{"id":14720,"date":"2014-12-30T21:55:58","date_gmt":"2014-12-30T20:55:58","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=14720"},"modified":"2014-12-30T23:33:54","modified_gmt":"2014-12-30T22:33:54","slug":"lanno-che-verra-piu-sport-e-meno-social","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2014\/12\/30\/lanno-che-verra-piu-sport-e-meno-social\/","title":{"rendered":"L&#8217;anno che verr\u00e0: pi\u00f9 sport e meno social?"},"content":{"rendered":"<p>Facebook, twitter, instagram, youtube, whatsapp, linkedin, snapchat e probabilmente tanti altri\u00a0 &#8220;social&#8221;\u00a0 sconosciuti o dimenticati. Sempre pi\u00f9 connessi, sempre pi\u00f9 virtuali, sempre pi\u00f9 sociali e\u00a0 condividenti.\u00a0 Chi l&#8217;avrebbe detto dieci anni fa che saremmo diventati cos\u00ec? Chi avrebbe mai pensato oggi,\u00a0salendo su una carrozza della metropolitana milanese,\u00a0 di non trovare nessuno a leggere un giornale, un libro, il <strong>&#8220;Tenero Giacomo&#8221;<\/strong> sulla <strong>Settimana enigmistica<\/strong>? Per\u00f2 ormai l&#8217;andazzo \u00e8 questo. Dice una mia collega &#8220;che con lo smartphone pu\u00f2 fare tutto e senza si sente persa&#8230;&#8221;. Senz&#8217;altro sar\u00e0 cos\u00ec. Per\u00f2 forse \u00e8 anche un fatto di abitudine. E&#8217;\u00a0 come alzarsi la mattina alle 6.30 per andare a nuotare in una piscina o uscire all&#8217;alba della domenica mattina a correre quando fuori piove o nevica. All&#8217;inizio \u00e8 tragico poi per\u00f2, pian piano, ci si prende\u00a0 gusto. E&#8217; il piacere di fare qualcosa di fisico quando ormai molto si fa davanti allo schermo di un pc. E&#8217; \u00a0il sapore della fatica, il dolce indolenzimento delle gambe o delle braccia dopo un allenamento, il dolore di\u00a0una botta\u00a0 che quando ti metti a letto assapori anche un po&#8217;.\u00a0Abbiamo delle straordinarie doti di adattamento a tutto. Al bello e al comodo si fa in un attino, al brutto e ai disagi ci si mette un po&#8217; di pi\u00f9 ma poi si arriva. Ci\u00f2 detto,\u00a0di fronte a un anno che si presenta si fanno sempre degli ottimi propositi e lo sport andrebbe messo in cima alle cose da fare. Almeno a guardare i dati del <strong>Coni<\/strong> che\u00a0non ci vedono tra i Paesi eccellenti. Anzi. L\u2019Italia \u00e8 nella top 20 delle nazioni pi\u00f9 pigre al mondo con oltre 24 milioni di sedentari che tradotto in percentuale d\u00e0 un risultato che fa venire i brividi: quattro italiani su dieci non solo non fanno sport ma non si muovono proprio. E tutto ci\u00f2 non \u00e8 gratis perch\u00e8 se un po\u2019 tutti si mettessero a nuotare, correre o pedalare il risparmio sulla spesa pubblica sarebbe del 10 per cento, cio\u00e8 una decina di miliardi. E con un bel salto mortale che fara inorridire economisti e sondaggisti \u00a0\u00e8 bello mettere a confronto queste cifre con quelle che\u00a0 riguardano la diffusione di telefonini, tablet e dispositivi mobili nel nostro Paese. Qui non abbiamo rivali. Anche se la rete di connessione internet non \u00e8 tra le migliori (la penetrazione sul territorio\u00a0\u00e8 del 58% contro il 68% della media europea, l&#8217;83 e l&#8217;84%\u00a0 di Germania e Francia, l&#8217;87% del Regno Unito e il 95% dell&#8217;Islanda) in Italia il tempo medio speso sulla rete ogni giorno \u00e8 di 4,7 ore\u00a0contro le 3.9 ore dei tedeschi e\u00a0 le 4 degli inglesi. Siamo i pi\u00f9 accaniti navigatori dei &lt;social&gt; con una media di\u00a0ben 2 ore al giorno, circa mezz\u2019ora in pi\u00f9 al giorno rispetto la media europea.\u00a0 E, sempre in Europa, siamo il paese\u00a0con il maggior numero di telefoni cellulari e infatti, quello della telefonia, \u00e8 uno dei pochi settori che\u00a0sembra non risentire in modo drammatrico della crisi e che negli ultimi anni\u00a0ha continuato a svilupparsi con un tasso superiore al 6% . Tra quelli ( quasi tutti) che hanno un telefonino infine\u00a0 il\u00a041%\u00a0ha uno smartphone. Insomma stiamo diventato un popolo sempre pi\u00f9 digital-dipendente, sempre pi\u00f9 social e sempre pi\u00f9 &#8220;condividente&#8221; . Magari un po&#8217; pigro, acciaccato, grasso, con il colesterolo a rischio e con il fiatone dopo una rampa di scale. Ma questi sono dettagli&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Facebook, twitter, instagram, youtube, whatsapp, linkedin, snapchat e probabilmente tanti altri\u00a0 &#8220;social&#8221;\u00a0 sconosciuti o dimenticati. Sempre pi\u00f9 connessi, sempre pi\u00f9 virtuali, sempre pi\u00f9 sociali e\u00a0 condividenti.\u00a0 Chi l&#8217;avrebbe detto dieci anni fa che saremmo diventati cos\u00ec? Chi avrebbe mai pensato oggi,\u00a0salendo su una carrozza della metropolitana milanese,\u00a0 di non trovare nessuno a leggere un giornale, un libro, il &#8220;Tenero Giacomo&#8221; sulla Settimana enigmistica? Per\u00f2 ormai l&#8217;andazzo \u00e8 questo. Dice una mia collega &#8220;che con lo smartphone pu\u00f2 fare tutto e senza si sente persa&#8230;&#8221;. Senz&#8217;altro sar\u00e0 cos\u00ec. Per\u00f2 forse \u00e8 anche un fatto di abitudine. 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