{"id":16438,"date":"2015-05-26T18:10:52","date_gmt":"2015-05-26T16:10:52","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=16438"},"modified":"2015-05-26T23:33:05","modified_gmt":"2015-05-26T21:33:05","slug":"mortirolo-vince-la-spagna-ma-anche-aru","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2015\/05\/26\/mortirolo-vince-la-spagna-ma-anche-aru\/","title":{"rendered":"Mortirolo, vince la Spagna ma anche Aru"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/05\/98th_Gir1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-16442\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/05\/98th_Gir1-300x188.jpg\" alt=\"98th Giro d'Italia: 15th stage, Marostica-Madonna di Campiglio\" width=\"300\" height=\"188\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/05\/98th_Gir1-300x188.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/05\/98th_Gir1-1024x640.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>L&#8217;importante \u00e8 non mollare con la testa. Ognuno a suo modo. E cos\u00ec se <strong>Alberto Contador<\/strong> dopo una delle tappe pi\u00f9 dure del Giro, dopo Tonale, Aprica e Mortirolo scende di bici e sale sui rulli per defaticare le gambe, <strong>Fabio Aru<\/strong> con la faccia triste di chi oggi ha perso, penser\u00e0 a mangiare e recuperare. Vince la Spagna e perde l&#8217;Italia. Con Contador sempre pi\u00f9 rosa e il basco <strong>Mikel Landa<\/strong> che domina la tappa, scalza Aru dal secondo posto e prende la sua fascia da capitano dell&#8217;Astana. Ce n&#8217;\u00e8, e avanza, per abbattere un puma. Ce n&#8217;\u00e8 e avanza per asfaltare il morale di chiunque. Ma proprio nel giorno della sconfitta vince <strong>Fabio Aru<\/strong>. Vince la sua smorfia di fatica. Vince la sua volont\u00e0 di non arrendersi. Vince il suo carattere che non si sbriciola di fronte al suo gregario che allunga e se ne va. Vince la sua voglia di continuare a pedalare da solo quasi 40 chilometri fino all&#8217;Aprica. Vince la sua serenit\u00e0 contro la jella perch\u00e8 fora, gli si blocca la catena ed \u00e8 costretto a cambiare bici. Vince la sua educazione\u00a0perch\u00e8 non la butta\u00a0per terra, cerca l&#8217;erba per appoggiarla. Vince la sua maturit\u00e0\u00a0perch\u00e8 \u00e8 ancora un ragazzino di 22 anni che nonostante tutto ha tenuto botta. Vince la sua testa perch\u00e8 riesce a stare a galla nel giorno in cui tanti, tantissimi, sarebbero sprofondati. Vince la sua umilt\u00e0 che lo fa sembrare\u00a0fragile all&#8217;arrivo ma \u00e8 esattamente il contrario. E vince il suo fair play perch\u00e8 ad <strong>Andrea De Luca<\/strong>\u00a0 della <strong>Rai<\/strong> che a fine gara gli chiede\u00a0se in squadra ora cambieranno le gerarchie risponde con la serenit\u00e0 dei grandi che &#8220;le gerarchie non esistono quando uno sta meglio e poi vince anche la tappa&#8230;&#8221;. Il ciclismo \u00e8 uno sport dove non si pareggia. C&#8217;\u00e8 uno che vince e uno che perde. Sempre. Poi ci sono giorni in cui si vince anche perdendo. E questo \u00e8 uno di quelli&#8230;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>L&#8217;importante \u00e8 non mollare con la testa. Ognuno a suo modo. E cos\u00ec se Alberto Contador dopo una delle tappe pi\u00f9 dure del Giro, dopo Tonale, Aprica e Mortirolo scende di bici e sale sui rulli per defaticare le gambe, Fabio Aru con la faccia triste di chi oggi ha perso, penser\u00e0 a mangiare e recuperare. Vince la Spagna e perde l&#8217;Italia. Con Contador sempre pi\u00f9 rosa e il basco Mikel Landa che domina la tappa, scalza Aru dal secondo posto e prende la sua fascia da capitano dell&#8217;Astana. Ce n&#8217;\u00e8, e avanza, per abbattere un puma. 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