{"id":16009,"date":"2015-04-17T19:27:49","date_gmt":"2015-04-17T17:27:49","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=16009"},"modified":"2015-04-17T20:12:55","modified_gmt":"2015-04-17T18:12:55","slug":"wiggins-un-campione-ma-senza-esagerare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2015\/04\/17\/wiggins-un-campione-ma-senza-esagerare\/","title":{"rendered":"Wiggins, un campione. Ma senza esagerare"},"content":{"rendered":"<div class=\"desc-article\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/04\/115149376_348022c.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-16020\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/04\/115149376_348022c-300x200.jpg\" alt=\"115149376_348022c\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/04\/115149376_348022c-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/04\/115149376_348022c.jpg 620w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>E&#8217;un finale col botto quello di<strong> Bradley Wiggins<\/strong>. Cos\u00ec dopo la passerella finale alla <strong>Parigi Roubaix<\/strong>, la madre di tutte le corse in bici,\u00a0\u00a0il Baronetto di Sua maest\u00e0 ha annunciato che andr\u00e0 all\u2019assalto dell&#8217;Ora. Domenica 7 giugno sar\u00e0 in pista sul Velodromo olimpico di Londra per battere ( perch\u00e8 lo batter\u00e0&#8230;) il record\u00a052 km e 491 metri\u00a0 firmato in Svizzera\u00a0a febbraio dall&#8217;autraliano\u00a0<strong>Rohan Dennis<\/strong>. Degno finale per l&#8217;unico inglese capace di vincere un Tour. Ma non scorreranno ancora i titoli di coda. <strong>Wiggins<\/strong> ha in testa Rio, il chiodo fisso \u00e8 la pista dei Giochi dove per lui tutto \u00e8 cominciato e tutto deve finire. Sei titoli iridati e 4 ori olimpici ai quali\u00a0vuole aggiungere ancora una medaglia nell&#8217;inseguimento a squadre. Per chiudere in bellezza. Per finire nell&#8217;albo dei campioni indimenticabili. E un posticino non glielo leva nessuno. Ma non in cima per\u00f2.\u00a0 Ribelle, eclettico e spesso irriverente\u00a0\u00a0\u00e8 stato pi\u00f9 un grande personaggio che un grande campione. Ha sfilato per lo stilista londinese<strong> Paul Smith<\/strong>, ha sempre tenuto le basette da rocker, si \u00e8 vestito come <strong>Keith Richards, <\/strong>ha collezionato Lambrette, ha comprato la Epiphone elettrica di <strong>Noel Gallagher<\/strong>, il leader degli <strong>Oasis<\/strong> perch\u00e9 l\u2019aveva suonata a Maine Road, nel vecchio stadio del Manchester City. Lui tifoso del Liverpool. E&#8217; diventato cavaliere di Sua Maest\u00e0 incoronato da <strong>Elisabetta II<\/strong> come <strong>I Beatles<\/strong>,\u00a0 come <strong>Alex Ferguson<\/strong>, come <strong>Sebastian Coe.\u00a0<\/strong> <strong>Wiggins<\/strong> \u00e8 stato un\u00a0 campione ma anche tante altre cose ancora. Per\u00f2 nella leggendaria classifica del grandissmi va messo un gradino pi\u00f9 in gi\u00f9. Resteranno le sue tante medaglie olimpiche, resteranno i suoi record a cronometro, rester\u00e0 la sua maglia gialla. Ma resteranno anche le imnmagini di <strong>Froome<\/strong> che lo deve aspettare su una salita del Tour e quelle di <strong>Wiggo<\/strong> incapace di scendere da una discesa bagnata nella tappa di Sansepolcro al Giro. Non cambia nulla e non si sposta una virgola, per\u00f2&#8230;<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>E&#8217;un finale col botto quello di Bradley Wiggins. Cos\u00ec dopo la passerella finale alla Parigi Roubaix, la madre di tutte le corse in bici,\u00a0\u00a0il Baronetto di Sua maest\u00e0 ha annunciato che andr\u00e0 all\u2019assalto dell&#8217;Ora. Domenica 7 giugno sar\u00e0 in pista sul Velodromo olimpico di Londra per battere ( perch\u00e8 lo batter\u00e0&#8230;) il record\u00a052 km e 491 metri\u00a0 firmato in Svizzera\u00a0a febbraio dall&#8217;autraliano\u00a0Rohan Dennis. Degno finale per l&#8217;unico inglese capace di vincere un Tour. Ma non scorreranno ancora i titoli di coda. 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