{"id":15085,"date":"2015-02-01T21:12:35","date_gmt":"2015-02-01T20:12:35","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=15085"},"modified":"2015-02-02T09:23:55","modified_gmt":"2015-02-02T08:23:55","slug":"gala-il-triathlon-dalla-a-alla-zeta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2015\/02\/01\/gala-il-triathlon-dalla-a-alla-zeta\/","title":{"rendered":"Gal\u00e0, il triathlon dalla A alla Zeta"},"content":{"rendered":"<p>Tacchi e cravatte. Non tutti ma tanti com&#8217;era giusto che fosse in una serata di Gala. Una passerella diversa per tanti campioni la terza edizione della festa del triathlon che \u00e8 andata in scena ieri sera sul palco del <strong>Cinema Manzoni<\/strong> a Milano. Tutti l\u00ec a celebrare uno sport che quelli che lo raccontano dicono sia di \u201cendurance\u201d e che invece \u00e8 una bella fatica. Bella perch\u00e8 ti diverte. Perch\u00e8 ti fa capire fin dove puoi arrivare e bella perch\u00e8, indipendentemente da vittorie, tempi e piazzamenti, ti d\u00e0 un soddisfazione immensa. Trent\u2019anni fa sul litorale di Ostia a provarci erano una manciata di curiosi. Oggi sono tanti di pi\u00f9. Pi\u00f9 allenati, pi\u00f9 tecnici, pi\u00f9 sponsorizzati, pi\u00f9 griffati e forse anche pi\u00f9 belli. Ma sono i tempi che cambiano e trent\u2019anni sembran pochi ma poi, come cantava De Gregori, ti giri a guardarli e non li trovi pi\u00f9. E allora i premi fioccano. Campioni del lungo, del corto, squadre, libri, gare c\u2019\u00e8 stato un premio per tutti che \u00e8 quasi un Oscar per l\u2019anno che \u00e8 stato ma non si pu\u00f2 dire. Una serata lunghissima (forse un po\u2019 troppo) che si \u00e8 chiusa con un foto tutti insieme sul palco come si faceva una volta tra compagni di squadra, di scuola o semplicemente tra amici. Una foto di gruppo anche se oggi van di moda i selfie in attesa poi di suonarsele di santa ragione quando suoner\u00e0 la sirena per il primo tuffo\u2026<\/p>\n<blockquote><p><strong>A come Aldo Rock.<\/strong> Che ci sarebbe dovuto essere ma alla fine non ce l\u2019ha fatta. Peccato. L\u2019 \u201cUomo\u201d di Radiodeejay con le sue storie immaginifiche racconta uno sport che \u00e8 esattamente come molti vorrebbero che fosse: avventuroso, romantico, leale e oltre ogni limite. Non so se si possa definire un pioniere del triathlon, per\u00f2 \u00e8 stato sicuramente uno dei primi a parlarne in italia e ancora lo fa ( e spesso) ogni vened\u00ec mattina su DeejayChiamaItalia con Linus e Nicola Savino. Prezioso.<\/p>\n<p><strong>B come Bike Channel.<\/strong> Qualcosa si muove. Per far crescere un triathlon che sta diventando di moda servono grandi eventi ma servono soprattutto tv che li trasmettano. E Bike Channel ci prova come annuncia il suo editore Filippo Ubaldini. Il canale 214 di Sky allarga le braccia alla famiglia dei trathleti e trasmetter\u00e0 ogni luned\u00ec sera tutte le tappe della Wts, la World triathlon series. E anche di pi\u00f9. Una fiction che racconter\u00e0 come due persone che mai hanno fatto sport e partono da zero arriveranno a disputarsi uan gara di trathlon. Ben sintonizzati.<\/p>\n<p><strong>C come Marco Corr\u00e0.<\/strong> Oro a squadre agli europei di duathlon junior, argento a squadre ai mondiali, terzo assoluto agli europei di duathlon junior ed altro verr\u00e0. Marco, faccia sveglia, papillon e occhiali alla moda \u00e8 l\u2019unico che sale sul palco e fa il baciamano a Manuela Migliaccio paratriatleta travestita da presentatrice. A quindici anni o gi\u00f9 di l\u00ec ha gi\u00e0 l\u2019aria di uno che far\u00e0 strada e risultati, merito suo e anche di suo pap\u00e0 che \u00e8 anche suo coach e che lui ringrazia.<\/p>\n<p><strong>D come DDS.<\/strong> Famiglia nella famiglia del triathlon. Per questo ( anche per questo) vincono. Non solo Fontana (due), Risti, Crivellaro, Orla e compagnia bella. Il gruppo prende esempio e cresce da girini a ranocchie come un sol uomo. Perch\u00e8 come spiegava ieri sera Luca Sacchi ritirando il premio per il miglior team 2014: anche nel trathlon la squadra \u00e8 tutto. Granitici.<\/p>\n<p><strong>E come Enervit.<\/strong> C\u2019era, c\u2019\u00e8. C\u2019\u00e8 sempre ormai ovunque si faccia e si parli di sport. C\u2019\u00e8 nelle borracce, c\u2019\u00e8 nelle foto, c\u2019\u00e8 ai ristori, c\u2019\u00e8 ai convegni di alimentazione. C\u2019\u00e8 nella ricerca, nei libri e nelle diete. C\u2019\u00e8 anche la domenica mattina in radio con Linus, Cassani e Baldini. E c\u2019era anche ieri sera al Manzoni in prima fila con il suo presidente Alberto Sorbini.<\/p>\n<p><strong>F come Fontana e Fabian.<\/strong> Daniel e Alex, compagni di fatica e quest\u2019anno anche di sponsor cronometrato. Anche nel 2014 i migliori nel lungo e nell\u2019olimpico del triathlon, come l\u2019anno scorso, come due anni fa. Ma la differenza c\u2019\u00e8. Loro sono un po\u2019 gli Starsky &amp; Hutch di questo sport ma dietro il gruppo \u00e8 fortissimo, cresce e ormai ha il fiato sul collo. Domenico Passuello, Giulio Molinari, Alberto Casadei, Daniel Hofer e Davide Uccellari tengono la scia. Difficile scrollarseli di dosso.<\/p>\n<p><strong>G come Gaia Peron.<\/strong> Per la bionda azzurra il 2014 \u00e8 stato un anno da podio: terza ai campionati italiani nell\u2019olimpico, seconda sulla distanza sprint e terza in coppa europa a Bratislava. Non male. Ma non a sufficienza per una maglia azzurra. Cos\u00ec come ormai fanno in tanti per lavoro emigra anche lei e la qualificazione per Rio prover\u00e0 a giocarsela con i colori della nazionale turca. In bocca al lupo.<\/p>\n<p><strong>I come ironman.<\/strong> E\u2019 il tormentone di molti. Neppure si comincia e gi\u00e0 si pensa all\u2019impresa impossibile. Perch\u00e8 \u00e8 li che tanti sognano di andare a parare. E cos\u00ec ci si pensa, se ne parla, ci si allena e poi alla fine si fa. Ma non basta mai. Cos\u00ec dopo la prima volta arriva la seconda, poi la terza, poi il tarlo diventano le Hawaii. Dove tutto \u00e8 cominciato e dove tutti vorrebbero finire<\/p>\n<p><strong>L come libro.<\/strong> Ce n\u2019erano tanti in gara. Tutti belli. Ma ce n\u2019era uno che pi\u00f9 degli altri racconta la storia di uno sport vissuto in diretta. Giorgio Alemanni 30 di triathlon li ha raccontati con la passione che serviva e che ha dentro. Gare, racconti, persone, campioni ed emozioni che fanno la differenza tra chi scrive per mestiere e chi invece lo fa col cuore. Un pezzo della sua vita raccontata con gli occhi lucidi. Come dice lo spot di una carta di credito: non ha prezzo.<\/p>\n<p><strong>M come Martina Dogana.<\/strong> Non c\u2019era a ritirare il premio che per ci\u00f2 che fa da anni sui campi di gara poteva anche essere alla carriera. E invece no. Martina non c\u2019era ieri sera al Manzoni perch\u00e8 era ad Eliat, sulle coste del Mar Rosso, dove \u00e8 andata a vincere l\u2019edizione 2015 dell\u2019Israman. E tenendo conto che l\u2019anno scorso ha vinto i campionati italiani di lungo, \u00e8 arrivata seconda nel Challenge di Vichy e terza a Cannes non c\u2019\u00e8 nulla da aggiungere.<\/p>\n<p><strong>N come Nuove gare.<\/strong> Ce ne sono tante. Lunghe, corte, su terra, con la bici, con la mtb e anche con il pull boy per chi nuota. Ma ce ne sono alcune che sono pi\u00f9 eventi di altre perch\u00e8 come ha ben spiegato Max Rovatti di Trio Events: \u201cAltrimenti mogli e figli gli atleti li lasciano a casa e noi stiamo facendo di tutto perch\u00e8 non succeda\u2026\u201d. Cos\u00ec Da Sirmione a Senigallia, da Forte dei Marmi a Peschiera il triathlon pensa in grande. E la via \u00e8 questa.<\/p>\n<p><strong>O come ospiti.<\/strong> La parte del leone l\u2019ha fatta Davide Cassani, il ct della nazionale azzurra di ciclismo che ha appeso il microfono (della Rai) al chiodo lasciando orfani migliaia di ascoltatori ciclisti. Ma il ct \u00e8 multisport nell\u2019anima. E cos\u00ec ora continua a pedalare per\u00f2 corre anche e a buoni livelli. Per osare gli manca l\u2019ultimo passo, ma pi\u00f9 che un prova di volonta \u00e8 forse un gesto di coraggio: \u201cLo farei- ha spiegato- ma rischio di affogare\u2026\u201d . Si far\u00e0.<\/p>\n<p><strong>P come Pescara.<\/strong> E\u2019 l\u2019unica prova Ironman Italiana. Per quest\u2019anno ancora mezza ma prima o poi diventer\u00e0 grande. Era tra le nominate come miglior gara lunga italiana ma non ha bissato la vittoria dello scorso anno. Per\u00f2 resta tra le sfide da mettere in curriculum. Perch\u00e8 Pescara \u00e8 Pescara e l\u2019Abruzzo \u00e8 terra \u201cforte e cortese\u201d che gi\u00e0 potrebbe bastare. Poi c\u2019\u00e8 quel pallino sula \u201ci\u201d. Vuoi mettere?<\/p>\n<p><strong>Q come 46per cento.<\/strong> Non so se andrebbe scritto ma, contrariamente a ci\u00f2 che dovrebbe fare un giornalista, sar\u00f2 il pi\u00f9 vago possibile. Quantaseipercento sar\u00e0 un blog che parler\u00e0 di triathlon. E non aggiungo altro. Solo che che sar\u00e0 scritto bene e con passione che sono sempre le due cose che fanno la differenza. Lo so per certo. Stay tuned<\/p>\n<p><strong>R come Rimini.<\/strong> Alessandro Alessandri ritirando il premio per Il Challenghe che organizza nella sua citt\u00e0 ha spiegato che \u201cQuest\u2019anno sar\u00e0 anche campionato europeo sulla distanza 70.3..\u201d Ma non \u00e8 per questo che il Challenge \u00e8 stato premiato come gara dell\u2019anno. E chi c\u2019\u00e8 stato lo sa. La differenza la fanno un\u2019organizzazione impeccabile, un\u2019accoglienza impeccabile, un tracciato impeccabile e anche una Riviera impeccabile. Certo, ci vuole fortuna ma bisogna anche metterci del proprio.<\/p>\n<p><strong>S come sponsor.<\/strong> Pi\u00f9 ce ne sono meglio \u00e8. In tutti i campi. E ieri sera ce n\u2019erano diversi. Dagli integratori al caff\u00e8, dagli snack, alle scarpe da runnig, alle bici, agli occhiali ed altro ancora. E il livello di popolarit\u00e0 di uno sport si misura anche in base a questo. Piaccia o non piaccia funziona cos\u00ec. Lo sanno bene tutti gli organizzatori delle gare che da quando c\u2019\u00e8 la crisi fanno i salti mortali per far quadrare i conti.<\/p>\n<p><strong>T come Triuno.<\/strong> E\u2019 il progetto che con la tenacia che serve in questi casi Marco Bardella e Antonella Giusti stanno portando avanti da un po\u2019. Avvicinare al Triathlon persone con diverse disabilit\u00e0 motorie: mica come dirlo. E infatti i due si fanno quello che volgarmente si dice un bel \u201cmazzo\u201d per portare la nave in porto. Ma navigano e non mollano. Anzi. Cos\u00ec quest\u2019anno faranno delle giornate di promozione con le societ\u00e0 pi\u00f9 importanti: dalla Dds alla Pro Patria, dalla 030 al Padova triathlon al Triathlon Rimini. E senza tante chiacchiere.<\/p>\n<p><strong>U come unico.<\/strong> Il fascino di questo sport che si legge sulla faccia di tanti. Quasi tutti. E che vive della contraddizione pi\u00f9 grande: trovare tanto piacere nel fare tanta fatica. E pi\u00f9 se ne fa pi\u00f9 si \u00e8 soddisfatti. Difficile da spiegare a chi non \u00e8 del mestiere. Per\u00f2 pare che siano sempre di pi\u00f9 le persone che apprezzino quale sia il sottile piacere della sofferenza e del sacrificio. Ed \u00e8 un buon segno. Non solo nello sport.<\/p>\n<p><strong>V come Vedana.<\/strong> Che al secolo fa Fabio. Era il presidente della giuria tecnica del gala del Triathlon. Un posto che gli spetta per competenza e per ci\u00f2 che da tecnico ha fatto e continua a fare. Con Simone Diamantini \u00e8 l\u2019anima e il cuore della Best Performance, un team che segue i triaitleti pi\u00f9 forti ( ma non solo) tra cui Daniel Fontana. Al Gala non c\u2019era perch\u00e8, con il capitano della DDs, era a Lanzarote per un camp di preparazione. Non c\u2019era ma \u00e8 come se ci fosse stato. Immanente.<\/p>\n<p><strong>Z come Zanardi.<\/strong> Alex \u00e8 un po\u2019 un Re Mida. Qualsiasi cosa faccia o in qualsiasi avventura si tuffi attira un\u2019attenzione mediatica impressionante. Lo ascolti e resti ad ascoltarlo per ore. Ti cattura, ti trascina. Come direbbe lui \u201cti gasa\u201d. Al Gala non \u00e8 venuto perch\u00e8 ormai per averlo ospite bisogna mettersi in coda. Per\u00f2 c\u2019era. Con l\u2019anteprima del suo film che da domani andr\u00e0 in onda su Bike Challenge \u201d A forza di Braccia\u201d. Il racconto emozionante di una ventina di minuti della sua avventura all\u2019Ironman di Kona. Poi ha inviato un saluto: \u201dDopo essere stato a Kona ho una sola certezza: ci torno\u2026\u201d. E non c\u2019erano dubbi.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Tacchi e cravatte. Non tutti ma tanti com&#8217;era giusto che fosse in una serata di Gala. Una passerella diversa per tanti campioni la terza edizione della festa del triathlon che \u00e8 andata in scena ieri sera sul palco del Cinema Manzoni a Milano. Tutti l\u00ec a celebrare uno sport che quelli che lo raccontano dicono sia di \u201cendurance\u201d e che invece \u00e8 una bella fatica. Bella perch\u00e8 ti diverte. Perch\u00e8 ti fa capire fin dove puoi arrivare e bella perch\u00e8, indipendentemente da vittorie, tempi e piazzamenti, ti d\u00e0 un soddisfazione immensa. 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