{"id":1748,"date":"2011-03-28T16:29:15","date_gmt":"2011-03-28T15:29:15","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=1748"},"modified":"2011-03-28T20:15:00","modified_gmt":"2011-03-28T19:15:00","slug":"da-mora-a-poli-da-de-castella-a-bordin-a-tergat-40-anni-di-stramilano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2011\/03\/28\/da-mora-a-poli-da-de-castella-a-bordin-a-tergat-40-anni-di-stramilano\/","title":{"rendered":"Da Mora a Poli, da De Castella a Bordin a Tergat: 40 anni di Stramilano"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2011\/03\/GalleryAgonisticaStory.jpg\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2011\/03\/GalleryAgonisticaStory-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1753\" \/><\/a>Stramilano ultimo atto. Chiudo questa settimana dedicata alla gara della mia citt\u00e0 con ricordo di cosa \u00e8 stata questa corsa per Milano. Quarant&#8217;anni in cui \u00e8 cambito tutto. Sono cambiati gli atleti,\u00a0 le scarpe, i tessuti delle maglie e ei tempi. Ma sono cambiati anche i milanesi e la citt\u00e0 che, come ricorda Camillo Onesti, 85 primavere portate con l&#8217;energia di chi ancora corre, \u00e8 diventata un po&#8217; pi\u00f9 grezza.\u00a0 Certo, come spesso capita, i ricordi tendono a tingersi di colori pi\u00f9 dolci di quello che magari erano in realt\u00e0 per il solo fatto che\u00a0 ci riportano indietro negli anni e alla nostra giovent\u00f9. Ma che Milano sia diversa \u00e8 un fatto. E che sia un po&#8217; meno romantica di 40 anni fa pure.\u00a0Per\u00f2\u00a0la Stramilano resta la Stramilano e anche quest&#8217;anno ha portato al via mezza citt\u00e0, anche se sui tavoli dei ristori  non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 il latte della Centrale e l&#8217;Ovolmaltina ma gli integratori e gli energy drink<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dicono che la vita cominci a quarant\u2019anni e sar\u00e0 cos\u00ec anche per la Stramilano che quest\u2019anno spegne quaranta candeline. Quaranta arrivi e quaranta partenze che segnano, passo passo, la storia di una citt\u00e0 che con questa maratonina ha imparato a correre e ad applaudire i grandi campioni del mezzofondo che, da queste parti, spesso hanno frantumato record che ancora oggi resistono. Alzi la mano chi tra i milanesi, almeno una volta nelle sua vita, alla vigilia della Stramilano non si sia mai sentito chiedere: \u00abMa tu la fai la Stramilano?&#8230;\u00bb. E certo che la faccio&#8230; Perch\u00e8 se si d\u00e0 un\u2019occhiata ai numeri ci si rende conto che l\u2019hanno proprio corsa in tanti. A naso pi\u00f9 di due milioni di persone che (sempre a naso) sono tutti gli abitanti della citt\u00e0 pi\u00f9 un bel po\u2019 di quelli dell\u2019hiterland. Ognuno con le sue storie, le sue ambizioni, la sua sfida e il suo tempo di gara ad arricchire un albo d\u2019oro che \u00e8 anche (e soprattutto) una grande, initerrotta pagina di costume che racconta come \u00e8 cambiata Milano in tutti questi anni. Un affresco che, dai colori un po\u2019 freddini delle foto digitali dello scorso anno, ci riporta al bianco e nero dei rullini Ferrania dell\u2019inizio degli anni \u201970. Quanrant\u2019anni e non sentirli per\u00f2. Quarant\u2019anni che dal passaparola che aveva permesso ai pionieri del gruppo alpinistico Fior di Roccia e ad altri pochi clandestini di radunarsi una sera di 40 anni fa per la prima edizione arrivano quest\u2019anno a fare i conti con le applicazioni dell\u2019iPhone. Da scaricare per vedere il percorso, collegarsi a Facebook e scambiarsi consigli e altre diavolerie che permetteranno, come si usa dire oggi, di \u00abinteragire\u00bb con la corsa. Altri tempi quelli di allora e un\u2019altra citt\u00e0. Era il 1970, ma sarebbe pi\u00f9 esatto dire \u00abcorreva\u00bb l\u2019anno 1970, quando un gruppo di amici si stava riposando dalle fatiche della Milano-Proserpio, una 43 chilometri che si disputava di notte. Renato Cepparo, Camillo Onesti, Francesco Alzati, Luigi Mauri, Aldo Gelosa e Michele Mesto concordarono sul fatto che a Milano doveva rivivere una gara di quelle che si svolgevano durante la seconda Guerra Mondiale. E fu la Stramilano. \u00abL\u2019anno dopo 3.500 persone col pettorale erano al via in viale Suzzani &#8211; ricorda Camillo Onesti che a 85 anni ha lo stesso entusiamo di allora e di quando vinceva le medaglie olimpiche allenando la squadra azzurra di sci fondo femminile &#8211; Si correva di sera attraverso i viali della circonvallazione per 26 chilometri. E ognuno faceva un po\u2019 quello che poteva. Avevamo inventato la prima gara podistica non competitiva in Italia e c\u2019era un entusiasmo indescrivibile&#8230;\u00bb. Una festa fatta di canzoni, di gente che si improvvisava pantaloni e gilet, con scarpe da tennis di gomma e stoffa. Altro che le tomaie in goretex, il gel e le suole antishock che si usano oggi. \u00abEra una citt\u00e0 soprattutto pi\u00f9 educata &#8211; ricorda Onesti &#8211; Pi\u00f9 curiosa e bendisposta e che ancora aveva rispetto delle divise dei ghisa. La Stramilano passava e sui lati delle strade la gente si sporgeva per vedere cosa stava succedendo. E applaudiva&#8230;\u00bb. Oggi non sempre va cos\u00ec, ma anche se la citt\u00e0 \u00e8 cambiata, la Stramilano \u00e8 rimasta e si continua a correre. Un fiume di persone. Un fiume di cinquantamila appassionati che per una mattina invadono la citt\u00e0 e un po\u2019 se la riprendono. Dal Duomo all\u2019Arena fermandosi sui tavoli dei ristori di viale Abruzzi che una volta distribuivano acqua, latte della Centrale e Ovolmaltina e oggi dispensano invece barrette e integratori idrosalini. I tempi cambiano. Addio ai gadgets un po\u2019 retr\u00f2, che facevano tanto Fiera Campionaria quando ogni sciocchezza regalata negli stand sembrava chiss\u00e0 che, per fare spazio nella sacca di gara alla maglia \u00abtecnica\u00bb, alle creme all\u2019ozono e agli snack con carboidrati e aminoacidi per quelli che corrono sul serio. S\u00ec perch\u00e8 Milano, con la Stramilano, \u00e8 diventata la capitale della corsa popolare ma anche di quella agonistica. \u00abDa qui, da questa mezza maratona &#8211; spiega Onesti &#8211; sono partiti tutti i pi\u00f9 grandi mezzofondisti dell\u2019atletica mondiale: dai nostri Fava, Bordin, Poli, Cova, Pizzolato e Baldini ai grandi stranieri come De Castella, Kedir, Tanui e Tergat. Gente che ha fatto la storia di uno sport che la Stramilano ha contribuito a far conoscere\u00bb. Un elenco di trionfi indimenticabili aperte nel \u201976 con la vittoria di Victor Mora, un colombiano che si mise alle spalle i nostri Ciondolo e Fava. Foto in bianco e nero. Come quella di Gelindo Bordin che vince e abbraccia Salvatore Bettiol che gli arriva dietro nel 1987 e quelle di \u00abdiesel\u00bb Francesco Panetta che la Stramilano non l\u2019ha mai vinta anche se per due volte \u00e8 finito sul podio. Ma la storia \u00e8 soprattutto quella degli Anni \u201990, dei sei sigilli consecutivi di Paul Tergat, uno dei pi\u00f9 forti atleti keniani di sempre che nel 1998 firma la miglior prestazione mondiale sulla mezza maratona con quel 59\u201917\u201c rimasto imbattutto e inavvicinabile fino a poco tempo fa. \u00abE la leggenda continuer\u00e0 per altri 40 anni &#8211; assicura Camillo Onesti &#8211; perch\u00e8 in realt\u00e0 la Stramilano \u00e8 appena nata. Altro che quarant\u2019anni&#8230;\u00bb<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Stramilano ultimo atto. Chiudo questa settimana dedicata alla gara della mia citt\u00e0 con ricordo di cosa \u00e8 stata questa corsa per Milano. Quarant&#8217;anni in cui \u00e8 cambito tutto. Sono cambiati gli atleti,\u00a0 le scarpe, i tessuti delle maglie e ei tempi. 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