{"id":16857,"date":"2015-07-21T20:23:29","date_gmt":"2015-07-21T18:23:29","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=16857"},"modified":"2015-07-21T20:28:57","modified_gmt":"2015-07-21T18:28:57","slug":"lo-sport-paralimpico-la-differenza-ce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2015\/07\/21\/lo-sport-paralimpico-la-differenza-ce\/","title":{"rendered":"Lo sport paralimpico: la differenza c&#8217;\u00e8&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/07\/Federico-Morlacchi-Mondiali-nuoto-paralimpico-Glasgow-20153-620x330.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-16858\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/07\/Federico-Morlacchi-Mondiali-nuoto-paralimpico-Glasgow-20153-620x330-300x160.jpg\" alt=\"Federico-Morlacchi-Mondiali-nuoto-paralimpico-Glasgow-20153-620x330\" width=\"300\" height=\"160\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/07\/Federico-Morlacchi-Mondiali-nuoto-paralimpico-Glasgow-20153-620x330-300x160.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/07\/Federico-Morlacchi-Mondiali-nuoto-paralimpico-Glasgow-20153-620x330.jpg 620w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>C&#8217;\u00e8 differenza tra lo sport &#8221; normale&#8221; e quello paralimpico. Ma non quella che sembra, che appare, che si vede. Non quella dei gesti, delle attrezzature, delle protesi o di tutto quanto serve e meno male che c&#8217;\u00e8. E non \u00e8 neppure la differenza delle strutture che spesso non ci sono o non sono disponibili. La differenza la scopri, dopo tanti anni, all&#8217;improvviso e te le spiega in una telefonata per un&#8217;intervista che esce domani sul Giornale\u00a0\u00a0<strong>Massimilano Tosin<\/strong>, tecnico della squadra azzurra di nuoto paralimpico fresco vincitore di 11 medaglie tra cui tre ori ai campionati mondiali di Glasgow in Scozia. Con <strong>Micaela Biava<\/strong> \u00e8 responsabile del progetto &#8220;Acquario&#8221; che dalla piscina Saini di Milano porter\u00e0 (si spera) molti atleti azzurri in Brasile alle prossime paralimpiadi di settembre. La differenza si diceva. La differenza \u00e8 tutta\u00a0nell&#8217; atteggiamento degli altri. &lt;Perch\u00e8 molto spesso-spiega <strong>Tosin<\/strong>&#8211; con gli atleti paralimpici si tende ad essere indulgenti. Non serve\u00a0 e non \u00e8 ci\u00f2 che vogliamo. Se uno \u00e8 scarso \u00e8 scarso e bisogna dirglielo&#8230;&#8221;. Gi\u00e0 il talento. Vale per tutti il discorso del talento e quindi anche per chi gareggia su una sedia a rotelle o con un arto artificiale. Invece spesso si dimentica, perch\u00e8 appunto si tende ad essere indulgenti. La normalit\u00e0\u00a0 che lo sport sport paralimpico vuole conquistarsi passa invece anche da qui. Non solo ovviamente.\u00a0\u00a0&#8220;\u00c8 un fatto di cultura- racconta <strong>Tosin<\/strong>&#8211;\u00a0 si fa ancora troppa fatica a condividere progetti e spazi con le altre federazioni. Cos\u00ec l\u2019inizio per il nostro progetto olimpico non \u00e8 stato facile anche perch\u00e9 a Milano l\u2019unica vasca di 50 metri coperta \u00e8 quella di via Mecenate e viene usata dalla Federazione di nuoto. Ma noi\u00a0noi siamo un\u2019altra \u201cparrocchia\u201c. Qui va cos\u00ec. A Canberra, in Australia, tanto per fare un esempio, quando sono arrivato mi aveva colpito la statua posta all\u2019ingresso del centro Federale: un gigantesco giocatore di basket su una carrozzina. Noi siamo ancora un po\u2019 indietro\u00bb.\u00a0 Per\u00f2 il nuoto azzurro non \u00e8 \u00a0solo Federica Pellegrini e Filippo Magnini. Non ci sono solo Luca Dotto o Gregorio Paltrinieri che tra poco pi\u00f9 di una settimana proveranno a tenere alto il tricolore azzurro in terra di Russia, a Kazan, dove sono in programma dal 25 al 9 agosto i campionati mondiali di nuoto. C\u2019\u00e8 anche un altro nuoto italiano che fa l\u2019alba in vasca, che fa gli stessi sacrifici, la stessa fatica e forse di pi\u00f9 e che esce da una competizione mondiale con un bottino da record. Ci sono\u00a0<strong>Arjola Trimi<\/strong> e <strong>Federico Morlacchi<\/strong>, tanto per citarne un paio, che \u00a0proprio nell\u2019ultima giornata di gare mondiali in terra di Scozia si sono messi al collo due medaglie d&#8217;oro. Punte di diamante del progetto \u00abAcquario\u00bb che si pu\u00f2 leggere in due modi: \u00abCi sono i due elementi che ci servono &#8211; spiega ancora Tosin &#8211; Se si divide la parola troviamo l\u2019acqua e Rio che sono le prossime Olimpiadi a cui puntiamo. Se invece la leggiamo tutta insieme \u00e8 il posto dove stanno i pesci. E in questo caso i pesci siamo noi&#8230;\u00bb. Belli, brutti, forti, deboli, lenti, veloci, brocchi o campioni. Senza sconti. Ma soprattutto senza nessuna indulgenza&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>C&#8217;\u00e8 differenza tra lo sport &#8221; normale&#8221; e quello paralimpico. Ma non quella che sembra, che appare, che si vede. Non quella dei gesti, delle attrezzature, delle protesi o di tutto quanto serve e meno male che c&#8217;\u00e8. E non \u00e8 neppure la differenza delle strutture che spesso non ci sono o non sono disponibili. 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