{"id":17377,"date":"2015-09-28T19:14:11","date_gmt":"2015-09-28T17:14:11","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=17377"},"modified":"2015-09-28T19:38:16","modified_gmt":"2015-09-28T17:38:16","slug":"correre-sulladamello-la-magia-del-trail","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2015\/09\/28\/correre-sulladamello-la-magia-del-trail\/","title":{"rendered":"Correre sull&#8217;Adamello, la magia del trail"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/09\/600PX-adamello-ultra-trail-edizione-zero-2014-foto-archivio-Adamello-Ultra-Trail.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-17380\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/09\/600PX-adamello-ultra-trail-edizione-zero-2014-foto-archivio-Adamello-Ultra-Trail-300x200.jpg\" alt=\"600PX-adamello-ultra-trail-edizione-zero-2014-foto-archivio-Adamello-Ultra-Trail\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/09\/600PX-adamello-ultra-trail-edizione-zero-2014-foto-archivio-Adamello-Ultra-Trail-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/09\/600PX-adamello-ultra-trail-edizione-zero-2014-foto-archivio-Adamello-Ultra-Trail.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Pari.\u00a0 Dopo 180 chilometri, un dislivello\u00a0di 9500 metri e oltre 26 ore di gara l&#8217;altoatesino di Egna <strong>Jimmy Pellegrini<\/strong> e il bergamasco di Valgandino, <strong>Oliviero Bosatelli<\/strong>,\u00a0tagliano insieme il traguardo\u00a0in Piazza IV Luglio a Vezza D&#8217;Oglio. Niente volata.\u00a0Non ce n&#8217;\u00e8 bisogno,\u00a0pu\u00f2 bastare. \u00a0L&#8217; <strong>Adamello Ultra Trail<\/strong> finisce cos\u00ec. Ed \u00e8 un finale che spiega tante cose. Che spiega che differenza c&#8217;\u00e8 tra un trail, una corsa, una maratona. E&#8217; un altro mondo il trail.\u00a0 E non \u00e8 solo un fatto di scarpe. Un mondo che guarda all&#8217;ins\u00f9,\u00a0che conosce la fatica,\u00a0che si arrampica dove neppure si immagina. Un mondo che corre di notte, che dorme (poco) dove capita e che profuma di zuppe calde offerte nei rifugi. Un mondo\u00a0in solitaria, autosufficiente, dove i chilometri non sono tutti uguali e\u00a0spesso inifiniti,\u00a0dove le discese sono pi\u00f9 dure delle salite e dove il tempo che conta di pi\u00f9 \u00e8 quello scandito dal viaggiare delle nuvole che in alta montagna\u00a0fanno davvero paura. Domenica in <strong>Valcamonica<\/strong> la sfida era di centottanta chilometri da <strong>Ponte di Legno<\/strong> a <strong>Vezza d&#8217;Oglio<\/strong> passando da <strong>Tem\u00f9, Vione,\u00a0 Monno, Incudine, Edolo e Vermiglio<\/strong> . Centottanta chilometri tra i Parchi naturali dell\u2019Adamello e dello Stelvio proprio nel periodo pi\u00f9 bello, quello dove la luce della montagna \u00e8 pi\u00f9 chiara e quando i cervi vanno in amore. Centottanta chilometri tra le trincee della Grande guerra, la <strong>Guerra bianca<\/strong><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>che su queste cime si contendeva i confini tra l\u2019Italia e l\u2019Impero Austro-ungarico. Tra strade militari, fortezze, villaggi che testimoniano il passato della <strong>\u00abMuraglia Camuna\u00bb<\/strong> che serpeggia per chilometri tra rocce e cielo dalla <strong>Bocchetta di Valmassa<\/strong> al villaggio alpino di <strong>Montozzo<\/strong>, dai forti <strong>Mero<\/strong> e <strong>Zaccarana<\/strong> alla Citt\u00e0 morta. Una corsa\u00a0 attraverso un pezzo ancora vivo della nostra storia, che i nostri nonni e trisnonni ci hanno lasciato in eredit\u00e0, testamento di una lunga battaglia conservata nei Musei della Guerra Bianca di Tem\u00f9 e di Vermiglio.\u00a0Quasi un viaggio.\u00a0\u00a0Per gente tosta, per esperti di questa disciplina che in tutti i sensi \u00e8 una disciplina. E\u00a0\u00a0non c&#8217;era solo la 180 chilometri,\u00a0 ma anche una 70 che ha visto arrivare primo al traguardo <strong>Franco Coll\u00e8<\/strong> e anche una 30. Per la prima volta una &#8220;Trenta Trail&#8221;, organizzata da quel mito della maratona che \u00e8 il prfessor <strong>Gabriele Rosa, <\/strong>\u00a0che \u00e8 un&#8217;altra cosa ancora. Che magari far\u00e0 un po&#8217; storcere il naso ai duri e puri del trail ma che ha portato al via quasi 300 persone\u00a0su un tracciato con un dislivello di 550 metri,\u00a0 pi\u00f9 che sufficienti\u00a0per capire che la differenza c&#8217;\u00e8. Che queste sono corse e\u00a0mondi a parte. Dove il tempo vola via, dove\u00a0salite e sterrati ti lasciano senza fiato, dove si pu\u00f2 (e a volte si deve) anche camminare\u00a0e dove\u00a0il silenzio e lo spettacolo di ci\u00f2 che ti sta attorno diventano un fantastico anestetico alla fatica.\u00a0 Che i muscoli non dimenticano ma che ha un sapore tutto diverso&#8230;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Pari.\u00a0 Dopo 180 chilometri, un dislivello\u00a0di 9500 metri e oltre 26 ore di gara l&#8217;altoatesino di Egna Jimmy Pellegrini e il bergamasco di Valgandino, Oliviero Bosatelli,\u00a0tagliano insieme il traguardo\u00a0in Piazza IV Luglio a Vezza D&#8217;Oglio. Niente volata.\u00a0Non ce n&#8217;\u00e8 bisogno,\u00a0pu\u00f2 bastare. \u00a0L&#8217; Adamello Ultra Trail finisce cos\u00ec. Ed \u00e8 un finale che spiega tante cose. Che spiega che differenza c&#8217;\u00e8 tra un trail, una corsa, una maratona. E&#8217; un altro mondo il trail.\u00a0 E non \u00e8 solo un fatto di scarpe. 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