{"id":17674,"date":"2015-11-06T19:18:57","date_gmt":"2015-11-06T18:18:57","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=17674"},"modified":"2015-11-12T16:22:40","modified_gmt":"2015-11-12T15:22:40","slug":"il-sogno-olimpico-di-sara","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2015\/11\/06\/il-sogno-olimpico-di-sara\/","title":{"rendered":"Il sogno olimpico di Sara"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/11\/sar.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-17706\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/11\/sar-200x300.jpg\" alt=\"sar\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/11\/sar-200x300.jpg 200w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/11\/sar-683x1024.jpg 683w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/11\/sar.jpg 783w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a>Sognare si pu\u00f2, anzi si deve. Vale per tutti ma soprattutto vale per gli atleti. Se poi il sogno \u00e8 un&#8217;olimpiade allora diventa benzina a doppio, triplo carico di ottani per testa e muscoli.\u00a0 E per il cuore. Non c&#8217;\u00e8 gara cos\u00ec. Non c&#8217;\u00e8 nulla che possa darti la stessa adrenalina di una sfida olimpica. E allora, anche se pu\u00f2 sembrare difficile o addirittura impossibile, uno ci prova con tutte le sue forze, fino all&#8217;ultimo, fino all&#8217;ultima goccia di sudore. &#8220;Io nella squadra femminile\u00a0 per Rio? Sarebbe un sogno ma\u00a0per ora sono la prima delle riserve&#8230;&#8221;. <strong>Sara Dossena<\/strong>, 31 anni atleta del <strong>707 Triathlon team<\/strong> \u00e8 abituata alle salite visto che \u00e8 nata a Clusone nella Bergamasca, a un tiro di schioppo dalla Presolana. Ma sa perfettamente che questa sar\u00e0 la pi\u00f9 dura delle salite. La incontri nel corner della <strong>Mizuno<\/strong> nel press day milanese di <strong>Green Media Lab<\/strong> a Milano,\u00a0 e capisci all&#8217;istante che non \u00e8\u00a0una tipa che lascia che le cose le capitino addosso. Rio alla sua et\u00e0 potrebbe essere l&#8217;ultima chanche di partecipare ad un&#8217;olimpiade e far\u00e0 di tutto per provarci, per convincere il commissario tecnico azzurro <strong>Mario Miglio<\/strong> a convocarla. &lt;Il mio problema \u00e8 che io sono arrivata al triathlon solo da qualche anno- spiega- Ho sempre fatto atletica\u00a0e\u00a0poi ho deciso di provare anche a nuotare e pedalare. Ma in acqua devo ancora migliorare molto. E&#8217; il mio cruccio&#8230;&#8221;. Dipende dai punti di vista. Essere arrivata al triathlon da poco pu\u00f2 essere uno svantaggio ma significa anche che gli spazi per crescere sono enormi. E infatti a Gallarate dove vive, una delle tappe quotidiane della sua giornata\u00a0\u00e8 proprio la piscina. Sempre cos\u00ec negli ultimi tempi. &#8220;S\u00ec \u00e8 vero sto nuotando tantissimo\u00a0&#8211; racconta- Con\u00a0 <strong>Gianni Leone<\/strong> e <strong>Maurizio Brassini<\/strong> che sono i tecnici che mi seguono abbiamo deciso di investire molto in acqua, per\u00f2 \u00e8 chiaro che va cercato un equilibrio anche con le altre due dsicipline. Quanto mi alleno? Praticamente tutti i giorni alternando tecnica e &#8220;lavori&#8221;. E infatti ogni tanto penso a chi me lo fa fare. Ma dura poco&#8230;&gt;. Dura un amen. Dura lo spazio di un pensiero, come capita a chi quotidianamente \u00e8 abituato a fare i conti con la fatica. Se per\u00f2 poi hai un sogno in testa che gira e rigira allora tutto diventa lieve. Anche i sacrifici. Che per\u00f2 non sono mai inutili.\u00a0 Tutto torna, anche se magari non proprio come si vorrebbe. Come qualche mese fa a Madrid, nei campionati europei di duathlon, quando solo un guasto alla bici le ha tolto la vittoria quando sembrava cosa fatta. Capita. Soprattutto all&#8217;estero dove le gare sono un&#8217;altra cosa. &#8220;S\u00ec \u00e8 tutto diverso &#8211; spiega- Gareggiare in Italia \u00e8 un discorso, in altri Paesi cambia un po&#8217; tutto e se esci attardata dal nuoto fai troppa fatica a rientrare in bici. Poi puoi anche essere veloce nella corsa ma non serve quasi pi\u00f9&#8230;&#8221;.\u00a0 Migliorer\u00e0 nel nuoto, glielo si legge negli occhi\u00a0perch\u00e8 ha la determinazione di chi \u00e8 abituata a correre in montagna e ad affrontare le salite. Anche quelle che sembrano impossibili. E il sogno verso\u00a0Rio \u00e8 una scalata da brividi\u00a0ma forse proprio per questo ancora pi\u00f9\u00a0affascinante: &lt;Cosa succede se non riesco ad andarci? Non succede assolutamente nulla. Di sicuro non smetto e magari prover\u00f2 a vincere una\u00a0gara di coppa del mondo&#8230;&#8221;. E&#8217; il sogno di riserva, ce n&#8217;\u00e8 sempre qualcuno nei cassetti.\u00a0Basta saperlo cercare&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Sognare si pu\u00f2, anzi si deve. Vale per tutti ma soprattutto vale per gli atleti. Se poi il sogno \u00e8 un&#8217;olimpiade allora diventa benzina a doppio, triplo carico di ottani per testa e muscoli.\u00a0 E per il cuore. Non c&#8217;\u00e8 gara cos\u00ec. Non c&#8217;\u00e8 nulla che possa darti la stessa adrenalina di una sfida olimpica. E allora, anche se pu\u00f2 sembrare difficile o addirittura impossibile, uno ci prova con tutte le sue forze, fino all&#8217;ultimo, fino all&#8217;ultima goccia di sudore. &#8220;Io nella squadra femminile\u00a0 per Rio? Sarebbe un sogno ma\u00a0per ora sono la prima delle riserve&#8230;&#8221;. 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