{"id":14885,"date":"2015-01-15T19:24:41","date_gmt":"2015-01-15T18:24:41","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=14885"},"modified":"2015-01-19T20:42:29","modified_gmt":"2015-01-19T19:42:29","slug":"il-triathlon-si-mette-in-smoking","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2015\/01\/15\/il-triathlon-si-mette-in-smoking\/","title":{"rendered":"Il triathlon si mette in smoking"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/01\/daddoOscar2014_560.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-14891\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/01\/daddoOscar2014_560-300x205.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"205\" \/><\/a>Il body non servir\u00e0. Niente cuffietta, via gli occhialini da nuoto e via anche il casco. Per gli uomini magari una cravatta, per le donne un paio di\u00a0 tacchi alti. Ma un<strong> Gal\u00e0<\/strong> \u00e8 una <strong>Gal\u00e0<\/strong> e, anche se &#8220;guai&#8221; a\u00a0parlare di Oscar, quella del 31 gennaio al <strong>Cinema Manzoni di Milano<\/strong> sar\u00e0 una serata dove un po&#8217; toccher\u00e0 sfilare.\u00a0 Miglior triatleta, miglior giovane, miglior paratriatleta, miglior team,\u00a0 miglior libro e\u00a0 altro \u00a0ancora, tutti insieme appassionatamente su uno dei palchi pi\u00f9 prestigiosi della citt\u00e0, rubando per una sera la scena a chi l&#8217;attore o fa di mestiere. Il copione \u00e8 quello degli anni scorsi,\u00a0 scritto da <strong>Dario Nardone<\/strong> giornalista e triatleta nonch\u00e8 direttore <strong>Fantatriathlon<\/strong> (<a href=\"http:\/\/www.fcz.it\/\">http:\/\/www.fcz.it\/<\/a>) sulle cui pagine sfila e si trova tutto quanto accade sui campi di gara e non solo. Si dovranno scegliere\u00a0i migliori della stagione, quelli che hanno vinto di pi\u00f9, quelli che hanno fatto pi\u00f9 punti, quelli che hanno fatto qualcosa di importante o comunque da ricordare. I pi\u00f9 bravi insomma.\u00a0 E gira e rigira i nomi tornano, come i conti, quasi sempre. Quattro &#8220;nominati&#8221; per ogni categoria, quattro\u00a0 finalisti che si giocheranno\u00a0una statuetta che non sar\u00e0 un Oscar ma \u00e8 sempre pi\u00f9 un trofeo che conta. Con la formula che \u00e8 quella solita del &lt;the winner is&#8230;&gt; perch\u00e8, anche se sono tutti forti e bravi, alla fine uno che vince ci deve essere. <strong>Alessandro Fabian, Daniel Fontana,<\/strong>\u00a0<strong>Anna Maria Mazzetti,<\/strong>\u00a0<strong>Alice Betto<\/strong>,<strong>Matthias Steinwandter,<\/strong>\u00a0<strong>Angelica Olmo, <\/strong><strong>Michele Ferrarin, Sara Tavecchio, <\/strong><strong>Giuseppe Solla <\/strong>sono tra i tanti che in questi anni sono saliti sul gradino pi\u00f9 alto del podio per un&#8217;annata da ricordare. Altri ce ne sono e altri ce ne saranno. Si vota per decidere a chi toccher\u00e0. C&#8217;\u00e8 tempo ancora qualche giorno e per lasciare un segno, indicare chi merita, chi meriterebbe o solo chi ci sta pi\u00f9 simpatico, basta un clic. Si pu\u00f2 fare&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il body non servir\u00e0. Niente cuffietta, via gli occhialini da nuoto e via anche il casco. 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