{"id":17597,"date":"2015-10-29T20:30:52","date_gmt":"2015-10-29T19:30:52","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=17597"},"modified":"2015-10-29T20:33:42","modified_gmt":"2015-10-29T19:33:42","slug":"tre-azzurri-alla-maratona-di-new-york","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2015\/10\/29\/tre-azzurri-alla-maratona-di-new-york\/","title":{"rendered":"Tre azzurri alla Maratona di New York"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/10\/newyork_marathon.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-17598\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/10\/newyork_marathon-200x300.jpg\" alt=\"newyork_marathon\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/10\/newyork_marathon-200x300.jpg 200w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/10\/newyork_marathon.jpg 333w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a>C&#8217;erano una volta <strong>Orlando Pizzolato,<\/strong> <strong>Gianni Poli<\/strong> e <strong>Giacomo Leone.<\/strong> Certo, ci sono ancora ma\u00a0 una volta e vincevano la maratona di New York. Poi l&#8217;azzurro nella Grande Mela \u00e8 un po&#8217; passato di moda perch\u00e8 Central Park, ma un po&#8217; tutti i traguardi che contano, sono diventai terra di conquista per le gazzelle degli altopiani. Vale la legge dei keniani, vale quella degli etiopi. Vale quasi sempre la leggerezza e la potenza di chi sembra aver firmato un patto segreto con gli dei della corsa.\u00a0 Poi per\u00f2 qualcosa succede. Poi per\u00f2 spunta un <strong>Meb Keflezighi<\/strong> o\u00a0un altro Carneade\u00a0che infrange la regola, che prova a rivoltare la logica. Anche se la maratona \u00e8 sempre pi\u00f9 una scienza esatta.\u00a0 Si valuta il motore, si imposta un allenamento, si decide una tabella di marcia e, se si rispettano i tempi, in linea di massima va come deve andare. Ma questa \u00e8 la teoria. Poi la gara\u00a0\u00e8 la gara. Poi quando si corre ci si guarda in faccia e a volte il banco salta. A volte si trovano\u00a0energie che neppure\u00a0ci si aspetta. E allora qualcosa pu\u00f2 anche cambiare. E a New York pi\u00f9 che altrove,\u00a0perch\u00e8 sar\u00e0 anche la maratona pi\u00f9 bella ma non \u00e8 tra le pi\u00f9 facili.\u00a0 Domenica al via ci saranno anche i nostri. Ci sar\u00e0 il campione europeo in carica di maratona <strong>Daniele Meucci<\/strong> affiancato\u00a0 dall\u2019oro continentale 2012 di cross <strong>Andrea Lalli<\/strong> e dalla campionessa\u00a0 europea 2010 <strong>Anna Incerti<\/strong>. Un toscano di Pisa, un molisano di\u00a0 Campobasso e una siciliana di Bagheria.\u00a0 E&#8217; il Tricolore che corre. Una bandiera che da queste parti \u00e8 anche un po&#8217; la storia di un\u00a0popolo \u00a0che \u00e8 arrivato con le valigie di cartone e ha saputo farsi amare. E che per\u00f2 ancora si commuove.\u00a0 E che fara il tifo da Brooklin fin sulla quinta strada quando tutto si decider\u00e0. \u00a0Per Meucci non \u00e8 la prima volta. Nel 2013 qui era arrivato decimo in 2h12:03 e\u00a0quest\u2019anno, allenato da <strong>Massimo Magnani,<\/strong> \u00e8 alla\u00a0 terza uscita sui 42,195km: terzo in 2h11:08 a\u00a0 Otsu in Giappone a marzo e ottavo ai Mondiali di Pechino in agosto. Lalli \u00e8, invece, alla sua quinta vera prova da maratoneta, la prima sotto la guida tecnica dell\u2019olimpionico <strong>Stefano Baldini<\/strong>. Fin qui il suo miglior risultato in carriera \u00e8 stato il 2h12:48 corso nel 2014 alla Maratona di Torino. Anna\u00a0Incerti quaest&#8217;anno ha al suo attivo il 2h29:10 che l\u2019ha vista settima a Nagoya (Giappone) in marzo. La 35enne allieva di <strong>Tommaso Ticali<\/strong> ha\u00a0 corso la sua maratona pi\u00f9 veloce di sempre nel 2011 a Berlino\u00a0 (2h25:32).\u00a0 Tra i favoriti ci sono il\u00a0 bronzo olimpico ed ex recordman mondiale <strong>Wilson Kipsang<\/strong> (2h03:23) e\u00a0 <strong>Mary Keitany<\/strong>, donna da 2h18:37, entrambi keniani. L&#8217;anno scorso hanno vinto loro. Quest&#8217;anno vorrebbero e potrebbero fare il bis. Ma anche se la maratona \u00e8 una scienza esatta non sempre i conti tornano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>C&#8217;erano una volta Orlando Pizzolato, Gianni Poli e Giacomo Leone. Certo, ci sono ancora ma\u00a0 una volta e vincevano la maratona di New York. Poi l&#8217;azzurro nella Grande Mela \u00e8 un po&#8217; passato di moda perch\u00e8 Central Park, ma un po&#8217; tutti i traguardi che contano, sono diventai terra di conquista per le gazzelle degli altopiani. Vale la legge dei keniani, vale quella degli etiopi. Vale quasi sempre la leggerezza e la potenza di chi sembra aver firmato un patto segreto con gli dei della corsa.\u00a0 Poi per\u00f2 qualcosa succede. 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