{"id":17585,"date":"2015-10-27T15:55:32","date_gmt":"2015-10-27T14:55:32","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=17585"},"modified":"2015-10-27T15:55:32","modified_gmt":"2015-10-27T14:55:32","slug":"muoversi-e-una-medicina-e-fa-crescere-il-pil","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2015\/10\/27\/muoversi-e-una-medicina-e-fa-crescere-il-pil\/","title":{"rendered":"&#8220;Muoversi \u00e8 una medicina e fa crescere il Pil&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/10\/nerio.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-17589\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/10\/nerio-225x300.jpg\" alt=\"nerio\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/10\/nerio-225x300.jpg 225w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/10\/nerio.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>E&#8217; l&#8217;intuizione che fa la differenza. Cogliere l\u2019attimo, trasformarlo nell\u2019opportunit\u00e0 di una vita, costruircela sopra una vita. O un\u2019azienda. Magari partendo da un progetto pensato e realizzato nel garage sotto casa a Cesena perch\u00e9 poi molte grandi storie industriali cominciano proprio cos\u00ec. \u00c8 la storia di <strong>Nerio Alessandri<\/strong>, 54 anni, ingegnere con la \u00abfissa\u00bb dello sport, il pi\u00f9 giovane cavaliere del lavoro nella storia della nostra Repubblica, l\u2019uomo che con due milioni e 800mila vecchie lire, i risparmi che aveva messo da parte prima di sposarsi, ha creato nel 1983 la <strong>Technogym.<\/strong> Un colosso mondiale che oggi d\u00e0 lavoro a pi\u00f9 di duemila dipendenti, che ha 14 filiali tra Europa, Stati Uniti, Asia e medio Oriente e che fa \u00abmuovere\u00bb con i suoi attrezzi 35 milioni di persone.\u00a0 Una sfida quando ancora le sfide non si chiamavano start up, cominciata proprio scrutando una macchina per l\u2019impacchettamento della frutta in un\u2019azienda di Forl\u00ec dove a vent\u2019anni lavorava per mantenersi agli studi. Intuizione e passione, gira tutto intorno l\u00ec. Che fanno la differenza e soprattutto fanno crescere un\u2019idea che diventa il primo \u00abtapis roulant\u00bb costruito assemblando materiali d\u2019occasione che poi diventano 150 commesse commissionate da una palestra del Cesenate. Ed \u00e8 come quando su un \u00abtappeto\u00bb si schiacchia lo &#8220;start&#8221; per iniziare a muoversi. Si comincia piano, un po\u2019 incerti poi piano piano la velocit\u00e0 aumenta e diventa corsa. \u00c8 l\u2019inizio di un\u2019avventura che oggi \u00e8 diventata patrimonio industriale italiano. Come sempre chi ci crede ce la fa. Anche se molto spesso crederci non basta&#8230; \u00abCerto le intuizioni sono importanti ma per costruire qualcosa, per fare impresa oggi in Italia \u00e8 l\u2019approccio che fa la differenza\u00bb.<\/p>\n<blockquote><p><strong>Le opportunit\u00e0 ci sono o bisogna essere capaci di andarsele a cercare?<\/strong><br \/>\n\u00abLe opportunit\u00e0 sono sempre le stesse. Cos\u00ec era negli anni passati, cos\u00ec nel 2010, cos\u00ec oggi e cos\u00ec sar\u00e0 nel 2020. Sono gli scenari che cambiano. Ma la differenza la fa sempre l\u2019atteggiamento. Non \u00e8 un\u2019era che decreta un successo\u00bb.<br \/>\n<strong>E per farcela come dev\u2019essere l\u2019atteggiamento?<\/strong><br \/>\n\u00abFare impresa in Italia oggi \u00e8 come correre su un tapis roulant con un zaino sulle spalle pieno di pietre\u00bb.<br \/>\n<strong>Quindi \u00e8 dura?<\/strong><br \/>\n\u00abCerto non \u00e8 un vantaggio ma non \u00e8 detto che sia un male. E allora torna il discorso del giusto approccio. Per molti cominciare un\u2019avventura cos\u00ec \u00e8 negativo, \u00e8 un problema perch\u00e9 in Italia siamo abituati a ragionare cos\u00ec. Per qualcun altro invece, soprattutto se parliamo di start up, \u00e8 un bene perch\u00e9 significa che c\u2019\u00e8 meno concorrenza\u00bb.<br \/>\n<strong>Una sorta di selezione naturale?<\/strong><br \/>\n\u00abNon so dire, per\u00f2 spesso una situazione di difficolt\u00e0 pu\u00f2 diventare un\u2019opportunit\u00e0. Bisogna sempre essere positivi\u00bb.<br \/>\n<strong>Per\u00f2 qualcosa manca&#8230;<\/strong><br \/>\n\u00abManca il &#8220;venture capital&#8221; perch\u00e9 sono pochi quelli che hanno il coraggio di rischiare, mancano le universit\u00e0 che facciano da incubatori per le nuove imprese\u00bb.<br \/>\n<strong>E ai giovani cosa suggerisce?<\/strong><br \/>\n\u00abDi guardare il mondo e non l\u2019Italia, di andare all\u2019estero per\u00f2 poi di tornare. E noi dobbiamo metterli in condizioni di tornare. La sfida \u00e8 questa\u00bb.<br \/>\n<strong>Per fare cosa?<\/strong><br \/>\n\u00abIl nostro Paese offre opportunit\u00e0 fantastiche per fare impresa nel turismo, nella qualit\u00e0 della vita, nella cultura e nel benessere. In questi settori non ci batte nessuno, anzi ci invidiano tutti ma noi non siamo pi\u00f9 capaci di capitalizzare\u00bb.<br \/>\n<strong>Questo per\u00f2 non \u00e8 un problema da poco.<\/strong><br \/>\n\u00abNo, manca anche un po\u2019 di fiducia. Fare impresa \u00e8 come fare i figli, se non c\u2019\u00e8 fiducia non ci si prova\u00bb.<br \/>\n<strong>Ma la sua \u00e8 l\u2019azienda dove c\u2019\u00e8 il pi\u00f9 alto numero di dipendenti con figli.<\/strong><br \/>\n\u00abVero. Siamo anche una delle aziende dove l\u2019et\u00e0 media \u00e8 pi\u00f9 bassa, trent\u2019anni o poco pi\u00f9\u00bb.<br \/>\n<strong>E questo cosa significa?<\/strong><br \/>\n\u00abSignifica che il futuro \u00e8 lavorare con i giovani. Si impara molto da loro. Sono pi\u00f9 fluidi, pi\u00f9 veloci nel pensiero, sono digitali\u00bb.<br \/>\n<strong>Per\u00f2 molti dicono che i giovani oggi sono una generazione comoda, un po\u2019 viziata.<\/strong><br \/>\n\u00abNon \u00e8 vero. Vedo tanti giovani in giro che hanno fame, che hanno curiosit\u00e0, voglia di esplorare. Il vero problema \u00e8 che spesso si spengono perch\u00e9 non viene dato loro un progetto. Non viene dato loro un sogno\u00bb.<br \/>\n<strong>E come si fa?<\/strong><br \/>\n\u00abBisogna sempre guardare un po\u2019 avanti, giocare d\u2019anticipo. La chiave \u00e8 l\u2019innovazione. Anche nei prodotti ovviamente. Le faccio un esempio: se uno dei nostri attrezzi ha successo, se va bene sul mercato per noi significa che va cambiato. Lo dico sempre ai miei collaboratori: &#8220;Se funziona vuol dire che \u00e8 gi\u00e0 vecchio&#8221;. Ora siamo un\u2019azienda digitale e i display dei nostri prodotti devono essere capaci di dialogare con smartphone, internet. Guai a fermarsi\u00bb.<br \/>\n<strong>E a Rio per le prossime olimpiadi Technogym allestir\u00e0 il villaggio olimpico a barra da Tijuca.<\/strong><br \/>\n\u00abS\u00ec, \u00e8 la nostra sesta partecipazione ai Giochi olimpici dopo Sydney, Atene, Torino, Pechino e Londra. \u00c8 motivo di orgoglio ma anche uno stimolo. E poi nello sviluppo dei prodotti il feedback che viene dall\u2019agonismo e dagli atleti per noi \u00e8 fondamentale. Come la collaborazione che da anni ormai va avanti nel calcio con Barcellona, Real Madrid, Milan, Inter e Juentus nel calcio. Anche se i nostri attrezzi sono presenti in tutti gli spor<br \/>\n<strong>Giovani, anziani, sportivi, salutisti e mode. Come \u00e8 cambiato il concetto di benessere in questi anni?<\/strong><br \/>\n\u00ab\u00c8 cambiato totalmente. Oggi il vero lusso \u00e8 la salute. Negli anni passati fare movimento serviva pi\u00f9 per apparire, adesso \u00e8 per stare bene. Vent\u2019anni fa non si muoveva nessuno, dieci anni fa qualcuno, da cinque si muovono quasi tutti o almeno ci provano. \u00c8 cambiata la cultura del benessere che \u00e8 diventato un po\u2019 come lavarsi i denti. Il movimento \u00e8 un medicinale potentissimo che aiuta testa e cuore\u00bb.<br \/>\n<strong>Un farmavo quindi?<\/strong><br \/>\n\u00abIo ho una mia teoria ed \u00e8 quella che il Pil di un Paese cresce in relazione al movimento delle persone. Se in Italia tutti facessero le scale anzich\u00e9 usare gli ascensori o tutti andassero a lavorare in bici noi avremmo un prodotto interno lordo molto pi\u00f9 elevato\u00bb.<br \/>\n<strong>Non c\u2019\u00e8 la prova per\u00f2..<\/strong><br \/>\n\u00ab\u00c8provato che se le persone sono annoiate, pigre e non si muovono non sono energiche e non producono. Mentre nell\u2019ipotesi contraria le produzioni migliorano\u00bb.<br \/>\n<strong>E infatti nella sua azienda non c\u2019\u00e8 una sedia.<\/strong><br \/>\n\u00abNo da noi non ci sono sedie. I nostri 2100 dipendenti si siedono sulle wellness ball che sono dei palloni che permettono di fare esercizio anche da seduti. Cos\u00ec otto ore di lavoro diventano otto ore di movimento. Da noi negli ascensori abbiamo cartelli stilizzati che invitano tutti a usare le scale, abbiamo un campo di basket, una pista di atletica, un ristorante a chilometro zero con menu vegetariano, un campus wellness, un parco da 18 ettari, una struttura in legno e vetri dove tutti possono vedere tutto&#8230;\u00bb.<br \/>\n<strong>\u00c8 la filosofia del wellness?<\/strong><br \/>\n\u00abNel 1992 il\u00a0 wellness nessuno sapeva cosa fosse. Noi lo abbiamo inventato e brevettato. Tutti pensano sia il fitness, che \u00e8 la cultura edonistica del bel corpo, e invece \u00e8 tutt\u2019altra cosa. \u00c8 uno stile di vita a 360 gradi, \u00e8 il sentirsi bene e in forma nella vita ma anche a casa, in famiglia sul luogo di lavoro\u00bb.<br \/>\n<strong>Il \u00abmens sana in corpore sano\u00bb dei latini?<\/strong><br \/>\n\u00abEsatto. \u00c8 alla base della nostra impresa e della nostra Fondazione. Negli anni \u00e8 nata l\u2019idea di creare un campus che \u00e8 il fulcro della Wellness valley in cui si \u00e8 trasformata la nostra zona e coinvolge enti, scuole, ospedali, associazioni\u00bb.<br \/>\n<strong>In concreto che succede?<\/strong><br \/>\n\u00abSuccede che negli anni sono cresciute 48 eccellenze legate a questa filosofia che coinvolgono scuole, ospedali, progetti turistici. Con gli ospedali abbiamo messo a punto protocolli per la prevenzione e per la cura dei tumori attraverso il movimento perch\u00e9 l\u2019esercizio fisico migliora ad esempio, la capacita di sopportare la chemioterapia. La stessa cosa \u00e8 stata fatta con i pazienti diabetici con un protocollo ad hoc studiato con l\u2019ospedale Bufalini di Cesena. E poi progetti per gli anziani e nelle scuole dove purtroppo lo sport \u00e8 un po\u2019 assente\u00bb.<br \/>\n<strong>Fate quello che dovrebbero fare le istituzioni. Sono sempre i privati a doverci mettere una pezza?<\/strong><br \/>\n\u00abNon so dire. Non guardo mai e non mi chiedo quasi mai cosa dovrebbero fare gli altri. Penso a ci\u00f2 che dovrei fare io. Ogni impresa ha un responsabilit\u00e0 sociale\u00bb.<br \/>\n<strong>Perch\u00e9 poi alle fine qualcosa resti&#8230;<\/strong><br \/>\n\u00abS\u00ec, \u00e8 cos\u00ec. Deve essere cos\u00ec. Io ho sempre pensato che ogni azienda \u00e8 un piccolo patrimonio dell\u2019umanit\u00e0. Ed \u00e8 bello che resti un segno\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>E&#8217; l&#8217;intuizione che fa la differenza. Cogliere l\u2019attimo, trasformarlo nell\u2019opportunit\u00e0 di una vita, costruircela sopra una vita. O un\u2019azienda. Magari partendo da un progetto pensato e realizzato nel garage sotto casa a Cesena perch\u00e9 poi molte grandi storie industriali cominciano proprio cos\u00ec. \u00c8 la storia di Nerio Alessandri, 54 anni, ingegnere con la \u00abfissa\u00bb dello sport, il pi\u00f9 giovane cavaliere del lavoro nella storia della nostra Repubblica, l\u2019uomo che con due milioni e 800mila vecchie lire, i risparmi che aveva messo da parte prima di sposarsi, ha creato nel 1983 la Technogym. Un colosso mondiale che oggi d\u00e0 lavoro a [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2015\/10\/27\/muoversi-e-una-medicina-e-fa-crescere-il-pil\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":956,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[80778,80777,80779],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17585"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/956"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17585"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17585\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17590,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17585\/revisions\/17590"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17585"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17585"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17585"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}