{"id":14179,"date":"2014-11-13T12:46:30","date_gmt":"2014-11-13T11:46:30","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=14179"},"modified":"2014-11-13T12:46:30","modified_gmt":"2014-11-13T11:46:30","slug":"goffi-il-maratoneta-senza-eta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2014\/11\/13\/goffi-il-maratoneta-senza-eta\/","title":{"rendered":"Goffi, il maratoneta senza et\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/11\/goffi.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-14182\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/11\/goffi-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>E&#8217; proprio vero che la vita comincia (o ricomincia) a quarant\u2019anni. E Magari da New York. Per <strong>Danilo Goffi<\/strong>, carabiniere 42enne di Nerviano, campione italiano in carica di maratona, \u00e8 un po\u2019 cos\u00ec. \u00c8 stato il primo italiano sul traguardo di Central Park, quindicesimo assoluto, primo della categoria master e primo tra gli atleti europei. Non male, anzi benissimo se si considera che l\u2019azzurro ormai non fa pi\u00f9 l\u2019atleta a tempo pieno ma il militare dell\u2019Arma.<br \/>\nSposato, con un figlio di sei anni, <strong>Goffi<\/strong> ha scritto pagine importanti nell\u2019atletica italiana prima con l\u2019 <strong>Atletica Riccardi<\/strong> e poi con il<strong> gruppo sportivo Carabinieri.<\/strong>\u00a0 Campione europeo di maratona a squadre nell\u201998 a Budapest, nono nel 96 alle olimpiadi di Atalanta, vincitore della maratone di Venezia ( 1995) e Torino (2005) l\u2019azzurro ha corso da professionista praticamente fino a tre anni fa. Poi sono arrivati i turni e il lavoro in caserma: \u00abS\u00ec pi\u00f9 o meno \u00e8 cos\u00ec- spiega- Ora faccio il carabiniere e devo ringraziare l\u2019Arma che dopo il titolo italiano conquistato quest\u2019anno mi permette di utilizzare qualche licenza in pi\u00f9 per motivi sportivi e quindi di allenarmi con pi\u00f9 calma e di\u00a0 gareggiare&#8230;\u00bb. Cos\u00ec in pratica non ha mai appeso le scarpette al chiodo. Anzi. Allenato da <strong>Silvio Omodeo,<\/strong> tecnico milanese e \u00abvoce\u00bb delle pi\u00f9 importanti manifestazioni podistiche italiane, Goffi ha continuato a macinare chilometri ritagliandosi gli spazi come uno dei tanti appassionati ma con la determinazione e l\u2019applicazione di chi non ha ancora smesso di ragionare come un campione: \u00abCorro mediamente per 200 chilometri ogni settimana cercando di conciliare gli allenamenti con la mia famiglia e i turni di lavoro &#8211; racconta- La corsa per me \u00e8 fondamentale e non riesco ancora a pensare quando smetter\u00f2 di fare sul serio. Ora dopo New York ho qualche acciacco muscolare ma quella \u00e8 l\u2019et\u00e0, visto che non sono pi\u00f9 un ragazzino. Ma credo che comunque valga sempre la pena di continuare a fare ancora tutta questa fatica&#8230;\u00bb. Certo, perch\u00e8 la maratona di New York fa storia a s\u00e8, \u00e8 un\u2019emozione indescrivibile dal primo metro all\u2019ultimo, soprattutto per atleti di primo piano che riescono a correrla davanti. \u00abIo non ho pi\u00f9 la presunzione di poter competere con i primi- racconta<strong> Goffi<\/strong>&#8211; per\u00f2 comunque resto nella prima parte del gruppo e a New York il tifo \u00e8 incredibile. Soprattutto quando si scende dal Queensborogh bridge e si va verso Manhattan. Non c\u2019\u00e8 una maratona uguale a questa e poi ci sono tanti che riescono a leggere il tuo nome sul pettorale e ti incitano&#8230;perch\u00e8 noi italiani a New York siamo un po\u2019 di casa\u00bb. Due ore e 19 minuti per arrivare al traguardo. Per correre 42 chilometri tutti di un fiato da Staten Island a Central Park tagliando in due la Grande Mela. <strong>Goffi<\/strong> \u00e8 sempre l\u00ec. Magari non con i keniani che sono un pianeta a parte ma a giocarsela con tutti gli altri e a dire ancora la sua: \u00abNo, non esageriamo- spiega- Per me ora diventa importante il circuito master. I miei obbiettivi ruotano intorno a questo ora. E per questo mi alleno con lo scrupolo di sempre&#8230;\u00bb.\u00a0 Cos\u00ec dopo il grande risultato newiorchese si tira un po\u2019 il fiato almeno fino a Natale. Poi per\u00f2 si ricomincia perch\u00e8 un\u2019altra maratona chiama. Ed \u00e8 una maratona che ha fatto la storia: \u00abS\u00ec, mi piacerebbe correre a Boston- confessa <strong>Goffi<\/strong>&#8211; E la maratona pi\u00f9 antica ed anche la pi\u00f9\u00e0 affascinante. Da gennaio comincer\u00f2 a pensarci&#8230;\u00bb<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>E&#8217; proprio vero che la vita comincia (o ricomincia) a quarant\u2019anni. E Magari da New York. Per Danilo Goffi, carabiniere 42enne di Nerviano, campione italiano in carica di maratona, \u00e8 un po\u2019 cos\u00ec. \u00c8 stato il primo italiano sul traguardo di Central Park, quindicesimo assoluto, primo della categoria master e primo tra gli atleti europei. Non male, anzi benissimo se si considera che l\u2019azzurro ormai non fa pi\u00f9 l\u2019atleta a tempo pieno ma il militare dell\u2019Arma. Sposato, con un figlio di sei anni, Goffi ha scritto pagine importanti nell\u2019atletica italiana prima con l\u2019 Atletica Riccardi e poi con il gruppo [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2014\/11\/13\/goffi-il-maratoneta-senza-eta\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":956,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[58616,45349,58600,6076,58617],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14179"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/956"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14179"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14179\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14184,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14179\/revisions\/14184"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14179"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14179"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14179"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}