{"id":16585,"date":"2015-06-15T21:04:05","date_gmt":"2015-06-15T19:04:05","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=16585"},"modified":"2015-06-15T21:04:05","modified_gmt":"2015-06-15T19:04:05","slug":"la-bici-a-scatto-fisso-in-cerca-di-gloria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2015\/06\/15\/la-bici-a-scatto-fisso-in-cerca-di-gloria\/","title":{"rendered":"La bici a scatto fisso in cerca di gloria"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/06\/tumblr_m1h5kdawVc1qaopbco5_1280-e1332794993510.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-16588\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/06\/tumblr_m1h5kdawVc1qaopbco5_1280-e1332794993510-300x240.jpg\" alt=\"tumblr_m1h5kdawVc1qaopbco5_1280-e1332794993510\" width=\"300\" height=\"240\" \/><\/a>Scatto fisso: &#8220;fissati&#8221;. Mica per dire. Basta guardarle le bici senza cambio, senza freni, nude e crude, scarne, stilose. L&#8217;essenza \u00e8 tutta nelle gambe che servono per andare, per frenare, per ripartire. Fanno la differenza. I duri e puri\u00a0 fanno conto solo su quelle. E ti guardano\u00a0 storto anche (e solo) se hai quel piccolo freno centrale che pu\u00f2 darti una mano in caso di necessit\u00e0. I &#8220;fissati&#8221;, quelli veri,\u00a0 non fanno sconti. Nulla di nulla. La bici sono ruote, telaio, pedali, pignoni e catena. Il resto non serve. E&#8217;di troppo e non ci sono concessioni. E i fissati sono una trib\u00f9 che ha i propri riti, i propri luoghi, le proprie regole. Ed ora anche le proprie gare. Per la prima volta infatti una gara di pistard urbani viene inserita nel calendario ufficiale della Federciclismo: \u00e8 la consacrazione della bici a ruota fissa,\u00a0 fenomeno underground e ora icona globale.\u00a0 Si corre in un circuito chiuso e separato dal traffico, come nelle altre gare ufficiali riservate alle bici da corsa e sar\u00e0 la consacrazione della ruota fissa finora ammessa\u00a0solo nei velodromi.\u00a0La \u00abUrbe Criterium Race\u00bb di sabato prossimo a Roma far\u00e0 uscire dalla clandestinit\u00e0 \u00a0una disciplina che si pratica ormai da oltre dieci anni\u00a0 tra Milano e Roma con le Velocity organizzate dal gruppo Chaingang Rotafixa Spa, una ventina di precursori che iniziarono a usare in strada le particolarissime bici da velodromo, senza cambio e soprattutto senza freni.\u00a0\u00a0La disciplina, nota come \u00aballey cat\u00bb, gatto randagio, conta ormai migliaia di appassionati in Italia ed \u00e8 diffusa in tutto il mondo, dagli Usa alla Thailandia, all\u2019Oceania, al Giappone, al Messico. Ma per la prima volta nel nostro paese lo strano connubio tra i \u00abpistard 2.0\u00bb, genericamente -e ingiustamente- accomunati al mondo degli hipster tatuati e barbuti, e un\u2019organizzazione \u00abseria\u00bb e ufficiale come la Federciclismo si concretizza in una gara valida per fare punteggio nel carnet degli atleti tesserati, e inserita nel calendario Fci.\u00a0\u00a0Corse del genere sono da qualche anno apparse anche in altri paesi, molto pi\u00f9 \u00abciclistizzati\u00bb del nostro nella cultura popolare moderna: come in Usa e Gran Bretagna, dove si corre -a New York e a Londra- la Red Hook Criterium. Ora dunque tocca a Roma che, con 50 atleti qualificati e con lo scenario imponente dello Stadio dei Marmi al Foro italico, entra di forza nel circuito delle Criterium, con tanto di benedizione della Federciclismo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Scatto fisso: &#8220;fissati&#8221;. Mica per dire. 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