{"id":16198,"date":"2015-05-03T21:28:34","date_gmt":"2015-05-03T19:28:34","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=16198"},"modified":"2015-05-03T21:57:48","modified_gmt":"2015-05-03T19:57:48","slug":"quelli-che-stanno-sempre-in-scia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2015\/05\/03\/quelli-che-stanno-sempre-in-scia\/","title":{"rendered":"Quelli che stanno sempre in scia&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>In alcune gare di triathlon la scia \u00e8 vietata. Troppo vantaggio. Ci si mette in coda alla bici davanti e si sta comodi, si va pi\u00f9 veloci di ci\u00f2 che si \u00e8 capaci, si sfrutta la fatica degli altri. Comodo. Nelle corse dove la scia non c&#8217;\u00e8 si impara invece a fare i conti solo sulle proprie forze. Ed \u00e8 un bell&#8217;esercizio\u00a0mentale perch\u00e8 quando si \u00e8 soli si ha pi\u00f9 tempo per pensare. Ti girano un sacco di cose nella testa. La fatica\u00a0 aiuta a metabolizzare i pensieri. E&#8217; un giro vizioso: si pensa per non pensare alla fatica. E cos\u00ec sar\u00e0 successo a tanti oggi a <strong>Candia Canavese<\/strong>, una trentina di chilometri da Torino, un borgo circondato da un\u00a0fantastico parco naturale e da dolci colline moreniche che per\u00f2 tali non saranno sembrate a chi doveva\u00a0pedalare. Un triathlon &#8220;no draft&#8221; perfetto per organizzazione e percorso e perfetto anche per pensare. Che c&#8217;\u00e8 una scia in bici e c&#8217;\u00e8 una scia anche nella vita. Ci si accoda, si segue sempre qualcuno che fa cose per te, pensa per te, decide per te, amministra per te. Spesso \u00e8 un fatto di pigrizia. Ma\u00a0 mettersi in scia non \u00e8 delegare: \u00e8 arrendersi. Invece per \u00a0uscire dal pantano ci sarebbe davvero bisogno di scartare di lato e prendersi un po&#8217; di vento in faccia. Ma non per finta. Non basta ad esempio &#8220;reppare&#8221; o riempirsi di tatuaggi per ribaltare un sistema se poi si va ospiti del <strong>Maurizio Costanzo Show<\/strong> a promuovere il nuovo disco.\u00a0<strong>Fedez<\/strong> invita i no global ad imbrattare la citt\u00e0 poi se la prende con i giornalisti 50enni perch\u00e8 non hanno capito niente? Tutto gi\u00e0 visto e sentito:\u00a0 le rivoluzioni non si fanno stando in scia. Si ascolti qualche disco di <strong>De Andr\u00e8<\/strong> cos\u00ec magari si rende conto che\u00a0per prendere direzioni ostinate e contrarie l&#8217;et\u00e0\u00a0non conta.\u00a0\u00a0E ancora. Due giorni fa le immagini dei black bloc che hanno devastato Milano han fatto il giro del mondo. E oggi tutti si indignano. Sindaci, politici, cantautori, vip, veline con stracci e detersivo per ripulire i muri devastati di vernice. Una farsa indegna. Soprattutto quella di chi amministra perch\u00e8 sono altre le cose che sarebbe chiamato a fare. E poi lo sapevano tutti che sarebbe successo ci\u00f2 che \u00e8 successo. Bastava girovagare un po&#8217; sui siti antagonisti per capire qual era l&#8217;aria che tirava.\u00a0\u00a0Per\u00f2 si \u00e8 lasciato fare. Anche i poliziotti hanno lasciato fare perch\u00e8 cos\u00ec hanno loro ordinato. Dopodich\u00e8 lo Stato che fa? &#8220;Si costerna, s&#8217;indigna, s&#8217;impegna poi getta la spugna con gran dignit\u00e0&#8230;&#8221;. Tutti in scia. Come sempre. Perch\u00e8 \u00e8 pi\u00f9 comodo e perch\u00e8 conviene.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>In alcune gare di triathlon la scia \u00e8 vietata. Troppo vantaggio. Ci si mette in coda alla bici davanti e si sta comodi, si va pi\u00f9 veloci di ci\u00f2 che si \u00e8 capaci, si sfrutta la fatica degli altri. Comodo. Nelle corse dove la scia non c&#8217;\u00e8 si impara invece a fare i conti solo sulle proprie forze. Ed \u00e8 un bell&#8217;esercizio\u00a0mentale perch\u00e8 quando si \u00e8 soli si ha pi\u00f9 tempo per pensare. Ti girano un sacco di cose nella testa. La fatica\u00a0 aiuta a metabolizzare i pensieri. E&#8217; un giro vizioso: si pensa per non pensare alla fatica. 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