{"id":17362,"date":"2015-09-27T19:14:43","date_gmt":"2015-09-27T17:14:43","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=17362"},"modified":"2015-09-27T19:18:57","modified_gmt":"2015-09-27T17:18:57","slug":"maratona-di-berlino-i-keniani-vincono-anche-senza-scarpe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2015\/09\/27\/maratona-di-berlino-i-keniani-vincono-anche-senza-scarpe\/","title":{"rendered":"Maratona di Berlino, i keniani vincono anche senza scarpe"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/09\/42esima_.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-17367\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/09\/42esima_-300x200.jpg\" alt=\"42esima Maratona di Berlino\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/09\/42esima_-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/09\/42esima_-1024x683.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Sar\u00e0 la storia, sar\u00e0 il miscuglio perfetto tra ci\u00f2 che c\u2019era e che poi \u00e8 stato distrutto e ci\u00f2 che \u00e8 stato ricostruito. Sar\u00e0 che\u00a0 hai spesso la sensazione di trovarti in una frontiera d\u2019avanguardia urbanistica dove la sperimentazione delle forme architettoniche si sposa con la razionalit\u00e0 tedesca.\u00a0E funziona. La quarantaduesima maratona di Berlino sembra quasi tenere insieme tutte\u00a0le anime di questa citt\u00e0 in perenne trasformazione. E\u2019\u00a0 legata a luoghi\u00a0della storia, fotografie di una metropoli\u00a0riunificata ma in qualche scorcio ancora da ricomporre. E non solo al <strong>Checkpoint Charlie<\/strong>. La <strong>maratona di Berlino<\/strong> \u00e8 il fascino\u00a0del <strong>Flughafen Templehof\u00a0, <\/strong>il vecchio aeroporto fatto costuire dal Fuehrer oggi spazio fieristico dove sembra che il tempo si sia fermato, dove entri e improvvisamenete \u00e8 come se ti trovassi nel bel mezzo di\u00a0un film sulla Seconda guerra mondiale\u00a0 quando proprio l\u00ec, su quella pista enorme oggi spazio espositivo, atterravano e partivano gli <strong>Stukas<\/strong> o i bombardieri <strong>Junkers<\/strong> del <strong>Terzo Reich.<\/strong> Si parte dalla porta di <strong>Brandenburgo<\/strong>, si attraversano\u00a0i\u00a0quartieri\u00a0di <strong>Mitte e Tiergarten<\/strong>,\u00a0passando davanti a\u00a0 edifici e piazze, come il <strong>Reichstag<\/strong> e il <strong>Berliner Dom<\/strong>, il <strong>Castello di Charlottenburg<\/strong> e <strong>Potsdamer Platz.\u00a0 <\/strong>Cos\u00ec da sempre per una delle pi\u00f9 belle e pi\u00f9 partecipate maratone al mondo<strong>. <\/strong>E cos\u00ec anche oggi oggi con il solito, prevedibile, trionfo del Kenya.\u00a0 Niente record come da queste parti sono abituati ma comunque miglior tempo dell&#8217;anno sulla distanza di maratona. A tagliare per primo \u00e8 stato il trentenne <strong>Eliud Kipchoge <\/strong>in 2:04:01 che oggi \u00e8 arrivato al traguardo con le solette\u00a0 penzolanti perch\u00e8 dal settimo chilometro gli erano uscite dalla scarpe. Primo <strong>Kipchoge<\/strong> che gi\u00e0 aveva vinto a Londra ed \u00e8\u00a0alla sua quinta\u00a0vittoria su sei maratone corse, davanti al connazionale <strong>Eliud Kiptanui<\/strong>, secondo in 2:05:22. Terzo l&#8217;etiope <strong>Feyisa Lilesa<\/strong> con il tempo di 2:06:57. Tra le donne successo della kenyana <strong>Gladys Cherono<\/strong> (2:19:25) che ha preceduto le etiopi <strong>Aberu Kebede<\/strong> (2:20:48) e <strong>Meseret Hailu<\/strong> (2:24:33). Gloria keniana quindi. Anzi no, gloria per tutti a cominciare dalla nostra\u00a0<strong>\u00a0<span class=\"nero\">Deborah Toniolo<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/span><\/strong>all\u2019esordio nella 42 km tedesca, che si \u00e8 piazzata sedicesima in\u00a0 2h31\u201928<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0e per tutti <\/span>quelli che hanno tagliato il traguardo come sempre accade in maratona perch\u00e8 l&#8217;importante \u00e8 arrivare idipendentemente dal crono. Anche quando le cose si complicano pi\u00f9 del dovuto. Come \u00e8 successo ad <strong>Alex Zanardi<\/strong> che a 9 km dal traguardo \u00e8 rimasto senza la catena della sua Hand Bike. Era la sua prima volta aBerlino, citt\u00e0 dove era stato ricoverato dopo il suo incidente alle gambe: &#8220;Per quel che Berlino ha dato alla mia vita, non avanzo nulla- ha scritto in un tweet- Ma sportivamente parlando, la gara di oggi reclama vendetta! Ci vediamo nel 2016!&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Sar\u00e0 la storia, sar\u00e0 il miscuglio perfetto tra ci\u00f2 che c\u2019era e che poi \u00e8 stato distrutto e ci\u00f2 che \u00e8 stato ricostruito. Sar\u00e0 che\u00a0 hai spesso la sensazione di trovarti in una frontiera d\u2019avanguardia urbanistica dove la sperimentazione delle forme architettoniche si sposa con la razionalit\u00e0 tedesca.\u00a0E funziona. La quarantaduesima maratona di Berlino sembra quasi tenere insieme tutte\u00a0le anime di questa citt\u00e0 in perenne trasformazione. E\u2019\u00a0 legata a luoghi\u00a0della storia, fotografie di una metropoli\u00a0riunificata ma in qualche scorcio ancora da ricomporre. E non solo al Checkpoint Charlie. 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