{"id":17419,"date":"2015-10-04T17:12:38","date_gmt":"2015-10-04T15:12:38","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=17419"},"modified":"2015-10-04T17:20:16","modified_gmt":"2015-10-04T15:20:16","slug":"vince-il-lombardia-nibali-in-lacrime","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2015\/10\/04\/vince-il-lombardia-nibali-in-lacrime\/","title":{"rendered":"Vince il Lombardia: Nibali in lacrime&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/10\/Il_Lomba.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-17420\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/10\/Il_Lomba-300x200.jpg\" alt=\"&quot;Il Lombardia&quot; cycling race\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/10\/Il_Lomba-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/10\/Il_Lomba-1024x683.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Dopo la rabbia della Vuelta e la delusione del mondiale il Lombardia di <strong>Vincenzo Nibali<\/strong> finisce in lacrime. Lacrime di gioia che firmano il riscatto di una stagione storta. Firmano una giornata storica del nostro ciclismo che non vinceva una classica da\u00a0anni, da quando\u00a0 quattro anni fa <strong>Enrico Gasparotto<\/strong> vinceva l&#8217;Amstel Gold race , da quando otto anni fa sul \u00a0traguardo di Como arriv\u00f2 per primo <strong>Damiano Cunego<\/strong>. Preistoria. Ma oggi il presente parla la lingua di un campione che dopo la squalifica spagnola aveva la rabbia in corpo. Tre volte \u00e8 scattato sul Civiglio, la penuntima salita. Tre volte ha cercato di scrollarsi di dosso <strong>Tibaud Pinot<\/strong> il francese che non lo ha mollato un attimo. Poi \u00e8 partito in discesa con una serie di curve e di accelerazioni da far mancare il fiato. Uno spettacolo. L&#8217;essenza di uno sport che questo magnifico Lombardia ha esaltato, metro dopo metro, tornante dopo tornante fin su quel muro di Sormano che \u00e8 il punto di non ritorno per le gambe e il cuore di chi \u00e8 in cerca di gloria.\u00a0 Ma <strong>Nibali<\/strong> oggi aveva deciso di scrivere un pagina importante della sua carriera. Lo sapeva che avrebbe vinto. Lo sapeva anche quando sull&#8217;ultimo strappo del San Fermo lo spagnolo <strong>Dani Moreno<\/strong> gli \u00e8 arrivato a una dozzina di secondi. Pochi, tanto da vederlo laggi\u00f9 in fondo prima dell&#8217;ultimo rettilineo. Inutile. Il campione siciliano aveva un conto da regolare. Aveva un credito da riscuotere e aveva tanta voglia di mettere in chiaro le cose. Serviva la vittoria in una classica-monumento. Serviva mettere in bacheca anche il Lombardia numero 109. Serviva vincere cos\u00ec, con un finale che \u00e8 l&#8217;essenza del ciclimo che sanno regalare solo i fuoriclasse. Serviva far finalmente suonare l&#8217;Inno di Mameli in mondovisione. Serviva vincere oggi nel giorno del compeanno di sua moglie. E servivano anche le lacrime prima di salire sul podio. Il Tour? La Vuelta? Il mondiale&#8230;Ormai sono alle spalle. Il prossimo anno lo aspettano il Giro e i Giochi di Rio<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Dopo la rabbia della Vuelta e la delusione del mondiale il Lombardia di Vincenzo Nibali finisce in lacrime. Lacrime di gioia che firmano il riscatto di una stagione storta. Firmano una giornata storica del nostro ciclismo che non vinceva una classica da\u00a0anni, da quando\u00a0 quattro anni fa Enrico Gasparotto vinceva l&#8217;Amstel Gold race , da quando otto anni fa sul \u00a0traguardo di Como arriv\u00f2 per primo Damiano Cunego. Preistoria. Ma oggi il presente parla la lingua di un campione che dopo la squalifica spagnola aveva la rabbia in corpo. Tre volte \u00e8 scattato sul Civiglio, la penuntima salita. 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