{"id":14616,"date":"2014-12-19T17:38:50","date_gmt":"2014-12-19T16:38:50","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=14616"},"modified":"2014-12-19T20:26:53","modified_gmt":"2014-12-19T19:26:53","slug":"fermate-i-babbi-natale-che-corrono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2014\/12\/19\/fermate-i-babbi-natale-che-corrono\/","title":{"rendered":"Fermate i Babbi Natale che corrono"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/12\/babbi_620.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-14620\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/12\/babbi_620-300x198.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"198\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/12\/babbi_620-300x198.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2014\/12\/babbi_620.jpg 620w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Qualche anno fa a Milano, ma credo in tutte le\u00a0altre citt\u00e0 italiane, la moda era quella di appendere i Babbi Natale ai balconi. Venivano attaccati\u00a0\u00a0a una scaletta luminosa e, come tutte le novit\u00e0, erano anche divertenti. Poi per\u00f2 si sono moltiplicati:\u00a0 cento, millle, diecimila. Chiaramente troppi. E non c&#8217;era balcone o\u00a0finestra che non avesse un Babbo appeso. Davano pi\u00f9 tristezza che gioia. Perch\u00e8 alla lunga suonavano\u00a0&#8216; falsi, un po&#8217; come gli auguri mandati a tutte le rubriche telefoniche che ti arrivano puntuali la mattina del 25 dicembre. O come quelle e-mail di auguri prestampate che si inviano a tutto l&#8217;indirizzario di posta.\u00a0Dai Babbi Natale appesi ai balconi a quelli che\u00a0corrono il passo \u00e8 breve. Perch\u00e8 la logica \u00e8 la stessa. Le prime corse tutti vestiti di rosso\u00a0sono di\u00a0una decina di anni fa. Si cominci\u00f2 a Milano che \u00e8 una citt\u00e0 che ha mille difetti ma anche il pregio indubbio di cogliere con un bel po&#8217; di anticipo ci\u00f2 che poi accadr\u00e0 nel resto del Paese. Cos\u00ec la prima Babbo Running part\u00ec da piazza Duomo dove\u00a0ritornava dopo un giretto di 6 chilometri nel centro storico per la gioia di grandi e piccini. Una bella idea e una bella festa. Poi per\u00f2 \u00e8 successo ci\u00f2 che \u00e8 accaduto con le luminarie: dieci, cento, mille corse di Babbo Natale. Troppe e tutte uguali. Certo, molte hanno fini benefici e solo questo vale il prezzo del pettorale. Ma non \u00e8 sempre cos\u00ec. Per questo forse \u00e8 arrivato il momento di fermare tutti questi Babbi Natale che corrono. Stanno alla corsa come un bicchiere di vino versato da un tetrapack sta ad un calice spillato da una botte&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Qualche anno fa a Milano, ma credo in tutte le\u00a0altre citt\u00e0 italiane, la moda era quella di appendere i Babbi Natale ai balconi. Venivano attaccati\u00a0\u00a0a una scaletta luminosa e, come tutte le novit\u00e0, erano anche divertenti. 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