{"id":17020,"date":"2015-08-16T18:59:30","date_gmt":"2015-08-16T16:59:30","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=17020"},"modified":"2015-08-16T19:07:19","modified_gmt":"2015-08-16T17:07:19","slug":"bufera-sull-atletica-nascosti-i-dati-del-doping","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2015\/08\/16\/bufera-sull-atletica-nascosti-i-dati-del-doping\/","title":{"rendered":"Bufera sull&#8217; atletica: nascosti i dati del doping?"},"content":{"rendered":"<p>Sul doping basta paragoni con il ciclismo. E ci mancherebbe. La Federazione mondiale dell&#8217;atletica picchia i pugni sul tavolo ma farebbe meglio\u00a0a guardarsi in casa visto\u00a0sul doping c&#8217;\u00e8 il fuoco incrociato dei media inglesi e tedeschi ed ora anche dell&#8217;Universit\u00e0 di Tubinga che l&#8217;accusa di aver impedito la pubblicazione dei dati di una ricerca dopo i mondiali di Daegu dove gli atleti non ne uscivano benissmo\u00a0. \u00c8 guerra del doping e dell\u2019antidoping.\u00a0Cos\u00ec la situazione rischia davvero di travolgere tutto e tutti proprio alla vigilia dei Mondiali di Pechino e \u00a0dell\u2019elezione presidenziale che vedr\u00e0 in lizza Serghei Bubka e Sebastian Coe per la successione a Lamine Diack. E\u00a0 ieri \u00e8 arrivata una nuova\u00a0 puntata dell\u2019inchiesta del Sunday Times e della rete tedesca Ard sulla diffusione del doping. Un terzo dei 1.800 atleti (tra il 29 ed il 34%) che partecip\u00f2 ai campionati del mondo di Daegu, in Corea del Sud, nel 2011, confess\u00f2 di aver fatto ricorso ricorso a sostanza proibite nel precedenti 12 mesi.\u00a0 Questo quanto emerge da uno studio condotto dall\u2019universit\u00e0\u00a0tedesca di Tubinga nel 2011, finanziato dalla Wada (World Anti-Doping Agency) ma che la Iaaf avrebbe impedito di diffondere. Questo in base ad un accordo tra controllori, la Wada, e controllati, la Iaaf, nel quale questi ultimi consentirono alla ricerca, permettendo ai ricercatori tedeschi di interrogare gli atleti, ma riservandosi il diritto di veto, che hanno esercitato, impedendone la divulgazione.\u00a0 Ci\u00f2 sostengono giornalisti inglesi e tedeschi e anche\u00a0i ricercatori dell&#8217;Universit\u00e0 che accusano i vertici della Iaaf di aver tentato di nascondere i risultati del loro lavoro. La Federazione non ci sta. E in uno stringato comunicato spiega\u00a0in realt\u00e0 quella ricerca &#8221; era un sondaggio di scienze sociali condotto dalla Wada e da un team di ricercatori nel villaggio atleti di Daegu&#8221;. Nulla pi\u00f9. L&#8217;obiettivo era quello di &#8220;valutare l&#8217;affidabilit\u00e0 dei nuovi potenziali metodi di valutazione della prevalenza del doping nello sport, utilizzando un approccio da scienze sociali&#8221;. La Iaaf, aggiungendo che i risultati erano gi\u00e0 stati resi noti dalla tv tedesca nel 2013, aveva rivelato una &#8220;serie di riserve&#8221; sull&#8217;interpretazione dei risultati per questo si era deciso di accantonarne la pubblicazione. Ovviamente non \u00e8 finita qui.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Sul doping basta paragoni con il ciclismo. E ci mancherebbe. 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