{"id":17702,"date":"2015-11-10T19:31:50","date_gmt":"2015-11-10T18:31:50","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=17702"},"modified":"2015-11-10T19:31:50","modified_gmt":"2015-11-10T18:31:50","slug":"doping-in-maratona-il-kenia-chiede-scusa-a-rosa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2015\/11\/10\/doping-in-maratona-il-kenia-chiede-scusa-a-rosa\/","title":{"rendered":"Doping in maratona? Il Kenia chiede scusa a Rosa"},"content":{"rendered":"<p>E&#8217; la fine di un incubo. Dopo sei mesi <strong>Federico Rosa,<\/strong> manager dei pi\u00f9 forti maratoneti keniani\u00a0tra cui <strong>Stanley Biwott<\/strong> che due domeniche fa ha trionfato a New York, pu\u00f2 finalmente tornare a sorridere.\u00a0 Non aveva dubbi, per\u00f2 questi sono stati mesi da dimenticare. La\u00a0Federazione Keniana chiede scusa e ritira la sospensione di sei mesi\u00a0 arrivata dopo che\u00a0aveva \u00a0aperto un\u2019inchiesta contro il doping\u00a0 e dopo che\u00a0<strong> Rita Jeptoo<\/strong> era stata trovata positiva all&#8217;Epo.\u00a0\u00abL\u2019ho saputo ascoltando un\u2019intervista del Ceo Isaac Kamande. Poi \u00e8 arrivata\u00a0la lettera ufficiale.\u00a0 Non ho mai avuto spiegazioni, anche se non avevo dubbi\u00a0sull\u2019esito delle indagini\u00bb, spiega Rosa a margine della conferenza al <strong>Bianchi caf\u00e8<\/strong> di via Cavallotti a Milano per i 25\u00a0anni di lavoro di\u00a0\u00a0<strong>Rosa&amp;associati<\/strong> in Kenia dove a Kapsait, oltre al camp per la formazione degli atleti , ha anche costruito una scuola e un ospedale.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>\u00a0\u00abSono convinto &#8211; aggiunge &#8211; sia stato un gioco politico. Il presidente della\u00a0Federazione <strong>Isaiah Kiplagat<\/strong> voleva dimostrare di lottare contro il doping,\u00a0ambendo alla carica di vicepresidente della Iaaf. Ma noi non centravamo nulla. E infatti \u00e8 finita come doveva finire&#8230;\u00bb. E\u00a0Rita Jeptoo trovata\u00a0positiva all\u2019Epo? : \u00abNon l\u2019ho pi\u00f9 vista- spiega Rosa- E non ho nemmeno \u00a0pi\u00f9\u00a0voglia di vederla. Mi ha raccontato un sacco di storie come quella che aveva fatto iniezioni di Epo perch\u00e8 aveva avuto perdite di sangue. Che dal punto di vista medico \u00e8 una follia. Ma lasciamo perdere, per noi \u00e8 una storia chiusa&#8230;\u00bb. Per\u00f2 il problema doping in Kenia resta. Resta perch\u00e8 i controlli sono quelli che sono e perch\u00e8 ancora manca un centro dove sia possibile analizzare il sangue nelle 48 ore. &#8220;Nell&#8217;atletica, nelle maratone e nel nuoto i controlli antidoping il giorno della gara non servono a nulla- spiega Rosa- Nessun atleta che vuole doparsi lo far\u00e0 mai alla vigilia di un appuntamento, anche perch\u00e8 non gli serve. Bisogna controllarli nei mesi precedenti quando ci sono i carichi di lavoro e questo non sempre avviene.\u00a0E per questi ragazzi la tentazione \u00e8 forte perch\u00e8 ci sono medici compiacenti e perch\u00e8 ci sono maratone con montepremi di 40, 50mila dollari come in Asia o in Cina dove i controlli sono davvero un&#8217;ipotesi&#8230;&#8221;. Ma nononstante questo il Kenia non \u00e8 la Russia, non esiste un doping di Stato perch\u00e8 la cultura \u00e8 diversa ma soprattutto perch\u00e8 i mezzi a disposizione sono diversi. \u00abE&#8217; facile in Kenia trovare qualcuno che ti proponga scorciatoie- spiega il professor <strong>Gabriele Rosa<\/strong> fondatore della Rosa&amp;Associati, il tecnico che ha scoperto i pi\u00f9 grandi talenti keniani di atletica,- ma \u00e8 assurdo parlare di doping di stato come in Russia. Chi dice una cosa cos\u00ec non \u00e8 masi stato in kenia e non sa di cosa parla.\u00a0 Il Kenia non procura sostanze dopanti\u00a0 in compenso \u00e8 facile avvicinare i giovani proponendo loro una scorciatoia. Non esiste un controllo capillare n\u00e8 una struttura antidoping in Kenia, anche se la Wada \u00e8 intenzionata a risolvere la situazione. Mancano risorse economiche. Spero che con il cambio di gestione della IAAF le cose possano migliorare&#8221;.\u00a0 Ma il momento \u00e8 di quelli pesanti. Il caso del doping che sta venendo a galla in Russia preoccupa per due aspetti: la gestione centrale e la copertura politica. E anche se il presidente <strong>Vladimir Putin<\/strong> grida\u00a0al \u00a0complotto sar\u00e0 compito del neo presidente IAAF\u00a0 <strong>Sebastian Coe<\/strong> cercare di far luce su un movimento\u00a0che, dopo 15 anni di malagestione, ora rischia di incartarsi. \u00ab\u00c8 un momento\u00a0 drammatico per il nostro sport- ammette <strong>Federico Rosa<\/strong>&#8211; Credo per\u00f2 che Coe sia \u00a0un presidente capace, integro ed onesto, in grado di\u00a0 cambiare e di dare\u00a0la svolta che serve\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>E&#8217; la fine di un incubo. Dopo sei mesi Federico Rosa, manager dei pi\u00f9 forti maratoneti keniani\u00a0tra cui Stanley Biwott che due domeniche fa ha trionfato a New York, pu\u00f2 finalmente tornare a sorridere.\u00a0 Non aveva dubbi, per\u00f2 questi sono stati mesi da dimenticare. La\u00a0Federazione Keniana chiede scusa e ritira la sospensione di sei mesi\u00a0 arrivata dopo che\u00a0aveva \u00a0aperto un\u2019inchiesta contro il doping\u00a0 e dopo che\u00a0 Rita Jeptoo era stata trovata positiva all&#8217;Epo.\u00a0\u00abL\u2019ho saputo ascoltando un\u2019intervista del Ceo Isaac Kamande. 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