa che rende ci si deve allenare, si deve imparare a far rollare la suola della scarpa, a non appoggiare il piede piatto-piatto, a fare quello che i tecnici chiamano skip, a spingere su ogni passo, a non pesare troppo sui quadricipiti quando s&#8217;impatta il terreno. Insomma bisogna applicarsi. E anche la testa va messa a posto. Certo, cominciare a correre \u00e8 la cosa pi\u00f9 facile del mondo. Forse. Ma quanti continuano? Quanti dopo i primi dolori mollano il colpo? Per sintonizzarsi sulla fatica serve sempre un po&#8217; di tempo, diciamo qualche mese, dopodich\u00e8 sembrerebbe fatta. E invece no. Perch\u00e8 quando ci si appassiona, quando dopo i 10 chilometri arrivano una mezza e magari una maratona c&#8217;\u00e8 un altro scatto. E poi un altro ancora, non finiscono mai purtroppo o per fortuna. Cos\u00ec si comincia a pensare di limare di qualche minuto il tempo, che si pu\u00f2 migliorare la propria prestazione sui diecimila, che l&#8217;amico che ci ha trascinato a correre e che sembrava irraggiungibile non \u00e8 poi cos\u00ec lontano. E viene normale pensare di provarci, a batterlo ovviamente. Ma non basta ancora. Cos\u00ec dopo dieci, venti, trenta maratone, dopo New York, Berlino o capo Nord si cerca ancora qualcos&#8217;altro, magari un deserto, magari un trail, magari una cento chilometri, magari\u00a0\u00a0una sfida in montagna\u00a0. Non \u00e8 semplice accontentarsi. Dopo aver corso, faticato, sudato per finire, si corre, si fatica e si suda per migliorare. Va quasi sempre cos\u00ec. E poi mi vengano a dire che correre \u00e8 facile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Tempo fa in radio, in una trasmissione del mattino, si dibatteva su quale fosse la pratica sportiva pi\u00f9 semplice, la pi\u00f9 intuitiva e naturale. \u00a0E in molti avevano risposto la corsa concordando col conduttore. L\u00ec per l\u00ec\u00a0 mi era sembrata una conclusione ragionevole. Poi per\u00f2 ci pensato e ripensato e sono arrivato alla conclusione che non \u00e8 vero per niente. Tutte balle. Non credo che la corsa possa essere considerata una disciplina semplice. O quantomeno, anche se pu\u00f2 sembrare una contraddizione in termini, la sua semplicit\u00e0 \u00e8 estremamente complessa. Intanto la tecnica. 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