{"id":157,"date":"2010-01-19T18:52:15","date_gmt":"2010-01-19T17:52:15","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2010\/01\/19\/armstrong-sul-mauna-kea-dal-mare-alla-luna\/"},"modified":"2010-01-19T18:52:15","modified_gmt":"2010-01-19T17:52:15","slug":"armstrong-sul-mauna-kea-dal-mare-alla-luna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2010\/01\/19\/armstrong-sul-mauna-kea-dal-mare-alla-luna\/","title":{"rendered":"Armstrong sul Mauna Kea: dal mare alla luna"},"content":{"rendered":"<p>[youtube k3h9pEgjtxQ&amp;NR=1] L&#8217;ho gi\u00e0 scritto, non riesco ad essere obbiettivo quando parlo di Lance Armstrong. Faccio il tifoso e scrivo da ultr\u00e0. Ma come si fa a non restare affascinati? Non tanto dalle sue imprese, perch\u00e8 uno che ha vinto quello che ha vinto lui non stupisce pi\u00f9. Mi colpisce la sua caparbiet\u00e0. Pochi giorni fa \u00e8 salito in sella alla sua bici e da solo \u00e8 arrivato sulla cima del\u00a0 Mauna Kea, un vulcano spento sulle isole Hawai. Quando ho letto la notizia sulla Gazzetta non ci credevo, mi sembrava un&#8217;esagerazione. Ma mi fido di Marco Pastonesi: \u00e8 uno dei giornalisti che pi\u00f9 capisce di ciclismo, va in bici sul serio e con lui anni fa ho giocato spesso a calcio. Insomma uno serio, \u00a0so chi \u00e8 e\u00a0so che non esagera. Armstrong \u00e8 partito da Hilo, \u00a0in riva al mare e dopo 62 chilometri di ascesa solitaria \u00a0\u00e8 arrivato all&#8217;Osservatorio astronomico che sta sulla cima di questa montagna dimenticata a 4.192 metri. Non sono mai stato da quelle parti ma mi sono documentato e grazie ad internet sono risucito anche a capire e a vedere che razza di posto \u00e8: basta dare un&#8217;occhiata al filmato allegato per farsi un&#8217;idea.\u00a0 Non c&#8217;\u00e8 quasi nulla, sembra di pedalare sulla luna. Si sale, si continua a salire, si sale sempre senza sosta e senza piet\u00e0. Sessantadue chilometri senza tregua con una pendenza media del 6,5 per cento che in alcuni tratti arriva al 18, pi\u00f9 o meno come Mortirolo e Zoncolan.\u00a0 Nella seconda parte\u00a0 gli utlimi 23 chilometri sono sterrati, la strada si stringe e l&#8217;accesso \u00e8 consentito solo ai fuoristrada. \u00a0Ci sta che un professionista vada lass\u00f9 senza problemi. Ci sta che il Mauna Kea rientri nella tabella di avvicinamento al Tour o alla Sanremo che il cow boy quest&#8217;anno ha messo nel mirino del suo Winchester. Ma \u00e8\u00a0 che un campione come il texano decida conquistarsi una cima cos\u00ec tutto da solo e senza dir niente a nessuno secondo me spiega tante cose. Armstrong \u00e8 Armstrong perch\u00e8 nella su testa \u00e8 rimasto il gusto estremo della sfida. Altrimenti non sarebbe tornato in sella, non avrebbe corso un paio di maratone, non andrebbe sui monti del Colorado a spaccarsi braccia e gambe in una delle pi\u00f9 dure gare di mountain bike al mondo. Arrivato sul Mauna Kea ha dato le spalle all&#8217;osservatorio astronomico e i si \u00e8 scattato una foto che ha poi messo sul suo blog: &lt;Ce l&#8217;ho fatta&#8230;&gt;. A vederlo sembra il solito cicloamatore. Poi guardi meglio e capisci perch\u00e8 ha vinto sette Tour de France.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>[youtube k3h9pEgjtxQ&amp;NR=1] L&#8217;ho gi\u00e0 scritto, non riesco ad essere obbiettivo quando parlo di Lance Armstrong. Faccio il tifoso e scrivo da ultr\u00e0. Ma come si fa a non restare affascinati? Non tanto dalle sue imprese, perch\u00e8 uno che ha vinto quello che ha vinto lui non stupisce pi\u00f9. Mi colpisce la sua caparbiet\u00e0. 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