{"id":14007,"date":"2014-11-02T19:34:25","date_gmt":"2014-11-02T18:34:25","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=14007"},"modified":"2014-11-02T19:52:13","modified_gmt":"2014-11-02T18:52:13","slug":"new-york-la-maratona-piu-fredda-degli-ultimi-20anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2014\/11\/02\/new-york-la-maratona-piu-fredda-degli-ultimi-20anni\/","title":{"rendered":"New York, \u00e8 keniana la maratona pi\u00f9 fredda degli ultimi 20anni"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/11\/Maratona.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-14009\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/11\/Maratona-300x189.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"189\" \/><\/a>E tutto un avanti e indietro di bandiere keniane il rettilineo d&#8217;arrivo di <strong>Central Park.<\/strong> In questo senso la maratona \u00e8 una scienza esatta: vincono i pi\u00f9 forti. Anche a New York. Soprattutto a <strong>New York<\/strong>,\u00a0 che resta una citt\u00e0 di mare dove spesso fa freddo e dove ,ancora pi\u00f9 spesso, tira un vento gelido. \u00a0Come oggi nella maratona pi\u00f9 fredda degli ultimi vent&#8217;anni con tempertaure inferiori ai cinque gradi e raffiche di vento ghiacciato che hanno fatto tremare atleti e spettatori. Cos\u00ec vince chi dopo 42 chilometri e 195 metri ha ancora un po&#8217; di benzina nelle gambe e\u00a0nella testa per fare la differenza.\u00a0 E\u00a0 la differenza nella 44ma edizione della maratona\u00a0 l&#8217;ha fatta\u00a0 il keniano <strong>Wilson Kipsang\u00a0<\/strong> che ha messo dietro tutti col tempo di 2h10\u201959&#8243; \u00a0superando dopo un lungo testa a testa, l\u2019etiope <strong>Lelisa Desisa<\/strong> e<strong> Gebre\u00a0Gebremariam\u00a0<\/strong>(2h12:13)<strong>. <\/strong>Stesso inno e stessa bandiera nella gara femminile dove ha trionfato <strong>Mary Keitany<\/strong>\u00a0 con il tempo di 2h25\u201906&#8243; davanti all\u2019altra keniana <strong>Jemima Sumgang<\/strong>.\u00a0 Ottava l&#8217;azzurra <strong>Valeria Straneo<\/strong> che lo scorso anno era arrivata quinta e che si \u00e8 staccata dal gruppo di testa qualche chilometro dopo la mezza maratona. Primo degli italiani, ma anche degli europei,\u00a0\u00e8 stato<strong> Danilo Goffi,<\/strong> che si \u00e8 classificato 14mo assoluto e primo assoluto tra i &#8220;master&#8221;\u00a0\u00a0 in 2h19&#8217;44&#8221; \u00a0migliorando di ben due minuti e mezzo il tempo dello scorso anno . Per lui evidentemente il vento soffiava a favore&#8230;.&#8221;E stata una maratona con tanto agonismo&#8230;&#8221; ha detto<strong> Orlando Pizzolato<\/strong> durante la telecronaca in tv. Un modo elegante per dire che gli atleti non sono\u00a0andati forte. Ma New York non \u00e8 una gara dove si va forte e poi oggi tutti\u00a0hanno dovuto fare i conti con le folate ghiacciate da 70 chilometri orari che , come sempre capita, \u00a0soffiavano contro. Per\u00f2 lo spettacolo di New York va oltre il cronometro.\u00a0 Cinquantamila corridori che sfilano sul ponte di Verrazzano, a\u00a0\u00a0Brooklyn e nel Queens, per arrivare a Manhattan, attraverso il Queensboro Bridge, fino al Bronx, e tornare indietro verso il traguardo, all\u2019ingresso di Central Park, da Columbus Circle sono un&#8217;immagine che da sola permette di raccontare una magia. Che in realt\u00e0 potrebbe essere raccontata molto meglio. Ma cos\u00ec non \u00e8 stato. Ci lamentiamo spesso per le regie televisive delle nostre maratone ma oggi gli americani non hanno fatto meglio. Anzi. Le immagini sempre sui primi, gli arrivi spesso saltati,\u00a0\u00a0 tempi morti, intermimabilii sequenze da telecamera fissa senza mai ( quasi mai) raccontare un dettaglio, indagare sul gruppo, indugiare sulla citt\u00e0.\u00a0Ma tant&#8217;\u00e8, questo ha passato il convento in attesa che qualche regista capisca che in una maratona la corsa va raccontata pi\u00f9 nella pancia del gruppo che davanti. Cos\u00ec il bravo <strong>Franco Bragagna,<\/strong> in pi\u00f9 di due ore di diretta sulla Rai, ha dovuto fare i miracoli per raccontare una maratona che solo lui poteva raccontare&#8230;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>E tutto un avanti e indietro di bandiere keniane il rettilineo d&#8217;arrivo di Central Park. In questo senso la maratona \u00e8 una scienza esatta: vincono i pi\u00f9 forti. Anche a New York. 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