{"id":16265,"date":"2015-05-08T20:43:18","date_gmt":"2015-05-08T18:43:18","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=16265"},"modified":"2015-05-08T20:43:47","modified_gmt":"2015-05-08T18:43:47","slug":"zaffaroni-torno-in-tibet-ce-da-fare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2015\/05\/08\/zaffaroni-torno-in-tibet-ce-da-fare\/","title":{"rendered":"Zaffaroni: &#8220;Torno in Tibet, c&#8217;\u00e8 da fare&#8230;&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/05\/marco-zaffaroni.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-16270\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/05\/marco-zaffaroni-300x200.jpg\" alt=\"marco-zaffaroni\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/05\/marco-zaffaroni-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/05\/marco-zaffaroni.jpg 669w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>La sua storia in <strong>Nepa<\/strong>l continua. Ora pi\u00f9 che mai. <strong>Marco Zaffaroni<\/strong> e rientrato ieri a Milano. Due settimane\u00a0fa era rimasto bloccato sull&#8217;Himalaya quando una slavina, provocata dal terremoto che ha devastato il Paese, lo aveva fermato nel campo uno con il suo compagno di spedizione<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><strong>Roberto Boscato <\/strong>mentre si preparavano ad attaccare la vetta senza ossigeno. Poi la paura, il silenzio, lo stillicidio di notizie, le difficolt\u00e0 di rassicurare chi era a casa, l&#8217;inzio di un incubo che fortunatamente \u00e8 finito bene anche se con la morte nel cuore,\u00a0 conoscendo qual \u00e8 il suo legame col Nepal. <strong>Zaffaroni<\/strong>, che tutti i trialeti conoscono bene, era\u00a0tornato in quelle terre\u00a0per realizzare un sogno. E la sua spedizione infatti infatti era iniziata con una tappa per lui importante: la visita all\u2019<strong>ospedale di Kalika <\/strong>dove con<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><strong>Mario Merelli<\/strong>, alpinista bergamasco scomparso nel 2012, aveva dato vita a\u00a0un progetto a favore di una delle popolazioni pi\u00f9 povere del Nepal. Costruire un ospedale in quel posto dimenticato perch\u00e8 il 90% dei parti laggi\u00f9 avviene in casa e la percentuale di madri che muoiono mettendo alla luce il proprio figlio \u00e8 del 3% con una mortalit\u00e0 infantile che raggiunge il 50% nel primo anno di vita. Per ci\u00f2 \u00e8 nato l\u2019ospedale di\u00a0 realizzato da<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><a href=\"http:\/\/www.la-goccia.it\/content.asp?ID=287\" target=\"_blank\"><span style=\"color: #0073ee\">La Goccia ONLUS<\/span><\/a><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>in collaborazione con<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><a href=\"http:\/\/www.friesianteam.com\/\" target=\"_blank\"><span style=\"color: #0073ee\">Friesian Team<\/span><\/a>.\u00a0Per ci\u00f2 Zaffaroni era tornato. Ora \u00e8 a casa. Riprender\u00e0 le sue cose, riprender\u00e0 a far ci\u00f2 che ha sempre fatto ma con un pensiero che continuer\u00e0 a ronzargli nella mente.\u00a0Come scrive sul suo blog (\u00a0<a href=\"https:\/\/everest2015instilegitante.wordpress.com\/\">https:\/\/everest2015instilegitante.wordpress.com\/<\/a><strong>) <\/strong>e come ha premesso a<strong> Parajuli,<\/strong> il proprietario e fondatore della <strong>PrestigeAdventure<\/strong> l\u2019agenzia a cui\u00a0si affida da sempre per le sue spedizioni in alta quota: &#8221; Parajuli sembra un po\u2019 un mercante dedito alla tratta delle bianche dei libri del Salgari, e un po\u2019 un trafficante internazionale d\u2019oppio- scrive<strong> Zaffaroni<\/strong>&#8211; Ma \u00e8 la persona di cui io in Nepal mi fido&#8230;\u00a0 Senza di lui noi di ospedali a <strong>Kalika<\/strong> non ne avremmo mai costruiti. Mi ha\u00a0 spiegato del terremoto, dove e quali sono le zone pi\u00f9 colpite delle centinaia di villaggi completamente rasi al suolo e delle centinaia e centinaia di vittime nelle zone di pianura o media montagna, ad alta densita di popolazione e quelle frequentate da turisti. E se me lo dice lui ci credo pi\u00f9 che a quelli della TV. Mi ha detto\u00a0anche dell\u2019entusiasmo con cui gli \u00a0aiuti internazionali stanno arrivando. Ma tra qualche mese del Nepal in tv e sui giornali non si parler\u00e0 pi\u00f9. Allora con \u201cil\u201d Parajuli sono rimasto d\u2019accordo che un certo impegno nella seconda fase, quella della ricostruzione, ce lo metto o meglio ce lo mettiamo. Sono rimasto d\u2019accordo con lui che nel giro di 4\/6 settimane individua una situazione\u00a0 in cui intervenire per la ricostruzione, magari una scuola, e me lo fa sapere&#8230;&#8221;. Il pensiero che &#8220;ronza&#8221; \u00e8 questo qui. Per questo la storia di <strong>Marco Zaffaroni<\/strong> in Nepal continua. Per questo torner\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La sua storia in Nepal continua. Ora pi\u00f9 che mai. Marco Zaffaroni e rientrato ieri a Milano. Due settimane\u00a0fa era rimasto bloccato sull&#8217;Himalaya quando una slavina, provocata dal terremoto che ha devastato il Paese, lo aveva fermato nel campo uno con il suo compagno di spedizione\u00a0Roberto Boscato mentre si preparavano ad attaccare la vetta senza ossigeno. Poi la paura, il silenzio, lo stillicidio di notizie, le difficolt\u00e0 di rassicurare chi era a casa, l&#8217;inzio di un incubo che fortunatamente \u00e8 finito bene anche se con la morte nel cuore,\u00a0 conoscendo qual \u00e8 il suo legame col Nepal. 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