{"id":17394,"date":"2015-10-01T13:31:23","date_gmt":"2015-10-01T11:31:23","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=17394"},"modified":"2015-10-01T13:32:00","modified_gmt":"2015-10-01T11:32:00","slug":"un-braccialetto-per-triatleti-e-per-non-perdere-i-figli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2015\/10\/01\/un-braccialetto-per-triatleti-e-per-non-perdere-i-figli\/","title":{"rendered":"Un braccialetto per triatleti (e per non perdere i figli)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/10\/myone.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-17398\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/10\/myone-300x225.jpg\" alt=\"myone\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/10\/myone-300x225.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/10\/myone.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Entri nelle sede di una startup che ti devono raccontare e ti apre la porta il titolare: &#8221; C&#8217;\u00e8 un portone verde, scendo io&#8230;&#8221;. Chiss\u00e0 com&#8217;\u00e8 mai le persone non sono mai come ti immagini. E infatti <strong>Filippo Galbiati<\/strong> che, con due soci, si \u00e8 lanciato in questa avventura imprenditoriale non \u00e8 il signore di mezza et\u00e0 che ti aspetti. Lo segui su una scala a chiocchiola di metallo\u00a0 che porta nel suo ufficio e capisci che \u00e8 di una trib\u00f9 &#8220;amica&#8221; guardando le sue scarpe gialle da triathlon. Che mai ci fa un\u00a0 imprenditore\u00a0 con un paio di scarpe da triathlon ai piedi? &#8220;S\u00ec \u00e8 la mia passione- racconta- Ho cominciato negli Stati Uniti quando lavoravo l\u00e0 poi ovviamente ho continuato. Ma amo le distanze lunghe, mi piacciono gli ironman&#8230;&#8221;. E nei ha fatti parecchi. L&#8217;idea di un braccialetto che riportasse su una piastrina un telefono d&#8217;emergenza, generalit\u00e0 e una frase di quelle che, per uno che fa sport, ha sempre un significato particolare probabilmente \u00a0gli \u00e8 venuta durante gli infiniti allenamenti in bici.\u00a0E invece no. &#8221; In realt\u00e0 mi \u00e8 venuta perch\u00e9 avevo paura di perdere i miei figli quando andiamo in giro&#8230;&#8221; confessa. Gi\u00e0, i figli che ti volti un secondo e spariscono&#8230;Lapaura di ogni pap\u00e0, di ogni mamma. Cos\u00ec con\u00a0<strong>Andrea Nic\u00f2<\/strong> e <strong>Stefano Angelini<\/strong>, loro pure triatleti e maratoneti, \u00a0hanno deciso di provare a inventarsi<strong>\u00a0&#8220;MyOneTag&#8221; <\/strong>un braccialetto colorato di silicone con una piastrina in acciaio inox anallergico che ricorda tanto quelle piastrine che i marines dell&#8217;esercito americano portano al collo<strong>.\u00a0<\/strong> Filippo, Andrea e Stefano otto figli in tre. Piccoli, che poi a mamme e pap\u00e0 sono quelli che danno pi\u00f9 pensiero anche se i \u00abguai, magari pi\u00f9 seri, arrivano quando crescono. Per\u00f2 non c&#8217;\u00e8 genitore che non abbia la paura di perdere un figlio. In spiaggia, al centro commerciale, durante la visita a una citt\u00e0 straniera. \u00abE io mi ero stufato ogni volta di metter loro in tasca bigliettini da visita con i numeri di telefono- racconta\u00a0Galbiati- cos\u00ec ho pensato a un braccialetto che potese darmi una mano in un momento di emergenza&#8221;. Startup si dice oggi. In realta \u00e8 un&#8217;idea industriale una scommessa che pu\u00f2 diventare qualcosa di pi\u00f9. \u00abNoi ci crediamo &#8211; racconta <strong>Galbiati<\/strong> che ha lasciato il suo incarico da manager in una grande compagnia di telecomunicazioni e si \u00e8 messo in proprio -. Siamo partiti all&#8217;inizio di luglio con un investimento di 10mila euro e gi\u00e0 qualcosa comincia a muoversi. Non \u00e8 semplice cominciare una nuova attivit\u00e0 nel nostro Paese perch\u00e9, dalle banche ai costi di produzione, le difficolt\u00e0 non sono poche. Per\u00f2 alla fine siamo riusciti a far quadrare i conti e ora stiamo cominciando a capire come far conoscere il nostro prodotto\u00bb. L&#8217;idea \u00e8 semplice, l&#8217;uovo di Colombo. Per\u00f2 bisognava pensarci e tradurla in un&#8217;idea industriale.\u00a0E cos\u00ec \u00e8 stato. Si fa tutto sul sito di<strong> \u00abMyOneTag\u00bb <\/strong>\u00a0(http:\/\/myonetag.com)<strong> .<\/strong> Si capisce come funziona, si progetta il braccialetto, si sceglie il colore, si scrivono le informazioni utili e si ordina. \u00ab\u00c8 cos\u00ec &#8211; spiega <strong>Galbiati<\/strong> -. Molte le richieste che arrivano per proteggere i bimbi ma anche da parte di sportivi, triatleti che scrivono sulla targhetta il numero di telefono della moglie o di chi deve essere avvisato in caso succeda qualcosa ma anche solo una frase a cui sono legati. Stanno aumentando per\u00f2 \u00a0anche le persone che segnalano le allergie e c&#8217;\u00e8 chi inserisce il gruppo sanguigno anche se oggettivamente \u00e8 inutile, perch\u00e9 \u00e8 impossibile che un medico faccia mai una trasfusione basandosi sulle indicazioni di una targhetta. Qualcuno poi lo usa anche per scrivere frasi d&#8217;amore e ne abbiamo anche una serie con i colori delle squadre di calcio. Ma l\u00ec le frasi vanno scelte tra quelle pre-stampate\u00bb. Sicurezza, sport, amore e tifo ma anche progetti che presto protebbero abbracciare anche altre necessit\u00e0 e aprono il campo a nuovi usi: \u00abCi stiamo lavorando &#8211; spiega il Ceo di<strong> \u201cMyOneTag\u201d<\/strong> -. Stiamo contattando alcune associazioni perch\u00e9 ci \u00e8 arrivata qualche richiesta da parte di persone che vorrebbero usarlo per aiutare persone anziane magari con problemi di Alzheimer. Un discorso completamente diverso \u00e8 quello di inserire nella targhetta un codice a barre che permetta in casi di urgenza di accedere alla cartella clinica di una persona quando c&#8217;\u00e8 un&#8217;urgenza. Ne abbiamo parlato e magari in futuro potrebbe essere un&#8217;opzione, ma per ora non \u00e8 un progetto. Anche perch\u00e9 noi volevamo un creare un prodotto il pi\u00f9 semplice possibile e per ora va bene cos\u00ec&#8230;\u00bb. Dal momento dell&#8217;ordine che viene fatto on line, sul sito, al momento della consegna a casa passano cinque giorni: \u00abS\u00ec, MyOneTag costa 19 euro &#8211; spiega Galbiati &#8211; e per ora la spedizione \u00e8 gratuita. Abbiamo cercato di accorciare il pi\u00f9 possibile i tempi e ora stiamo pensando di concludere qualche accordo con profumerie, centri commerciali o negozi sportivi per permettere di fare ordini anche l\u00ec\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Entri nelle sede di una startup che ti devono raccontare e ti apre la porta il titolare: &#8221; C&#8217;\u00e8 un portone verde, scendo io&#8230;&#8221;. Chiss\u00e0 com&#8217;\u00e8 mai le persone non sono mai come ti immagini. E infatti Filippo Galbiati che, con due soci, si \u00e8 lanciato in questa avventura imprenditoriale non \u00e8 il signore di mezza et\u00e0 che ti aspetti. Lo segui su una scala a chiocchiola di metallo\u00a0 che porta nel suo ufficio e capisci che \u00e8 di una trib\u00f9 &#8220;amica&#8221; guardando le sue scarpe gialle da triathlon. 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