{"id":1591,"date":"2011-02-23T17:12:20","date_gmt":"2011-02-23T16:12:20","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=1591"},"modified":"2011-02-23T17:18:22","modified_gmt":"2011-02-23T16:18:22","slug":"correre-e-come-una-droga-ma-non-e-il-caso-di-smettere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2011\/02\/23\/correre-e-come-una-droga-ma-non-e-il-caso-di-smettere\/","title":{"rendered":"Gli scienziati Usa: correre \u00e8 come farsi una canna, ma non \u00e8 il caso di smettere"},"content":{"rendered":"<p>Correre \u00e8 un po&#8217; come una droga. Alzi la mano chi, almeno una volta nelle sua vita da runner, non ha dovuto fare i conti con questo piccolo dogma. Sar\u00e0. Per\u00f2 se dipendenza dev&#8217;essere meglio cos\u00ec che davanti a un pc, davanti alla tv, con un pacchetto di bionde in tasca o peggio ancora. E allora &#8220;droghiamoci&#8221; di mezze, di lunghi e di ripetute. Certo, si pu\u00f2 provare a smettere. Soprattutto dopo un week-end sulle piste da sci, dopo un luned\u00ec da 100 vasche in piscina e dopo un marted\u00ec da 60 chilometri in mountain-bike. Cos\u00ec uno dice: &lt;Ok, oggi non corro, mi prendo un pausa&#8230;&#8221;. Ma poi arriva l&#8217;ora di pranzo, quella canonica in cui i colleghi vanno a mangiarsi un panino nel bar del centro, e tu ti ritrovi spaesato a non sapere che fare. Un caff\u00e8? Due chiacchiere con la segretaria? Una passeggiata per dare un&#8217;occhiata alle vetrine? Un salto da Decathlon? Vada per Decathlon. Entri, fai un giro veloce nel\u00a0reparto running, ti compri un paio di calze anche se non ne hai bisogno, una bottiglietta di Gatorade alla cassa e poi fuori. Ma non sono neanche le due. E i conti si fanno in fretta. La riunione \u00e8 fissata per le tre e mezzo quindi un&#8217;oretta piena di corsa ci sta. S\u00ec, per\u00f2 leggera. Leggerissima, ci mancherebbe. Dieci minuti dopo sei di nuovo l\u00ec che giri al Sempione tra il Castello e l&#8217;Arena, soddisfatto ed euforico per la tua &#8220;dose&#8221; quotidiana di fatica che inspiegabilmente ti volevi negare.\u00a0 Ma se correre ti fa star bene perch\u00e8 non farlo? Gi\u00e0, non c&#8217;\u00e8 una logica. E infatti , come spiega una studio dell&#8217;Accademia americana delle Scienze ( Pnas), la logica in tutto ci\u00f2 non c&#8217;entra per niente.\u00a0\u00a0Gli scienziati del Georgia Institute of Technology e dell\u2019Universit\u00e0 di Irvine hanno ben spiegato il fenomeno che dagli anni Settanta \u00e8 definito in America \u00abeuforia del corridore\u00bb. \u00c8 il risultato di un meccanismo messo in atto dal corpo per proteggersi dal dolore e per sopportare meglio lo sforzo muscolare durante l\u2019attivit\u00e0. Infatti correndo il corpo produce alti livelli di anandamide, una molecola con le stesse propriet\u00e0 dei tetracannabinoidi rilasciati dalla marijuana sul sistema nervoso. E la sintesi \u00e8 una sola: una &#8220;ripetuta&#8221; vale una canna. Ma fa molto, molto meglio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Correre \u00e8 un po&#8217; come una droga. Alzi la mano chi, almeno una volta nelle sua vita da runner, non ha dovuto fare i conti con questo piccolo dogma. Sar\u00e0. Per\u00f2 se dipendenza dev&#8217;essere meglio cos\u00ec che davanti a un pc, davanti alla tv, con un pacchetto di bionde in tasca o peggio ancora. E allora &#8220;droghiamoci&#8221; di mezze, di lunghi e di ripetute. Certo, si pu\u00f2 provare a smettere. Soprattutto dopo un week-end sulle piste da sci, dopo un luned\u00ec da 100 vasche in piscina e dopo un marted\u00ec da 60 chilometri in mountain-bike. 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