{"id":16450,"date":"2015-05-28T18:51:53","date_gmt":"2015-05-28T16:51:53","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=16450"},"modified":"2015-05-28T18:51:53","modified_gmt":"2015-05-28T16:51:53","slug":"lo-sport-crea-disagi-ma-a-chi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2015\/05\/28\/lo-sport-crea-disagi-ma-a-chi\/","title":{"rendered":"Lo sport crea disagi? Ma a chi?"},"content":{"rendered":"<p>Va sempre cos\u00ec. Diecimila persone invadono Rimini per un <strong>Challenge<\/strong> che riempie gli alberghi e ristoranti \u00a0anche in bassa stagione e c&#8217;\u00e8 chi ha qualcosa da dire. Cosa? Le solite cose. Non si pu\u00f2 bloccare il lungomare, non si pu\u00f2 fermare una citt\u00e0, c&#8217;\u00e8 il diritto di muoversi anche per chi non corre&#8230;Ed\u00a0\u00e8 la solita litania di lamentele che segue ogni grande evento sportivo. A Milano con la maratona ( ma non solo con la maratona) \u00e8 un romanzo che va avanti da almeno vent&#8217;anni. Ed ogni volta \u00e8 la solita storia. Ma vale anche per Roma dove, con il garbo che lo contraddistingue, pochi mesi fa <strong>Giampiero Mughini<\/strong> aveva mandato a quel paese tutti i maratoneti &#8220;colpevoli&#8221; di averlo costretto a fare a piedi qualche centinaio di metri con il suo trolley verso la stazione. Sono due mondi che non si incontrano e se va male si scontrano. Per\u00f2, al di l\u00e0 delle fazioni, un punto andrebbe fissato una volta per tutte. Il <strong>Challenge di Rimini<\/strong>, la<strong> Maratona di Roma<\/strong>, di <strong>Milano<\/strong> ed altre ancora non sono solo eventi sportivi. Non sono solo lo sfizio di 5, 10, 20mila fissati che, al contrario di chi preferisce guardarsi il Gran Premio di Formula Uno tranquillamente sdraiato con un plaid sul divano,\u00a0 si mettono in calzoncini e maglietta a correre per le citt\u00e0. Gli eventi sportivi di questo livello sono business, sono affari, portano atleti, famiglie e turisti negli alberghi, nei ristoranti. Portano presenze e denaro. Certo qualche disagio lo creano ed \u00e8 il prezzo che bisogna pagare.\u00a0E comunque non \u00e8 tutti i giorni, non \u00e8 tutte le domeniche. Ed \u00e8 come se qualcuno si lamentasse per il Salone del Mobile o la Settimana della\u00a0Moda a\u00a0Milano che portano traffico e caos ma anche tanti bei soldini a tutta la citt\u00e0. Vediamola cos\u00ec, allora. Tutti quelli che si lamentano perch\u00e8 diecimila e pi\u00f9 triatleti invadono Rimini in un piovosissimo week end di giugno\u00a0che altrimenti sarebbe stato deserto, vadano a chiedere a chi ha lavorato, ha chi ha cucinato, a chi ha riempito camere se ha avuto disagi. Vadano a chiedere se avrebbero preferito tenere le saracinesche abbassate in attesa dell&#8217;apertura della stagione. Diciamo che, prima di lamentarsi, biosnerebbe fare \u00a0due conti.\u00a0 E dovrebbe farli soprattutto chi amministra. I grandi eventi sportivi andrebbero supportati con pi\u00f9 energia dalle amministrazioni che non sempre si spendono come dovrebbero, non sempre chiudono il traffico delle citt\u00e0, non sempre danno la sensazione di crederci. \u00a0A New York, tanto per fare un esempio, \u00a0la maratona\u00a0 sfiora un business di 400milioni di dollari. Tanto. Tantissimo.\u00a0 Nemmeno paragonabile alle nostre cifre. Ma li ci hanno creduto&#8230;E nessuno si lamenta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Va sempre cos\u00ec. Diecimila persone invadono Rimini per un Challenge che riempie gli alberghi e ristoranti \u00a0anche in bassa stagione e c&#8217;\u00e8 chi ha qualcosa da dire. Cosa? Le solite cose. 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