{"id":16619,"date":"2015-06-22T19:03:55","date_gmt":"2015-06-22T17:03:55","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=16619"},"modified":"2015-06-22T19:05:10","modified_gmt":"2015-06-22T17:05:10","slug":"un-po-dazzurro-sulle-montagne-americane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2015\/06\/22\/un-po-dazzurro-sulle-montagne-americane\/","title":{"rendered":"Un po&#8217; d&#8217;azzurro sulle montagne americane"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/06\/luca_cagnati_mount_washington_road_race_phcredit_joe_viger3.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-16623\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/06\/luca_cagnati_mount_washington_road_race_phcredit_joe_viger3-300x200.jpg\" alt=\"luca_cagnati_mount_washington_road_race_phcredit_joe_viger3\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/06\/luca_cagnati_mount_washington_road_race_phcredit_joe_viger3-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/06\/luca_cagnati_mount_washington_road_race_phcredit_joe_viger3-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/06\/luca_cagnati_mount_washington_road_race_phcredit_joe_viger3.jpg 1250w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>La <strong>Mount Washington Road Race\u00a0<\/strong>\u00e8 una delle\u00a0corse in montagna pi\u00f9 famose in America. Non impossibile ma &#8220;tosta&#8221; quanto basta. Non una sfida estrema ma comunque una lotteria, nel senso che non si sa mai che tempo si trover\u00e0 in cima al traguardo e nel senso che le richieste di iscrizione sono talmente tante che per strapppare un pettorale bisogna davvero essere estratti. Cos\u00ec \u00e8. Cos\u00ec si costruiscono i miti e su queste 7,6 miglia che nel New Hampshire salgono fino sulla sommit\u00e0 del monte Washington (il pi\u00f9 alto del NOrd Est degli Stati Uniti) \u00a0a quasi duemila metri sono state scritte pagine di storia. Si corre dal 1936 e, per quasi quarant&#8217;anni, la corsa era riservata ai soli uomini perch\u00e8 gli organizzatori pensavano fosse troppo dura per le le donne che poi nel 1972 ovviamente trovarono modo di smentirli ampiamente. Si corre in costante ascesa con rampe\u00a0 che vanno dal 12 al 15 per cento ed \u00e8 una salita\u00a0che ti toglie il fiato e non ti d\u00e0 tregua. Il pi\u00f9 veloce di sempre \u00e8 stato <span lang=\"it\"><strong>Jonathan Wyatt<\/strong>, un neozelandese che fa solo corse in montagna e che nel nel 2004 ha fermato il cronometro a 56minuti e 41 secondi. Mai pi\u00f9 battuto. Mai nessuno ha fatto meglio nonostante in tanti (e forti) ci abbiano provato ma i 12 chilometri e 200 metri che salgono ai 6.300 piedi della vetta sono la via maestra per riempire i muscoli di acido lattico e il cuore di fatica. Chi organizza dice che la <strong>Mount Washington Road Race\u00a0<\/strong>in fondo \u00e8 &#8220;solo una collina&#8221;. E forse \u00e8 anche vero. Ma vero \u00e8 anche che si sa come si comincia ma non si sa mai come si arriva: sole e caldo alla partenza,\u00a0 pioggia, freddo e a volte neve l traguardo, oltre 30 gradi al via e temperature vicine allo zero negli ultimi chilometri. La differenza \u00e8 tutta qui. Domenica scorsa si correva la 55ma edizione. La folla di sempre con oltre mille iscritti tra campioni e sorteggiati conm la solita attesa e le due solite ali di pubblico a seguire una gare che \u00e8 anche in questo un evento. Al via c&#8217;era anche <strong>Luca Cagnati<\/strong>, 25enne portacolori del team <strong>Dynafit,<\/strong> unico italiano presente che ha difeso i colori di casa nostra tagliando il traguardo in quarta posizione in un&#8217;ora e 3 minuti. E se da una parte c\u2019\u00e8 l\u2019amarezza per essere rimasto ai piedi del podio dall\u2019altra c&#8217;\u00e8 la gioia per\u00a0miglior risultato azzurro di sempre:\u00a0 \u00ab\u00c8 stata una grande esperienza\u2013 racconta \u2013 pi\u00f9 di mille persone al via con campioni di altissimo livello in una sfida di cui ho sempre sentito parlare e solo adesso che l\u2019ho conclusa, capisco il fascino che avvolge tutta la manifestazione.\u00a0<\/span>Sono partito tranquillo\u00a0e a met\u00e0 gara ho spinto sull\u2019acceleratore arrivando nelle prime cinque posizioni. Nel finale ho dato tutto e ho ottenuto un insperato quarto posto, a pochi secondi dal terzo. Forse, se avessi osato un po\u2019 di pi\u00f9 all\u2019inizio&#8230;&gt;. La 55ma edizione della <strong>Mount Washington Road Race <\/strong>\u00e8 stata vinta da\u00a0 <strong>Joseph Gray\u00a0<\/strong> di\u00a0 Colorado Spring in\u00a0 58:15. Lontano dal record ma comunque felice. Perch\u00e8 chi vince qui, nonostante tutto, un pezzetto di storia la scrive&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La Mount Washington Road Race\u00a0\u00e8 una delle\u00a0corse in montagna pi\u00f9 famose in America. Non impossibile ma &#8220;tosta&#8221; quanto basta. Non una sfida estrema ma comunque una lotteria, nel senso che non si sa mai che tempo si trover\u00e0 in cima al traguardo e nel senso che le richieste di iscrizione sono talmente tante che per strapppare un pettorale bisogna davvero essere estratti. Cos\u00ec \u00e8. 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