{"id":17470,"date":"2015-10-12T18:08:15","date_gmt":"2015-10-12T16:08:15","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=17470"},"modified":"2015-10-12T23:26:19","modified_gmt":"2015-10-12T21:26:19","slug":"the-program-la-solita-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2015\/10\/12\/the-program-la-solita-storia\/","title":{"rendered":"&#8220;The Program&#8221;, la solita storia&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/10\/12144725_1009419445777611_7136545565180653293_n.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-17477\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/10\/12144725_1009419445777611_7136545565180653293_n-300x210.png\" alt=\"12144725_1009419445777611_7136545565180653293_n\" width=\"300\" height=\"210\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/10\/12144725_1009419445777611_7136545565180653293_n-300x210.png 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/10\/12144725_1009419445777611_7136545565180653293_n.png 960w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u201cThe Program\u201d<\/strong> \u00e8 tutto un programma. Per\u00f2 scontato.\u00a0 E come una di quelle grandi tappe di montagna dove si annunciano sfracelli poi per\u00f2 tutti hanno paura, si controllano e non accade nulla. E si resta con l\u2019amaro in bocca. C\u2019era tanta attesa per capire come <strong>Stephen Frears<\/strong> avrebbe raccontato la vicenda di <strong>Lance Armstrong<\/strong>, il \u201c grande inganno\u201d come recita la locandina del film sul campione texano uscito la settimana scorsa anche nelle sale italiane. Ma si esagera sempre un po\u2019 presentando le cose. A volte troppo. E cos\u00ec poi capita che l\u2019attesa lasci spazio alla delusione o quantomeno perplessi. A breve distanza da \u201cThe Armstrong lie\u201d, con il quale gi\u00e0 <strong>Alex Gibney<\/strong>, in un documentario aveva scandagliato il \u201cGrande Bugiardo\u201d, il 74enne regista inglese di \u201cThe Queen\u201de \u201cPhilomena\u201d firma una cronaca puntuale di ci\u00f2 che in realt\u00e0 gi\u00e0 si sapeva, che gi\u00e0 aveva scritto nel suo libro il giornalista del Sunday Thimes <strong>David Walsh<\/strong> da cui poi <strong>John Hodge<\/strong> ha tratto la sceneggiatura. Vent\u2019anni di vita in poco meno di due ore: troppo poco e troppo in fretta. \u00a0Ben documentati e ben girati perch\u00e9 la prima ripresa in camera car che ripende una discesa dal Galibier ti lascia senza fiato e perch\u00e9 le immagini delle gare che si inseguono con i filmati delle imprese al tour del campione texano sono sempre credibili. Ma \u00e8 sempre come se mancasse qualcosa. Manca qualcosa a <strong>Ben Foster<\/strong>, che avr\u00e0 anche passato sei settimane in bici sulle montagne del Colorado per imitare la postura in sella del texano e si sar\u00e0 anche dopato per entrare nel personaggio come ha raccontato, ma non ha il carisma e gli occhi di ghiaccio che servivano. Perch\u00e9 poi la differenza \u00e8 tutta l\u00ec, \u00a0gli manca l&#8217;anima.\u00a0\u00a0E manca tutto a <strong>Guillaume\u00a0Canet<\/strong> che riduce a una macchietta fastidiosa il dottor\u00a0<strong>Michele Ferrari\u00a0\u00a0<\/strong>i cui legali hanno gi\u00e0 chiesto il sequestro del film citando per danni il ditributore Videa. Infine sono a dir poco imbarazzanti le venti comparse che pedalano in gruppo a cominciare da chi fa sembrare una caricatura anche <strong>Alberto Contador<\/strong>. Gli unici a salvarsi sono <strong>Chris O&#8217; Dowd, <\/strong>\u00a0che nei panni del cronista del Sunday Thimes che scoperchia il pentolone ci sta davvero comodo, e <strong>Jesse Plemons<\/strong> perfetto e credibile nell&#8217;impersonare dubbi e tormenti del mormone <strong>Floyd Landis<\/strong> vincitore di un\u00a0Tour nel 2006 che poi gli fu tolto.\u00a0 Discorso a parte per <strong>Dustin Hoffman<\/strong> nei panni dell&#8217;assicuratore Bob Hamman che \u00e8 solo uno spreco. Ma al di l\u00e0 di tutto,\u00a0 dei personaggi, di un tumore raccontato come\u00a0fosse un&#8217; influenza, di una fondazione che ha dato la forza a migliaia di persone di lottare contro il cancro liquidata come una slot machine,\u00a0 del sospetto a prescindere, ci\u00f2\u00a0a cui <strong>The Program\u00a0<\/strong> non d\u00e0 risposta \u00e8 il dubbio di\u00a0 sempre: <strong>Armstrong<\/strong> ha vinto sette Tour de France solo perch\u00e8\u00a0si dopava o ha scritto la storia del\u00a0ciclismo moderno perch\u00e8 ha fatto ci\u00f2 che in quell&#8217;epoca facevano tutti per\u00f2 era anche un campione?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u201cThe Program\u201d \u00e8 tutto un programma. Per\u00f2 scontato.\u00a0 E come una di quelle grandi tappe di montagna dove si annunciano sfracelli poi per\u00f2 tutti hanno paura, si controllano e non accade nulla. E si resta con l\u2019amaro in bocca. 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