{"id":15023,"date":"2015-01-26T23:36:47","date_gmt":"2015-01-26T22:36:47","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=15023"},"modified":"2015-01-27T10:30:10","modified_gmt":"2015-01-27T09:30:10","slug":"brera-e-lo-sport-di-oggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2015\/01\/26\/brera-e-lo-sport-di-oggi\/","title":{"rendered":"Lo sport di oggi? Brera lo racconterebbe cos\u00ec&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/01\/premiazioni-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-15034\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/01\/premiazioni-1-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/01\/premiazione-4.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-15035\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/01\/premiazione-4-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/01\/premiazioni-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-15036\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/01\/premiazioni-3-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Chiss\u00e0 come lo racconterebbe questo sport di oggi<strong> Gianni Brera<\/strong>. Non parliamo di calcio perch\u00e8 li non c&#8217;\u00e8 storia. Ma <em><strong>GiuanfuCarlo<\/strong><\/em> avrebbe stupito raccontando anche di tiro a segno che \u00e8 un grande sport che pochi conoscono. Cos\u00ec sali sul palco dell&#8217;auditorium <strong>Testori della Regione Lombardia<\/strong> per premiare\u00a0la nazionale femminile juniores campione d&#8217;Italia\u00a0e \u00a0ti accorgi che negli occhi di <strong>Anna,\u00a0 Pernilla e Gresia<\/strong>,\u00a0 c&#8217;\u00e8 la passione che \u00e8 il motore che fa girare tutte le cose. Difficile spiegare. Ma <strong>Brera<\/strong> lo avrebbe fatto alla sua maniera, avrebbe trovato le parole, se ne sarebbe sicuramente inventata qualcuna di nuova, avrebbe colto immagini e sfumature che quasi a tutti sfuggono. La differenza \u00e8 tutta l\u00ec. E allora capisci che la quindicesima edizione del <strong>Premio Brera<\/strong> \u00e8 un piccolo sforzo per cercare di mantenerla viva quella passione che a settantacinque anni fa ancora tremare le vene di voglia a <strong>Giuseppe Marchesi<\/strong> paracadutista della Folgore premiato alla carriera.\u00a0 E premio all&#8217;<strong>Armani<\/strong> di <strong>Gentile,<\/strong> <strong>Melli<\/strong>, <strong>Hackett\u00a0<\/strong>e compagni, perfetti e stilosi nella loro divisa ufficiale. Perfetti e stilosi in un&#8217;armonia che \u00e8 la miscela perfetta tra glamour e giovent\u00f9. Premio al campionato vinto e alla storia delle <strong>&#8220;scarpette rosse&#8221;<\/strong> che continua ma che forse un tempo era un&#8217;altra cosa, pi\u00f9 ruvida e pi\u00f9 guascona. N\u00e8 meglio, n\u00e8 peggio ma semplicemnete un&#8217;altra cosa. Diversa. Diversa come i tempi che cambiano. Cos\u00ec in uno sport che ormai twitta e viaggia con\u00a0cuffiette, gel e tatuaggi. In uno sport fatto di numeri, statistiche, medici e dietologi. In uno sport dove si monitora tutto, dove il \u00a0 cuore,\u00a0la \u00a0potenza, le\u00a0falcate, le pedalate, i gesti sono un algoritmo \u00e8 sempre la passione a fare la differenza. La passione che porta una ragazza come <strong>Bebe Vio<\/strong> a diventare campionessa mondiale di scherma alle paralimpiad e che le d\u00e0 una forza contagiosa che ti trasmette come una folata di tamontana . La passione che spinge\u00a0 bracciata su bracciata, gambata su gambata <strong>Martina Grimaldi<\/strong> a mettersi dietro tutte agli europei dopo venticinque chilometri in mare che sono anche cinque ore di\u00a0tormento. Ed \u00e8 sempre la passione che ti lascia a bocca aperta ad ascoltare le storie di gregari raccontate da <strong>Marco Pastonesi<\/strong>, perch\u00e8 \u00e8 vero che &#8220;Pantani era un Dio&#8221;, ma poi sono sono quelli che portano le borracce che la storia ti permettono di scriverla.\u00a0 E poco cambia se uno si chiama <strong>Gadret, Panizza, Nibali o Fontana<\/strong>.\u00a0 Sia il <strong>Tour<\/strong> o sia l&#8217; <strong>Ironman delle Hawaii<\/strong> la ricetta \u00e8 sempre la stessa: cuore, sudore, gambe e fatica. E <strong>Daniel Fontana\u00a0<\/strong>sarebbe stato l&#8217;eroe perfetto per la penna di\u00a0 uno scrittore che sapeva fermare le storie in un attimo, in un parola,\u00a0 in un&#8217;immagine. Di uno scrittore che amava\u00a0i mediani,\u00a0chi sapeva soffrie in mezzo al campo e\u00a0 chi non si tirava indietro. E cos\u00ec pare di rileggerlo. E subito le onde di un Oceano, il sibilo di una bici da crono sull&#8217;asfalto,\u00a0 l&#8217;affanno di un respiro all&#8217;ultimo metro di una maratona diventano poesia&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Chiss\u00e0 come lo racconterebbe questo sport di oggi Gianni Brera. Non parliamo di calcio perch\u00e8 li non c&#8217;\u00e8 storia. Ma GiuanfuCarlo avrebbe stupito raccontando anche di tiro a segno che \u00e8 un grande sport che pochi conoscono. Cos\u00ec sali sul palco dell&#8217;auditorium Testori della Regione Lombardia per premiare\u00a0la nazionale femminile juniores campione d&#8217;Italia\u00a0e \u00a0ti accorgi che negli occhi di Anna,\u00a0 Pernilla e Gresia,\u00a0 c&#8217;\u00e8 la passione che \u00e8 il motore che fa girare tutte le cose. Difficile spiegare. 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