{"id":16490,"date":"2015-06-08T20:28:45","date_gmt":"2015-06-08T18:28:45","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=16490"},"modified":"2015-06-08T20:41:06","modified_gmt":"2015-06-08T18:41:06","slug":"ivan-risti-studio-da-ironman","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2015\/06\/08\/ivan-risti-studio-da-ironman\/","title":{"rendered":"Ivan Risti: &#8220;Studio da Ironman&#8230;&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/06\/11091285_859655837411656_6656163855201373577_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-16540\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/06\/11091285_859655837411656_6656163855201373577_n-300x200.jpg\" alt=\"11091285_859655837411656_6656163855201373577_n\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/06\/11091285_859655837411656_6656163855201373577_n-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/06\/11091285_859655837411656_6656163855201373577_n.jpg 960w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Dai tornanti dello Stelvio al mare di \u00a0Pescara, dalla\u00a0 montagna sacra del ciclismo dove ha corso la Gran fondo<strong> Santini<\/strong> alla tappa italiana dell&#8217; <strong>Ironman<\/strong> in terra abruzzese, anche se mezzo: &#8220;Perch\u00e8 lo Stelvio non l&#8217;ho mai fatto e perch\u00e8 a Pescara l&#8217;ho promesso ad un amico, anche se non sar\u00f2 al massimo perch\u00e8 ho un Ironman nelle gambe. E per recuperare una fatica cos\u00ec serve almeno un mese&#8230;&gt;. C&#8217;\u00e8 sempre la bici in mezzo e c&#8217;\u00e8 sempre <strong>Ivan Risti, <\/strong>faccia conosciuta e vincente del triathlon azzurro. C&#8217;\u00e8\u00a0la bici in mezzo ma non basta perch\u00e8 da una vita il vicecapitano dell <strong>Dds (<\/strong>ma capitano\u00a0adesso per l&#8217;assenza forzata di <strong>Daniel Fontana<\/strong>)\u00a0 ci aggiunge nuoto e corsa.\u00a0Per non farsi mancar nulla.\u00a0Tanta fatica come succede ai triatleti che se non soffrono pare non si divertano. E\u00a0adesso ancora di pi\u00f9 &#8220;Perch\u00e8 ormai gare sprint e gare olimpiche le faccio solo per allenarmi&#8230;&#8221;. Pi\u00f9 o meno, viene da dire, \u00a0visto che solo un mese fa, era sul gradino pi\u00f9 alto del podio a Piacenza.\u00a0 E cos\u00ec, anche nel triathlon, succede un po&#8217; quello che succede nel calcio quando i &#8220;bomber&#8221;,\u00a0 dopo qualche anno di carriera, arretrano a centrocampo.<strong> Risti\u00a0<\/strong> dopo tanti sprint, dopo tanti olimpici e dopo tanti &#8220;mezzi&#8221; \u00e8 arrivato alla distanza pi\u00f9 lunga ed \u00e8 una scelta senza ritorno: &#8220;Perch\u00e8 un conto \u00e8 dirlo e parlarne- spiega- un altro \u00e8 farlo l&#8217; <strong>Ironman<\/strong>. Perch\u00e8 quando\u00a0arrivi al traguardo capisci che \u00e8 diverso. Ti rendi conto che \u00e8 un&#8217;altra cosa&#8230;&#8221;. Sar\u00e0. Sar\u00e0 che ragionare da professionista \u00e8 sempre un&#8217;altra cosa. Sar\u00e0 che nonostante tutto loro, i &#8220;pro&#8221; sono un mondo a parte.\u00a0Sar\u00e0 che un Ironman \u00e8 una sfida per tutti ma per chi lo fa di mestiere forse un po&#8217; di pi\u00f9. Ma sembra tanto un tunnel che ti porta verso il tuo destino di fatica. Tanta. Tantissima. &#8220;La prova \u00e8 l&#8217;ultima gara che ho fatto a Florianopolis\u00a0 in Brasile- spiega-\u00a0 Al trentaduesimo chilometro \u00e8 come se mi avessero sparato alle gambe. Mai provata una cosa cos\u00ec&#8230;Ho appoggiato le mani sulle ginocchia e sono rimasto l\u00ec.\u00a0 Poi non so dove ma ho trovato la forza di arrivare in fondo. Ma \u00e8 chiaro che la gara non c&#8217;era pi\u00f9&#8230;&#8221;. Capita. Capita che al secondo Ironman in carriera si debba pagare un\u00a0conto pi\u00f9 salato di quanto ci si aspetti. Ed \u00e8 la solita storia del bicchiere mezzo pieno, anzich\u00e8 vuoto. E&#8217; forse un credito da metter via per poi farli tornare dopo i conti.\u00a0 Esperienza, si dice.\u00a0Cos\u00ec Risti, protagonista con i primi fino ad un terzo della maratona, finisce quindicesimo\u00a0 in 8.49.43 lontano dal belga\u00a0<strong>Marino Vanhoenacker<\/strong>, dall&#8217;\u2019americano <strong>Timothy O&#8217;Donnell<\/strong>, dal canadese <strong>Brent McMahon<\/strong>. Lontano dai migliori insomma. Ma c&#8217;\u00e8 tempo per prendere le misure con una gara cos\u00ec. C&#8217;\u00e8 tempo per capire dove si pu\u00f2 alzare l&#8217;asticella e da che parte si deve tirare quella coperta sempre troppo corta che \u00e8 un po&#8217; il dramma di tutti i triatleti perch\u00e8 nuoto, bici e corsa non sempre vanno d&#8217;accordo. &#8220;Certo c&#8217;\u00e8 tanto da fare- racconta <strong>Risti<\/strong>&#8211; Come dice Daniel l&#8217;Ironman \u00e8 un romanzo e ogni gara fa storia a s\u00e8. A me affascina come concetto, per tutto quello che c&#8217;\u00e8 dentro.\u00a0Comunque lo sforzo \u00e8 enorme e in tutto quel tempo non sai mai cosa ti pu\u00f2 succedere. Puoi programmare, allenarti fino a 30 ore la settimana, curare dettagli, alimentazione ma una gara cos\u00ec non \u00e8 mai un calcolo matematico&#8221;. Non \u00e8 mai due pi\u00f9 due perch\u00e8\u00a0 3,9 chilometri di nuoto, 180 di bici e una maratona non sono mai solo un&#8217;addizione.\u00a0Non c&#8217;\u00e8 mai una certezza. Anzi no, forse una certezza c&#8217;\u00e8. &#8220;Credo di aver capito che l&#8217;unica certezza\u00a0in un Ironman- spiega <strong>Risti<\/strong>&#8211; E che la crisi c&#8217;\u00e8 sempre e che bisogna imparare a gestirla. Meglio o peggio, la differenza \u00e8 tutta l\u00ec. In Brasile la prime difficolt\u00e0 le ho avute dopo il 120 chilometro in bici perch\u00e8 stavamo tenendo medie altissime, perch\u00e8 c&#8217;era parecchio umido e perch\u00e8 sono arrivati i crampi. Poi quella del trentaduesimo chilometro in maratona&#8230;&#8221;. In sette, otto ore di gara hai tempo di pensarci. Sei l\u00ec che l&#8217;aspetti. Fai tutto ci\u00f2 che va fatto per tener lontane le streghe ma le streghe poi arrivano e il bello di questo sport \u00e8 che devi essere\u00a0capace di cacciarle via.\u00a0 E ed \u00e8 un bell&#8217;allenamento per tante altre cose, non solo nello sport. &#8220;S\u00ec \u00e8 cos\u00ec- racconta il capitano della <strong>Dds-<\/strong> Fai tutto ci\u00f2 che si deve, perch\u00e8 non ti presenti al via di una gara cos\u00ec se non fai tutto ci\u00f2 che va fatto. E poi speri che vada tutto come ti sei immaginato. Che la bici non abbia problemi, che i gel che hai sciolto nelle borracce non ti diano fastidio, che non sia troppo caldo o troppo umido. Speri di trovare il tempo per mangiare senza pedere secondi preziosi dagli altri e magari speri di non trovare il vento contro che c&#8217;era in Brasile&#8230;&#8221;. Insomma anche da &#8220;pro&#8221; un po&#8217; le dita le incroci. Come fanno tutti. Poi va come va. Ma il tempo per &#8220;studiare&#8221; c&#8217;\u00e8. E come quando finisce la scuola si ricomincia\u00a0dopo le vacanze. &#8220;Corro\u00a0a\u00a0Pescara poi mi prendo un po&#8217; di riposo- spiega <strong>Risti<\/strong>&#8211; Decider\u00f2 da dove ripartire. Magari subito ad agosto da Kalmar o Coopenaghen\u00a0oppure a ottobre a Barcellona dove per\u00f2 i punti per le finali di Kona valgono gi\u00e0 per il 2016&#8230;&#8221;.\u00a0Kona, le Hawaii, la finale mondiale sono la fine e l&#8217;inizio di questa follia. Perch\u00e8 tutto \u00e8 cominciato l\u00ec. Ed \u00e8 cos\u00ec per tutti, campioni e non. Gira e rigira tutto ruota intorno a l\u00ec.\u00a0 Al sogno che per\u00f2 pu\u00f2 diventare anche\u00a0tormento. Ma ci si fa l&#8217;abitudine. E sono streghe da cacciare anche quelle&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Dai tornanti dello Stelvio al mare di \u00a0Pescara, dalla\u00a0 montagna sacra del ciclismo dove ha corso la Gran fondo Santini alla tappa italiana dell&#8217; Ironman in terra abruzzese, anche se mezzo: &#8220;Perch\u00e8 lo Stelvio non l&#8217;ho mai fatto e perch\u00e8 a Pescara l&#8217;ho promesso ad un amico, anche se non sar\u00f2 al massimo perch\u00e8 ho un Ironman nelle gambe. E per recuperare una fatica cos\u00ec serve almeno un mese&#8230;&gt;. C&#8217;\u00e8 sempre la bici in mezzo e c&#8217;\u00e8 sempre Ivan Risti, faccia conosciuta e vincente del triathlon azzurro. 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