{"id":14127,"date":"2014-11-09T22:25:04","date_gmt":"2014-11-09T21:25:04","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=14127"},"modified":"2014-11-09T23:03:02","modified_gmt":"2014-11-09T22:03:02","slug":"ironman-brasile-ivan-terribile-e-un-po-bugiardo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2014\/11\/09\/ironman-brasile-ivan-terribile-e-un-po-bugiardo\/","title":{"rendered":"Ironman Brasile: Ivan &#8220;terribile&#8221; (e un po&#8217; bugiardo&#8230;)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/11\/ivan.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-14128\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/11\/ivan-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/11\/ivan-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/11\/ivan.jpg 960w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Prendere o lasciare, va sempre cos\u00ec. A <strong>Fortaleza, \u00a0<\/strong>in Brasile\u00a0\u00a0<strong>Ivan Risti<\/strong> prende un fantastico settimo posto nel\u00a0primo Ironman della sua vita e <strong>Daniel Fontana<\/strong> lascia all\u2019inzio della maratona i suoi sogni di riscatto rincorsi forse\u00a0 un po\u2019 troppo in fretta dopo una frazione di nuoto e di bici che lo avevano visto lottare con i primi.\u00a0 Vince il campione di casa <strong>Guilherme Manocchio<\/strong> (8:30:15) che nei 42 chilometri di corsa rosicchia metro per metro tutto il vantaggio che \u00a0lo spagnolo <strong>Eneko Llanos<\/strong> si era costruito in bici\u00a0 mettendo dietro tutti e sognando per per un po\u2019 ( un bel po\u2019) di\u00a0fare gara solitaria.\u00a0\u00a0Sul terzo gradino del podio si piazza <strong>Thiago Vinhal<\/strong> (8:52:54), un altro brasiliano a completare la festa\u00a0 di stasera a Fortaleza, citt\u00e0 di mare e di traffico infernale anche sul percorso di gara.\u00a0 Prendere o lasciare si diceva e <strong>Ivan Risti<\/strong> ha preso tutto ci\u00f2 che poteva prendere in un esordio difficile con un gran caldo, un gran vento, una moto che lo ha fatto sbandare a met\u00e0 percorso e un manettino del cambio ko che gli ha fatto fare gli ultimi 70 chilometri con un 53&#215;11 fisso e inamovibile. Ma tant&#8217;\u00e8\u00a0 l&#8217;altelta della<strong> DDs<\/strong> \u00e8 riuscito comunque a portare un po&#8217;\u00a0di azzurro\u00a0 nella torcida carioca. Un settimo posto\u00a0che lascia intendere quanto il vice capitano della <strong>Dds<\/strong> potr\u00e0 fare migliorando in bici dove \u00e8 stato un po\u2019 pi\u00f9 lento dei migliori. Nove ore, 1 minuto e 25 secondi per arrivare sul traguardo con una frazione impressionante di maratona corsa in 3 ore e 8minuti, la terza migliore in assoluto dietro ai due brasiliani.\u00a0 Difficile fare meglio e forse anche difficile sperare di pi\u00f9. L\u2019ultima volta che avevo incontrato <strong>Ivan Risti<\/strong> al matrimonio di un\u2019amica comune mi aveva detto che in Brasile ci andava tanto per provarci e che sarebbe gi\u00e0 stata una vittoria arrivare in fondo\u2026 Ma il settimo posto nella gara di esordio sulla distanza pi\u00f9 difficile \u00e8 l\u00ec a dimostrare che non bisogna mai fidarsi troppo degli atleti e dei soprattutto dei\u00a0triatleti. <strong>Ivan<\/strong> il terribile (e un po\u2019 bugiardo) mentiva sapendo di mentire\u2026<\/p>\n<p><strong>FOTO: Tiziano Ballabio<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Prendere o lasciare, va sempre cos\u00ec. 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