{"id":17002,"date":"2015-08-12T19:44:02","date_gmt":"2015-08-12T17:44:02","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=17002"},"modified":"2015-08-12T19:44:02","modified_gmt":"2015-08-12T17:44:02","slug":"il-doping-gli-asini-e-i-pentiti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2015\/08\/12\/il-doping-gli-asini-e-i-pentiti\/","title":{"rendered":"Il doping, gli asini e i pentiti"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 molto da dire sul doping, soprattutto in questi giorni di inchieste, di nomi fatti e non fatti, di liste attese, di squalifiche annuncitae e chiss\u00e0 poi se verranno, di poltrone che traballano, di controlli fatti, non fatti, fatti cos\u00ec e cos\u00ec, di trame anche e soprattutto politiche. Restano poche certezze. Una \u00e8 che il\u00a0doping \u00e8 una scorciatoia.\u00a0 E\u2019 la strada pi\u00f9 veloce per arrivare in alto anche se poi spessso si cade fragorosamente. Di campioni di doping ce ne sono stati tanti e tanti ce ne saranno perch\u00e8 lo sport non \u00e8 diverso dalla vita dove di furbi che saltano le code \u00e8 pieno. Per\u00f2 l\u2019equazione dopato-campione non \u00e8 perfetta. Tant\u2019\u00e8 che \u00e8 pieno di asini dopati che tali restano anche se imbottiti di additivi. E ci\u00f2 nonostante ci siano recenti esperimenti che provino a dimostrare il contrario, cio\u00e8 quanto farmaci et similia siano in grado di migliorare le prestazioni. Anche degli asini. Ma gli asini restano. Soprattutto quelli che si dopano a cinquant&#8217;anni per vincere il trofeo del paese, il prosciutto, per battere gli amici, per fare i fenomeni al bar. Gente bacata. Gente che prende lo sport di traverso e rischia di farlo andare di traverso anche ad altri, magari anche ai figli. Perch\u00e8 i figli imparano cio\u00f2 che vedono, ascoltano, respirano.\u00a0 E questo \u00e8 il male maggiore. C&#8217;\u00e8 poi un&#8217;altra certezza che riguarda il doping e non solo il doping. Da Armstrong in\u00a0avanti\u00a0anche nelle inchieste\u00a0di doping \u00a0sono apparsi i pentiti. Non mi sono mai piaciuti i pentiti. Perch\u00e8 sono un&#8217;ammissione di debolezza. Sono una resa.\u00a0Quando uno Stato, un tribunale, una federazione si affidano a un pentito per\u00a0venire a capo di\u00a0cose che dovrebbero essere capaci di risolvere normalmente con altri strumenti non \u00e8 mai un bel segnale.\u00a0 C\u2019\u00e8 un vizio fondamentale nella confessione di un pentito, un peccato originale: la contropartita. Chi si pente in genere non lo fa perch\u00e8 mosso dal rimorso o per\u00a0tornare in pace con la propria coscienza.\u00a0 Solo per calcolo. Racconta una verit\u00e0, la sua verit\u00e0, perch\u00e8 in cambio vuole qualcosa, generalmente uno sconto di pena.\u00a0 Nel caso del ciclismo o dell&#8217;atletica un pentito confessa solo perch\u00e8 spera in uno sconto di pena e di tornare a gareggiare. E gi\u00e0 questo \u00e8 un limite enorme. La verit\u00e0 non pu\u00f2 essere barattata perch\u00e8 altrimenti diventa un verit\u00e0 piena di crepe. Cio\u00e8 un\u2019altra cosa.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0Vale per tutto. Anche per le inchieste sul doping. E allora il dubbio resta. Meglio allora qualche pesce in meno nella rete ma senza indulgenze. Chi si dopa e viene beccato \u00e8 fuori.\u00a0 Senza\u00a0appello. <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>C&#8217;\u00e8 molto da dire sul doping, soprattutto in questi giorni di inchieste, di nomi fatti e non fatti, di liste attese, di squalifiche annuncitae e chiss\u00e0 poi se verranno, di poltrone che traballano, di controlli fatti, non fatti, fatti cos\u00ec e cos\u00ec, di trame anche e soprattutto politiche. Restano poche certezze. Una \u00e8 che il\u00a0doping \u00e8 una scorciatoia.\u00a0 E\u2019 la strada pi\u00f9 veloce per arrivare in alto anche se poi spessso si cade fragorosamente. 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