{"id":17004,"date":"2015-08-13T20:10:51","date_gmt":"2015-08-13T18:10:51","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=17004"},"modified":"2015-08-13T20:11:22","modified_gmt":"2015-08-13T18:11:22","slug":"doparsi-fa-parte-dello-spettacolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2015\/08\/13\/doparsi-fa-parte-dello-spettacolo\/","title":{"rendered":"&#8220;Doparsi? Fa parte dello spettacolo&#8230;&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Seconda puntata. Due articoli sul doping in due giorni, alla vigilia di Ferragosto, quando tutti postano le loro foto in sella dal Pordoi, dallo Stelvio, dai laghi sono quanto di peggio di possa fare giornalisticamente parlando. Pazienza. C&#8217;\u00e8 per\u00f2 qualche altro punto da chiarire. Oggi sull&#8217;edizione on line del <strong>Foglio<\/strong> il collega <strong>Giovanni Battistuzzi<\/strong> intervista un medico sportivo che, senza troppi giri di parole, ammette di aver dopato gli atleti che seguiva e non \u00e8 per nulla pentito. Non Epo o altre bombe, va chiarito, ma poco cambia in realt\u00e0: &#8220;Come medico mi sono sempre rifiutato di ricorrere all\u2019Epo anche se so per certo che molti dei miei atleti lo utilizzavano comunque- dichiara al Foglio- ma ho sempre avallato il ricorso al cosiddetto doping ematico autogeno, pratica che permette di aumentare le prestazioni di un 6\/8 per cento senza avere particolari controindicazioni e soprattutto senza causare gli scompensi tipici di una prolungata permanenza ad alta quota. Il mio comportamento era illegale, ma la salute dei miei atleti era garantita. Non so se eticamente ho sbagliato o fatto bene, ma non mi rimprovero nulla\u201d.\u00a0 Nella lotta al doping non ci sono mezze misure: o si sta da una parte o dall&#8217;altra. E i medici, al di l\u00e0 di ogni scrupolo di coscienza, dovrebber\u00f2 stare dalla parte giusta. Che \u00e8 una sola. Non ci sono altre vie. I medici dovrebbero essere l&#8217;avamposto di controllo, l&#8217;ultima barriera.\u00a0Continuo a sperare che sia cos\u00ec. E&#8217; vero, ci si dopa da sempre. Ma non\u00a0\u00e8 una giustificazione. E non \u00e8 neppure una giustificazione il fatto che ormai lo sport \u00e8 spettacolo\u00a0e se si vuole uno spettacolo\u00a0di prim&#8217;ordine che attiri spettatori e sponsor qualche concessione bisogna pur farla. E&#8217; il fine che giustifica i mezzi. &#8220;Lo sport ha progressivamente perso la sua dimensione di attivit\u00e0 fisica e si \u00e8 trasformato in uno spettacolo- racconta ancora il medico intervistato dal <strong>Foglio<\/strong>&#8211; E\u2019 un prodotto da assimilare all\u2019arte, al cinema o alla musica e quindi continuare a ragionare di etica sportiva senza capire questo passaggio non solo \u00e8 fuorviante, \u00e8 insensato. Se nessuno si scandalizza se un artista assume sostanze proibite per dipingere o suonare, perch\u00e9 si dovrebbe scandalizzare per un atleta che ricorre a sostanze proibite per migliorarsi e creare spettacolo? Mi rendo conto che \u00e8 una estremizzazione del problema, ma la questione andrebbe affrontata e un ripensamento etico sul problema andrebbe fatto. Non si pu\u00f2 continuare nell\u2019inquisizione sportiva senza riflettere approfonditamente sulla faccenda\u201d. Etica? Inquisizione sportiva? La scalata del Tourmalet come un concerto degli AC\/DC?\u00a0 C&#8217;era una volta , c&#8217;\u00e8 ancora e probabilmente ci sar\u00e0 sempre una cultura del doping. Ma se resiste \u00e8 anche perch\u00e8 c&#8217;\u00e8 chi ragiona cos\u00ec.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Seconda puntata. Due articoli sul doping in due giorni, alla vigilia di Ferragosto, quando tutti postano le loro foto in sella dal Pordoi, dallo Stelvio, dai laghi sono quanto di peggio di possa fare giornalisticamente parlando. Pazienza. C&#8217;\u00e8 per\u00f2 qualche altro punto da chiarire. Oggi sull&#8217;edizione on line del Foglio il collega Giovanni Battistuzzi intervista un medico sportivo che, senza troppi giri di parole, ammette di aver dopato gli atleti che seguiva e non \u00e8 per nulla pentito. 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