{"id":14424,"date":"2014-11-30T18:09:57","date_gmt":"2014-11-30T17:09:57","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=14424"},"modified":"2014-11-30T18:31:56","modified_gmt":"2014-11-30T17:31:56","slug":"firenze-muore-un-maratoneta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2014\/11\/30\/firenze-muore-un-maratoneta\/","title":{"rendered":"Firenze, muore un maratoneta"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/11\/Atletica.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-14425\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/11\/Atletica-300x209.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"209\" \/><\/a>Luigi Ocone\u00a0 38 anni, operaio edile e ottimo atleta,\u00a0\u00e8 morto\u00a0questa mattina a Firenze durante la\u00a0\u00a0trentunesima edizione della maratona. Si \u00e8 accasciato al 41mo chilometro e, nonostante sia stato soccorso all&#8217;istante dal medico di gara che era alle sue spalle in moto e poi da un&#8217;ambulanza non ce l&#8217;ha fatta. I suoi familairi che lo stavano aspettando al traguardo hanno praticamente vissuto la tragedia in diretta. Dramma nel dramma. Cos\u00ec una giornata di sport e di festa si vela di grandissima malinconia. Cos\u00ec\u00a0ritornano le solite domande di chi, forse, non sa come stanno esattamente le cose. E pericoloso correre una maratona? Certo che un po&#8217; di pericolo c&#8217;\u00e8. Certo che un margine di rischio esiste. Per\u00f2 solitamente chi si presenta al via di una 42chilometri non lo fa di punto in bianco ma dopo un allenamento pi\u00f9 o meno rigoroso che a volte dura parecchi mesi. Vale per tutti a qualsiasi et\u00e0.\u00a0 E poi chi ha un tesseramento della Fidal ( la federazione italiana di atletica) annualmente viene sottoposto a un controllo medico preventivo con un esame cardiologico e una prova &lt;sotto sforzo&gt;.\u00a0 Cosa che tra l&#8217;altro non avviene in tanti altri Paesi dove per partecipare a volte \u00e8 sufficiente firmare una liberatoria. \u00a0Insomma non si va allo sbaraglio.\u00a0 Per\u00f2 ogni sport, ma ogni cosa che si fa nella vita, ha un margine di rischio pi\u00f9 o meno grande. E&#8217; il prezzo che si deve pagare per assaporare una passione, per non ammuffire, per sentirsi vivi.\u00a0E cos\u00ec \u00e8 per chi ama la maratona ma anche per chi ama arrampicarsi, scalare, volare in deltaplano, \u00a0sciare o correre in pista a 300 all&#8217;ora su una moto. E si potrebbe continuare. Non esiste un rischio zero: mai. Non esiste la certezza di essere al riparo\u00a0dai guai.\u00a0 Neppure se uno la maratona di Firenze se la guarda in tv tranquillamente seduto su un divano. E&#8217; la vita. O forse, semplicemente, il destino. E davanti al destino siamo un po&#8217; tutti disarmati&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Luigi Ocone\u00a0 38 anni, operaio edile e ottimo atleta,\u00a0\u00e8 morto\u00a0questa mattina a Firenze durante la\u00a0\u00a0trentunesima edizione della maratona. Si \u00e8 accasciato al 41mo chilometro e, nonostante sia stato soccorso all&#8217;istante dal medico di gara che era alle sue spalle in moto e poi da un&#8217;ambulanza non ce l&#8217;ha fatta. I suoi familairi che lo stavano aspettando al traguardo hanno praticamente vissuto la tragedia in diretta. Dramma nel dramma. Cos\u00ec una giornata di sport e di festa si vela di grandissima malinconia. Cos\u00ec\u00a0ritornano le solite domande di chi, forse, non sa come stanno esattamente le cose. 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