{"id":17444,"date":"2015-10-08T17:10:55","date_gmt":"2015-10-08T15:10:55","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=17444"},"modified":"2015-10-08T18:51:08","modified_gmt":"2015-10-08T16:51:08","slug":"moser-lora-e-la-sua-bici-diventano-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2015\/10\/08\/moser-lora-e-la-sua-bici-diventano-storia\/","title":{"rendered":"Moser, l&#8217;Ora e la sua bici diventano storia"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/10\/mos.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-17446\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/10\/mos-300x207.jpg\" alt=\"mos\" width=\"300\" height=\"207\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/10\/mos-300x207.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/10\/mos.jpg 495w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Oggi 51.151 e\u2019 il nome di uno spumante. Ma il 23 gennaio di trentuno anni fa era il nuovo record dell\u2019ora. Tenuto ben stretto dalle mani grandi di <strong>Francesco Moser<\/strong> che, rispetto a quel giorno a <strong>Citt\u00e0 del Messico,<\/strong> avr\u00e0 anche i capelli bianchi e qualche ruga in pi\u00f9 ma in fondo \u00e8 rimasto lo stesso. Stessa caparbiet\u00e0 di chi \u00e8 diventato grande badando al sodo, stessa faccia scavata di chi ancora pedala. Francesco come il Bufalo Bill di un altro <strong>Francesco (de Gregori<\/strong>) \u201cuna locomotiva con la strada segnata&#8221; che ora diventa un pezzo della storia dell&#8217;industria italiana. Non Francesco, che un pezzo della storia sportiva di questo Paese gi\u00e0 l&#8217;ha firmata. Ma la sua bici. Quell&#8217;attrezzo strano, capolavoro di ingegneria e di audacia, madre di tutte le moderne bici da crono, ora diventa pezzo da espsosizione. <strong>&#8220;Il grande gioco dell&#8217;industria, Cinquanta + uno oggetti che hanno fatto la storia dell&#8217;impresa italiana&#8221;<\/strong>\u00a0 \u00e8 il titolo della mostra organizzata da Museimpresa\u00a0 allo spazio Folli 50.0 di Milano dove sar\u00e0 esposta anche la bici dell&#8217;Ora. Nella rassegna, curata da\u00a0\u00a0<strong>Francesca Molteni<\/strong> e che rester\u00e0 aperta dal 9 al 31 ottobre, saranno presentati al pubblico oggetti icona che raccontano il Made in Italy, ma anche la storia della cultura e della societ\u00e0 italiana. &#8220;Un appuntamento cui non poteva mancare &#8211; si legge in una \u00a0nota &#8211; l&#8217;archivio storico di <strong>Fondazione Fiera Milano,<\/strong> che partecipa alla mostra con le immagini di un oggetto che unisce il miglior design italiano alla pi\u00f9 alta tecnologia: la bicicletta con cui <strong>Francesco Moser<\/strong> nel 1984 stabil\u00ec il nuovo record dell&#8217;ora \u00a0a Citt\u00e0 del Messico. Si tratt\u00f2 di un evento storico per il ciclismo tricolore. Quell&#8217;anno, nella capitale messicana, non fu solo il record dell&#8217;ora a cambiare pagina con Moser che strapp\u00f2 il primato al &#8216;cannibale&#8217;<strong> Eddy Merckx<\/strong> che lo \u00a0aveva realizzato 12 anni prima. Quell&#8217;anno cambi\u00f2 radicalmente anche il modo di correre, con le biciclette trasformate in oggetti velocissimi, collaudati nella galleria del vento e dotati per la prima volta di ruote lenticolari: un&#8217;autentica rivoluzione \u00a0del pedale&#8221;. Anni dopo il suo trionfo, Moser volle omaggiare la Fiera di Milano con un delle biciclette utilizzata nella sua impresa.\u00a0 E ora, in un certo senso, il cerchio si chiude.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Oggi 51.151 e\u2019 il nome di uno spumante. Ma il 23 gennaio di trentuno anni fa era il nuovo record dell\u2019ora. Tenuto ben stretto dalle mani grandi di Francesco Moser che, rispetto a quel giorno a Citt\u00e0 del Messico, avr\u00e0 anche i capelli bianchi e qualche ruga in pi\u00f9 ma in fondo \u00e8 rimasto lo stesso. Stessa caparbiet\u00e0 di chi \u00e8 diventato grande badando al sodo, stessa faccia scavata di chi ancora pedala. 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