{"id":15952,"date":"2015-04-12T19:44:45","date_gmt":"2015-04-12T17:44:45","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=15952"},"modified":"2015-04-12T20:20:37","modified_gmt":"2015-04-12T18:20:37","slug":"ora-anche-milano-ha-una-maratona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2015\/04\/12\/ora-anche-milano-ha-una-maratona\/","title":{"rendered":"Ora anche Milano ha una maratona&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/04\/SuisseGa.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-15959\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/04\/SuisseGa-300x210.jpg\" alt=\"&quot;SuisseGas Milano Marathon&quot;\" width=\"300\" height=\"210\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/04\/SuisseGa-300x210.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/04\/SuisseGa-1024x716.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Non sembrava nemmeno la maratona di Milano. C&#8217;era il sole, c&#8217;erano 15mila atleti al via, c&#8217;era un tracciato nuovo di zecca che ha funzionato anche se qualcosa si pu\u00f2 ancora limare ancora soprattutto quando si vanno a prendere i chilometri dalle parti di via Gallarate. C&#8217;era\u00a0parecchia\u00a0gente che applaudiva e poche auto che strombazzavano, c&#8217;era un sacco di gente che sorrideva. E poi c&#8217;era<strong> Gebre<\/strong> che ha corso\u00a0la prima frazione della staffetta ma\u00a0 da solo vale il biglietto come si dice quando si parla di calcio.\u00a0Perch\u00e8 \u00e8 davvero una leggenda, perch\u00e8 basta guardarlo negli occhi per capire che ha qualcosa di speciale, perch\u00e8 nella sua immensa carriera era la prima volta che correva a Milano. Certo ormai \u00e8 fuori dal giro, ha corso una staffetta e lo ha fatto per onorare il suo contratto con Adidas ma\u00a0le cose oggi ( forse da sempre)\u00a0vanno cos\u00ec e\u00a0non serve storcere il naso. Per\u00f2 averlo li sulla start line \u00e8 stata\u00a0una emozione irripetibile. Altro non serve. Ma non sembrava la maratona di Milano perch\u00e8 a memoria ( e le ho corse tutte) cos\u00ec bene non mi sembra fosse mai andata.\u00a0 Finalmente un bel percorso protetto dalle auto, finalmente in tanti a battere le mani, finalmente una citt\u00e0 che a parte qualche &#8220;stecca&#8221; ma per la legge dei grandi numeri qualche fesso che insulta si trova sempre, ha fatto ci\u00f2 che si fa a Valencia, a New York, a Barcellona a Berlino. E ci voleva tanto? Non sembrava\u00a0di essere a Milano perch\u00e8 nonostante alla partenza e all&#8217;arrivo ci fosse il caos che ci doveva essere con quindicimila persone in gara, con spettatori e parenti che cercavano in qualche modo di passare le transenne ci si ritrova poi tutti come a una festa di Paese. Marco, Andrea, Silvia, Cesare, Andrea, Giorgio, Emilio, Massimo, Fabrizio, Ylenia, Camilla, i Podisti di Marte\u00a0neanche a darsi appuntamento&#8230; La gara? E&#8217; sempre quella fantastica &#8220;roba&#8221; l\u00ec. Puoi farne dieci di maratone. Ma anche venti o trenta. E&#8217; sempre la stessa storia. E&#8217; un pezzo di vita che ti scorre davanti in quattro ore con la sua gioia, le sua euforia, gli intoppi, gli ostacoli, la fatica, la voglia di darle un taglio e fare altro. E poi quella di non mollare anche se non hai davvero pi\u00f9 niente da dare, di mettere la freccia a accostare. Incredibile la maratona che \u00e8 la cosa pi\u00f9 soprendente che ti possa capitare: una e mai pi\u00f9. E invece una, poi un&#8217; altra e poi un&#8217;altra ancora perch\u00e8 essere maratoneti o triatleti ( e oggi ce n&#8217;erano tanti in gara) \u00e8\u00a0un po&#8217; uno stile di vita. Perch\u00e8 poi quando giri l&#8217;angolo di Corso Venezia e vedi il traguardo l\u00e0 in fondo a duecento metri capisci che stai facendo qualcosa di importante. Ma non per gli altri,\u00a0 per te soprattutto.\u00a0Duecento metri per riavvolgere i fotogrammi di un film girato tra i\u00a0nuovi grattacieli dell&#8217;Isola dove in tanti correvano col\u00a0naso all&#8217;ins\u00f9, tra gli applausi dei francesi piazza Duomo, tra il rettilineo di via Gallarate che non finiva mai, sul ponte pedonale di Milano City cercando in\u00a0un &#8220;Enervitene&#8221; la forza per andare fino alla fine, sotto il gonfiabile di radio Deejay, quattro chilometri all&#8217;arrivo e benzina finita. Alla fine\u00a0di una giornata che Milano cercava da chiss\u00e0 quanti anni, e di una maratona che non aveva mai davvero trovato restano le gambe a pezzi, restano il sorriso finalmente sollevato di <strong>Andrea Trabuio<\/strong> sotto lo striscione d&#8217;arrivo. Restano\u00a0le facce lievi di\u00a0tutti quelli che ti hanno superato, che ti hanno corso a fianco,\u00a0che hai passatao e\u00a0ritrovato al traguardo. Per tutti un sorriso che dice tutto. Il\u00a0sorriso di cui solo i maratoneti sono capaci perche \u00e8 una liberazione ma anche una conquista. E tantissime cose insieme impossibili da descrivere.\u00a0 Ed \u00e8 la prova che al di l\u00e0 del doping, delle chiacchiere, delle polemiche lo sport \u00e8 questo qui. \u00a0E chissenefrega se per arrivare fino alla fine servono sei ore. Anzi. Non sembrava neppure di essere a Milano oggi. E invece eravamo tutti l\u00ec&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Non sembrava nemmeno la maratona di Milano. C&#8217;era il sole, c&#8217;erano 15mila atleti al via, c&#8217;era un tracciato nuovo di zecca che ha funzionato anche se qualcosa si pu\u00f2 ancora limare ancora soprattutto quando si vanno a prendere i chilometri dalle parti di via Gallarate. 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