{"id":14241,"date":"2014-11-16T20:57:13","date_gmt":"2014-11-16T19:57:13","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=14241"},"modified":"2014-11-17T11:58:22","modified_gmt":"2014-11-17T10:58:22","slug":"le-maratona-in-tv-meglio-sui-social","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2014\/11\/16\/le-maratona-in-tv-meglio-sui-social\/","title":{"rendered":"La maratona in Tv? Meglio sui social"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/11\/vale7.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-14249\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/11\/vale7-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/11\/vale14.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-14242\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/11\/vale14-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/11\/VALE5.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-14243\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/11\/VALE5-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/11\/vale34.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-14244\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/11\/vale34-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/11\/vale44.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-14245\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/11\/vale44-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/11\/vale24.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-14246\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/11\/vale24-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Oggi si sono corse parecchie maratone importanti. E da <strong>Instanbul<\/strong>\u00a0a\u00a0 <strong>Valencia<\/strong> a <strong>Torino<\/strong> sui social \u00e8 tutto un condividere di immagini, medaglie, storie e sensazioni. E&#8217; tutto un twittare di emozioni che danno perfettamente il polso di quanta gioia ci sia quando si arriva in fondo a una martona. <strong>Simona, Giuseppe, Riccardo, Federica <\/strong>ma potrebbero essere tantissimi ancora, migliaia di migliaia.\u00a0Onuno con un ottimo motivo per sorridere, per fotografarsi o farsi fotografare, per raccontare il perch\u00e8 della sua sfida. Sono le storie della maratona.\u00a0 Quelle che nascono nella pancia del gruppo e anche un po&#8217; pi\u00f9 in fondo e che poco vengono raccontate soprattutto in tv.\u00a0E&#8217; la storia di sempre.\u00a0\u00a0Si parte, si mette una telecamera fissa sul gruppetto di africani che fa gara di testa, l&#8217;altra segue da vicino la corsa delle prime donne e\u00a0i commentatori che fanno da inviati in bici sul percorso raccontano per filo e per segno ogni dettaglio tecnico della sfida. Forse troppo tecnico: troppi tempi, troppi particolari. troppe ripetute, troppi aminoacidi e troppe maltodestrine\u00a0il cui senso sfugge se non si \u00e8 del mestiere. Ci hanno provato in tanti a raccontare la maratona, la <strong>Rai<\/strong> e anche <strong>La7.<\/strong> Ma\u00a0 non bastano un fuoriclasse di telecronista come <strong>Franco Bragana<\/strong> e un&#8217;ottima spalla come <strong>Attilio Monetti<\/strong> a fare la differenza. Se le immagini che devono commentare sono quelle del gruppetto dei primi, i due devono far miracoli per tener vive due ore e pi\u00f9 di diretta. Va detto che il vizio di tener le immagini fisse sui primi non \u00e8 solo italiano. Chi ha visto in tv l&#8217;ultima maratona di <strong>New York<\/strong> trasmessa dalla <strong>Nbc<\/strong> si \u00e8 reso conto che c&#8217;\u00e8 chi riesce a fare peggio ( molto peggio) di noi.\u00a0 E allora? Tanto per cominciare si potrebbe provare a\u00a0 copiare un po&#8217; gli inglesi della <strong>Bbc<\/strong> che da anni la <strong>London Marathon<\/strong> la raccontano sui primi ma molto anche su chi arriva dopo le tre ore e mezzo. Inviati in gruppo che si piazzano ai ristori, che corrono nelle retrovie, che parlano con i tapascioni qualunque, che cercano e raccontano le loro storie. Tutta un&#8217;altra cosa. \u00a0E poi si potrebbe copiare anche un po&#8217; dai social. Condividere in tv i racconti,\u00a0 le immagini, i sorrisi, i pianti di gioia, la fatica, l&#8217;emozione, gli abbracci e la passione della gente comune. Che \u00e8 tantissima e contagiosa. Anche perch\u00e8 oggi , tanto per fare un esempio e tanto per cambiare, a Torino ha vinto il keniano\u00a0\u00a0<strong>Samuel Rutto<\/strong> che ha battuto allo sprint il connazionale\u00a0<strong>Ernest Ngeno<\/strong>. Bravi, bravissimi ci mancherebbe. Ma sfido chiunque domani a ricordarsi chi sono<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Oggi si sono corse parecchie maratone importanti. E da Instanbul\u00a0a\u00a0 Valencia a Torino sui social \u00e8 tutto un condividere di immagini, medaglie, storie e sensazioni. E&#8217; tutto un twittare di emozioni che danno perfettamente il polso di quanta gioia ci sia quando si arriva in fondo a una martona. 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