{"id":16866,"date":"2015-07-23T19:41:27","date_gmt":"2015-07-23T17:41:27","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=16866"},"modified":"2015-07-23T19:41:27","modified_gmt":"2015-07-23T17:41:27","slug":"la-bici-una-grande-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2015\/07\/23\/la-bici-una-grande-storia\/","title":{"rendered":"La bici? Una &#8220;Grande Storia&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/07\/06srt2f1-052-kpwF-U430101423779283KT-1224x916@Corriere-Web-Roma.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-16869\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/07\/06srt2f1-052-kpwF-U430101423779283KT-1224x916@Corriere-Web-Roma-300x274.jpg\" alt=\"06srt2f1-052-kpwF-U430101423779283KT-1224x916@Corriere-Web-Roma\" width=\"300\" height=\"274\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/07\/06srt2f1-052-kpwF-U430101423779283KT-1224x916@Corriere-Web-Roma-300x274.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/07\/06srt2f1-052-kpwF-U430101423779283KT-1224x916@Corriere-Web-Roma.jpg 1004w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Corsi e ricorsi. La storia sui pedali, scandita dal rumore dei copertoni prima sugli sterrati poi, sempre pi\u00f9 silenziosi, sulle strade d&#8217;Italia pian piano asfaltate. La storia di un&#8217;Italia che aveva come valore la fatica, di un&#8217;Italia capace di rimboccarsi le maniche e di divertirsi con poco. Un Paese ferito dalle Guerre che per\u00f2 aveva voglia di ricominciare e di ripartire proprio pedalando. La \u00a0Grande Storia,\u00a0con \u00a0Paolo Mieli, domani sera \u00a0racconter\u00e0 un Paese diverso, quando si andava solo in bici e ci si divertiva tutti con il Variet\u00e0. Un&#8217; \u00abItalia a due ruote\u00bb in punta di pedali che si affaccia\u00a0al nuovo secolo, il \u2019900, e dove la bicicletta\u00a0 \u00e8\u00a0 simbolo di progresso, di dinamismo, di competizione.\u00a0 Nel 1909 si corre il primo Giro d\u2019Italia: Costante Girardengo, Alfredo Binda, Learco Guerra infiammano gli animi e autorizzano i sogni. Il ciclismo diventa uno sport di massa, simbolo di un paese povero che per andare avanti deve fare tanta fatica ma non ha nessuna paura di farla.\u00a0Ha voglia e volont\u00e0: ed \u00e8 quanto serve. Poi arrivano gli anni Trenta e nasce un\u2019altra grande rivalit\u00e0, che spaccher\u00e0 il Paese nel Dopoguerra: Bartali e Coppi. O uno o l\u2019altro, o di qua o di l\u00e0. Proprio come l\u2019Italia di allora ( ma anche di oggi) delle grandi divisioni politiche. Ma \u00e8 un Paese che continua comunque ad andare avanti, che non si ferma e che continua a pedalare. \u00c8 il 1946 e subito, tra cumuli di macerie, riparte anche il Giro d\u2019Italia. \u00c8 Il Giro della Rinascita. \u00abDavanti la pace, ai lati la guerra\u00bb, scrive Orio Vergani raccontando la corsa. Finiscono gli anni \u201940, iniziano i \u201950, la ricostruzione, il boom, i favolosi anni \u201960. Sembra proprio che nulla possa fermare la bicicletta. Nulla tranne l&#8217;\u2019automobile. Nel nuovo mondo che nasce alla fine degli anni \u201960, la fatica non \u00e8 pi\u00f9 un valore e nel 1975 avviene il sorpasso: 16 milioni di automobili contro 15 milioni e mezzo di biciclette. Fine. Anzi no perch\u00e8\u00a0la bici sopravvive e oggi conosce una nuova, fantastica, stagione complice la crisi e una nuova coscienza ambientale e del benessere perch\u00e8 pedalare diverte e fa bene alla salute. Un viaggio su due ruote accompagnati da un grande scrittore, di ciclismo e non solo, come Gianni Mura e dallo storico Mimmo Franzinelli.\u00a0in onda su Rai3 domani alle 21.15. Da non perdere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Corsi e ricorsi. La storia sui pedali, scandita dal rumore dei copertoni prima sugli sterrati poi, sempre pi\u00f9 silenziosi, sulle strade d&#8217;Italia pian piano asfaltate. La storia di un&#8217;Italia che aveva come valore la fatica, di un&#8217;Italia capace di rimboccarsi le maniche e di divertirsi con poco. 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