{"id":17611,"date":"2015-10-31T19:09:02","date_gmt":"2015-10-31T18:09:02","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=17611"},"modified":"2015-10-31T23:02:40","modified_gmt":"2015-10-31T22:02:40","slug":"il-triathlon-in-dds-e-sport-di-squadra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2015\/10\/31\/il-triathlon-in-dds-e-sport-di-squadra\/","title":{"rendered":"Il triathlon? In Dds \u00e8 sport di squadra"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/10\/ddd.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-17618 alignnone\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/10\/ddd-150x150.jpg\" alt=\"ddd\" width=\"129\" height=\"129\" \/><\/a><\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/10\/12193885_960444727332766_5711869198762217596_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-17616 alignnone\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/10\/12193885_960444727332766_5711869198762217596_n-150x150.jpg\" alt=\"12193885_960444727332766_5711869198762217596_n\" width=\"128\" height=\"128\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/10\/12196105_960444753999430_825909007921209157_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-17617 alignnone\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/10\/12196105_960444753999430_825909007921209157_n-150x150.jpg\" alt=\"12196105_960444753999430_825909007921209157_n\" width=\"129\" height=\"129\" \/><\/a><\/p>\n<p>Certo che poi alla fine devi sempre fare tutto da solo. Certo che a nuotare, a pedalare e\u00a0a correre ci devi arrivare con le tue forze, con le tue gambe e con la tua testa. E di sicuro quando dalla &#8220;centralina&#8221; parte il comando di stop perch\u00e8 magari hai esagerato, osato troppo o fatto male i conti\u00a0 non c&#8217;\u00e8 compagno di squadra che ti possa dare una mano. Fine. Si mette la freccia\u00a0 e si accosta. Per\u00f2, se una mattina quando il mondo dorme, ti invitano a partecipare ad un raduno della <strong>Dds di Settimo milanese, <\/strong>\u00a0il dubbio che anche il triathlon sia uno sport di squadra ti viene. Eccome se ti viene. Gi\u00e0 tuffarsi in acqua alle otto di un sabato di ottobre \u00a0quando magari potresti per una volta \u00a0rigirarti nel letto perch\u00e8 non c&#8217;\u00e8 lavoro, non c&#8217;\u00e8 scuola, non c&#8217;\u00e8 una figlia o un figlio da accompagnare chiss\u00e0 dove, \u00e8 un gesto che ispira\u00a0un po&#8217; di solidariet\u00e0. Qui la squadra serve anche se ha la faccia assonnata e tanta voglia di caff\u00e8. \u00a0Da solo non lo faresti mai, se con te per\u00f2 ci sono un&#8217;altra trentina di fissati allora diventa tutto pi\u00f9 semplice. Pi\u00f9 o meno. Perch\u00e8 in <strong>Dds\u00a0\u00a0<\/strong>nuotare non \u00e8 solo un verbo che si coniuga all&#8217;infinito. Entri, dai un&#8217;occhiata ai trofei e si fai presto a fare due pi\u00f9 due&#8230;\u00a0Se poi in cabina di regia sulle pedane dei tuffi c&#8217;\u00e8 <strong>Luca Sacchi,<\/strong>\u00a0uno che in vasca ha vinto medaglie olimpiche e firmato record mondiali, un&#8217;ora e un quarto in piscina diventano un&#8217;altra cosa. Diventano la &#8220;tecnica&#8221;: il nuotare con una mano, con l&#8217;altra, solo con le gambe, alternando il lato di respirazione,\u00a0 sott&#8217;acqua, a cagnolino, con la testa fuori, con le mani\u00a0sotto che &#8220;tagliano&#8221; l&#8217;acqua, \u00a0migliorando il galleggiamento, diminuendo il numero delle bracciate ad ogni virata. Diventano la certezza che tutto ci\u00f2 che hai fatto fino al giorno prima, il tuo inutile andare avanti e indietro fissando la riga nera del fondo vasca era\u00a0solo qualcosa di simile. Pi\u00f9 cuffia a fiori che non quella\u00a0da ironman, tanto per capirsi. \u00a0E Bisogna farci i conti.\u00a0\u00a0&#8220;Perch\u00e8 siamo qui\u00a0 per questo, perch\u00e8 questi allenamenti collettivi servono proprio per migliorare la tecnica&#8230;&#8221;. <strong>Daniel Fontana <\/strong>usa il &#8220;noi&#8221; ma \u00e8 chiaro che \u00e8 solo un atto di gentilezza. Lo vedi\u00a0 sfilare\u00a0nella corsia a fianco e capisci che per lui la &#8220;tecnica&#8221; \u00e8 un dettaglio che serve\u00a0solo a limare qualche secondo,\u00a0come una F1 nella galleria del vento.\u00a0E il lavoro quotidiano che lo sta aiutando a recuperare da un brutto guaio al tendine e che presto potrebbe riportarlo in gara, magari in Argentina. \u00a0E va cos\u00ec anche dopo, quando si sale in bici e il gruppo diventa ancora pi\u00f9 numeroso. Vedi pedalare <strong>Ivan Risti,<\/strong> che ha appena corso un 70.3 in Turchia e si prepara ad andare a Cozumel in Messico\u00a0per correre un Ironman dove, tra gli altri, dovr\u00e0 fare i conti anche con <strong>Alessandro Degasperi<\/strong>, e capisci che\u00a0maglie, ruote, selle, manubri, spessori delle protesi possono essere anche uguali per tutti. Poi per\u00f2 c&#8217;\u00e8 chi fa sul serio. Ed \u00e8 un&#8217; altra cosa. Per\u00f2 si va. In squadra, in gruppo e neanche tanto piano verso le campagne che portano a Morimondo, un gioiello di abbazia cistercese che nella foga dell allenamneto oggi diventa (ovviamente) solo la tappa per un caff\u00e8. &#8220;Conta la squadra? Certo che conta&#8230;- spiega <strong>Fontana<\/strong> che a 40 all&#8217;ora\u00a0 chiacchiera come se fosse tranquillamente seduto in salotto- E raduni come quello di oggi per noi in <strong>Dds<\/strong> sono importanti perch\u00e8 aiutano a fortificare il gruppo. Qui stamattina c&#8217;\u00e8 gente che ha fatto l&#8217;ironman a Kona, gente che ha un lavoro e una famiglia e gente che invece sta pedalando solo per dimagrire un po&#8217;&#8230;Per\u00f2 si pedala tutti insieme perch\u00e8 la bici \u00e8 l&#8217;unica vera forma di democrazia rimasta, anche pi\u00f9 della corsa&#8230;&#8221;. Sar\u00e0. Sar\u00e0 che pedalare \u00e8\u00a0anche &#8220;partecipazione&#8221; come scriveva Gaber parlando della Libert\u00e0 con la &#8220;elle&#8221; maisucola, \u00a0poi per\u00f2 quando senti il &#8220;clac&#8221; dei rapporti che scendono e vedi le mani si spostano sulle protesi per andare a cercare la posizione pi\u00f9 aerodinamica capisci che la democrazia un po&#8217; te le devi sudare e conquistare. Zelo Surrigone, Vermezzo, Bestazzo, San Pietro, Cisliano, Cusago, Monzoro e di nuovo Settimo, partenza e arrivo. Pi\u00f9 quaranta all&#8217;ora che trentotto. Pi\u00f9 uno in fila all&#8217;altro che gruppo.\u00a0Per\u00f2 la squadra c&#8217;\u00e8. Anche se magari arriva un po&#8217; alla spicciolata&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Certo che poi alla fine devi sempre fare tutto da solo. Certo che a nuotare, a pedalare e\u00a0a correre ci devi arrivare con le tue forze, con le tue gambe e con la tua testa. 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