{"id":17138,"date":"2015-08-30T10:49:41","date_gmt":"2015-08-30T08:49:41","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=17138"},"modified":"2015-08-30T16:03:25","modified_gmt":"2015-08-30T14:03:25","slug":"marco-olmo-correro-fino-alla-fine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2015\/08\/30\/marco-olmo-correro-fino-alla-fine\/","title":{"rendered":"Marco Olmo: &#8220;Correr\u00f2 fino alla fine&#8230;&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/08\/IMG_2022.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-17141\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/08\/IMG_2022-300x200.jpg\" alt=\"IMG_2022\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/08\/IMG_2022-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/08\/IMG_2022.jpg 787w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Le storie di un\u00a0 festival possono anche essere storie di sport che vincono nelle notti della <strong>Valle di Comino<\/strong> terra di &#8220;mezzo&#8221; dove la Ciociaria accarezza Abruzzi e Molise, come si diceva una volta .\u00a0 Il copione disegnato da <strong>Vittorio Macioce<\/strong> per il suo <strong>Festival delle Storie<\/strong> anche quest&#8217;anno trova spazio e tempo per misurarsi sul campo sportivo-culturale con due grandi campioni. E lo fa ad Atina dove si gioca la carta del gelso.\u00a0Il\u00a0<strong><em>Gelso<\/em><\/strong>\u00a0fa da protagonista nella\u00a0giornata di\u00a0<strong>Atina<\/strong>: \u00e8 la strada che non conosci. E\u2019 l\u2019altrove. E\u2019 andare lontano e superare i confini. E\u2019 navigare e salire. E\u2019 Ulisse e Marco Polo. E\u2019 una corda lanciata nella roccia. Cos\u00ec arriva anche la\u00a0lunga fatica solitaria di <strong>Marco Olmo<\/strong> con il suo Corridore e arriva il romanzo sul ring (Sparviero), raccontato da Fabio Rocco Oliva con <strong>Patrizio Oliva<\/strong>, un uomo che \u00e8 un romanzo! Cos\u00ec come il Corridore Olmo e&#8217; ultra campione perch\u00e9 si sente semplicemente uno di noi. Uno che ieri mattina ha corso &#8211; rigorosamente in salita &#8211; anche qui, \u201cin valle\u201d. Uno che la corsa \u00e8 lunga come la vita. Uno che la corsa \u00e8 una storia di grandi vittorie dall&#8217;Ultra trail du MOnt Blanc alla Marathon de Sable. Uno che i francesi chiamano &#8220;profilo d&#8217;aquila&#8221;. Uno che \u00e8 un incrocio tra un camoscio e un dromedario. Uno che sa sul serio cos&#8217;\u00e8 la fatica perch\u00e8 nella vita ha lavorato sodo. Uno che correr\u00e0 fino alla fine: &#8220;come gli animali&#8230;&#8221; E lo dice lui.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p><strong><em>Una delle cose pi\u00f9 belle della corsa e che quasi sempre ti d\u00e0 la possibilit\u00e0 di stare da solo. Qual \u00e8 il suo rapporto con la solitudine?<br \/>\n<\/em><\/strong>&#8220;Da solo io ci sto abbastanza bene, mentre corro, nei boschi ci sto benissimo&#8230;&#8221;<br \/>\n<strong><em>Si parla tanto di benessere, di corsa come terapia: poi per\u00f2 in tanti decidono di iscriversi a gare massacranti dove la fatica diventa un tormento. C\u2019\u00e8 una logica?<br \/>\n&#8220;<\/em><\/strong><em>S<\/em>i sta esagerando un po\u2019. Alcuni anni fa non si facevano tutte queste gare estreme , se ne correvano una o due all\u2019anno. Adesso sembra che tutti siano diventati superuomini, io per\u00f2 non mi sento un superuomo. Ho mollato un po\u2019 le gare, ne faccio ogni anno meno e ogni volta di meno lunghe: dico sempre che la gara deve essere pi\u00f9 soddisfazione che dolore. Altrimenti \u00e8 meglio abbandonare e lasciare perdere. Se la gara diventa una tortura al punto che devi arrivare zoppicando non penso che abbia un gran senso. Io abbandono se ho dei problemi, se non va bene. Perch\u00e9 devo torturarmi\u2026&#8221;<br \/>\n<strong><em>C&#8217;\u00e8 gente che corre per vincere, per dimostrare qualcosa a qualcuno o a se stesso, che corre per scommessa, per sfida o per rivincita. Lei per cosa corre?<br \/>\n&#8220;<\/em><\/strong>Ho iniziato cos\u00ec per una sfida fra amici e poich\u00e9 arrivai ultimo ho continuato per dimostrare che potevo fare qualcosa di meglio. Che potevo migliorare. Quindi una sfida, una rivalsa anche per la gente del paese mi vedeva correre e rideva. Per chi diceva che ero vecchio, per dimostrare che riuscivo, che \u00a0ero cocciuto&#8221;<br \/>\n<strong><em>Ci sono campioni che si dopano per vincere, amatori che si dopano per arrivare primi tra gli amici del bar. Ultramaratoneti che si dopano per alleviare la fatica, altri per cultura o per ignoranza. Pu\u00f2 esistere lo sport senza il doping?<br \/>\n<\/em><\/strong>&#8220;Lo sport senza doping io l\u2019ho fatto e lo faccio. Ho avuto\u00a0controlli antidoping alla Marathon de Sable, all\u2019UltraTrail de Mont Blanc e anche adesso potrebbero venire a controllarmi o domattina o quando vogliono. Io dico sempre che ognuno \u00e8 padrone del suo corpo e doparsi \u00e8 come modificare la centralina al motore di una macchina: va di pi\u00f9, per\u00f2, se si rompe il motore della macchina lo cambi, se si rompe il nostro hai finito l\u00ec. Muori. \u00a0Gi\u00e0 quando sei in gara hai delle endorfine e dell\u2019adrenalina che\u00a0 produce il tuo corpo che ti fanno andare anche oltre. Incentivare le prestazioni \u00a0con le droghe che non ti fanno sentire dolore \u00e8 il peggio che puoi fare. E&#8217; nocivo. Ognuno poi paga o con la sua coscienza o con la sua salute. E prima o poi il conto arriva sempre&#8221;.<br \/>\n<strong><em>Lei ha alle spalle una vita di lavoro, a volte anche lavori umili. Quanto questo l&#8217;ha aiutata a diventare Marco Olmo mito delle corse di lunghissima distanza?<br \/>\n<\/em><\/strong>&#8220;Guidavo i camion e poi ero su una ruspa in una cava\u2026 Forse mi ha aiutato perch\u00e9 era un mestiere un po\u2019 fuori dal normale e forse uno che ha fatto quei mestieri l\u00ec \u00e8 pi\u00f9 abituato a sopportare la fatica di uno che lavora in un ufficio, fa il professionista e poi il corridore\u2026 Se uno lavora in una cava e poi dopo 8 ore va ad allenarsi vuol dire che ha dentro qualcosa. Se hai voglia di uscire a correre anche quando sei sfinito\u00a0dopo una giornata di lavoro, dopo esserti alzato alle cinque vuol dire che la corsa per te \u00e8 qualcosa di importante\u00a0&#8221;<br \/>\n<strong><em>Per fare le ultra-maratone, per attraversare deserti, per passare giorni e giorni in viaggio correndo o camminando bisogna essere in pace con se stessi. O qualche conto in sospeso con qualcuno?<br \/>\n&#8221; <\/em><\/strong>I conti in sospeso a volte si hanno\u00a0 con il mondo intero. E allora si ha voglia di dimostrare che ce la fai\u2026&#8221;<br \/>\n<strong><em>Cos&#8217;\u00e8 la fatica per un ultra-maratoneta? Una dimensione necessaria? Il passaggio obbligato per raggiungere un obbiettivo? Il prezzo da pagare per vivere qualche attimo di felicit\u00e0? Oppure la fatica non esiste&#8230;<br \/>\n&#8220;<\/em><\/strong>La fatica esiste eccome.\u00a0 Nel lungo, in una gara lunga, non c\u2019\u00e8 una fatica molto intensa ma una fatica lunga. La fatica intensa te la trovi in una gara di 10 km che tiri alla morte. In una gara lunga, invece, quando hai finito\u00a0a me \u00e8 successo spesso di pensare che ho vinto ma non ho tirato alla morte. Quando va cos\u00ec, hai controllato, hai corso alla Niky Lauda. Se tiravi non finivi la gara. Hai fatto il calcolatore. A volte c\u2019\u00e8 pi\u00f9 soddisfazione nell\u2019arrivare cinquantesimo in una gara di 10 km che non \u00e8 la tua gara, dove ti sei espresso, hai tirato alla morte e alla fine ti sei piegato in due dalla fatica&#8230;&#8221;<br \/>\n<strong><em>Cosa far\u00e0 Marco Olmo quando smetter\u00e0 di correre?<br \/>\n&#8220;<\/em><\/strong>Non so, per adesso non smetto, con le gare vedo quasi la fine, l\u2019orizzonte\u2026 Cerco di correre fare gare corte di ritornare magari a fare gare su strada di 10 chilometrie comunque rimanere un po\u2019 nell\u2019ambiente perch\u00e9 mi piace. Smettere? Ci penser\u00f2..<br \/>\n&#8220;<strong><em>Dalla corsa ci si pu\u00f2 prendere pause di riflessione?<br \/>\n&#8220;<\/em><\/strong>Alla mia et\u00e0 non \u00e8 possibile prendere pause di riflessione, che pause posso prendermi? Quando ho preso la pausa sono \u2026. arrivato&#8221;<br \/>\n<strong><em>I giornalisti, la gente, le interviste: un lato bello o solo qualcosa in pi\u00f9 da sopportare?<\/em><\/strong>&#8221;<br \/>\nSono il prezzo che dsi deve pagare per essere risucito a fare qualcosa. Fa parte del conto, ti trovi\u00a0l\u00ec per un&#8217;intervista e anche questo ti serve per dimostrare a chi non credeva in te che sei riuscito a fare qualcosa. L\u2019altro giorno \u00e8 venuto a casa mia un giapponese \u00a0per intervistarmi con la sua troupe: beh, non so quanti a\u00a0 Robilante abbiano ricevuto un giornalista giapponese in casa\u2026 E questo fa piacere!<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Le storie di un\u00a0 festival possono anche essere storie di sport che vincono nelle notti della Valle di Comino terra di &#8220;mezzo&#8221; dove la Ciociaria accarezza Abruzzi e Molise, come si diceva una volta .\u00a0 Il copione disegnato da Vittorio Macioce per il suo Festival delle Storie anche quest&#8217;anno trova spazio e tempo per misurarsi sul campo sportivo-culturale con due grandi campioni. E lo fa ad Atina dove si gioca la carta del gelso.\u00a0Il\u00a0Gelso\u00a0fa da protagonista nella\u00a0giornata di\u00a0Atina: \u00e8 la strada che non conosci. E\u2019 l\u2019altrove. E\u2019 andare lontano e superare i confini. E\u2019 navigare e salire. 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