{"id":17849,"date":"2015-11-29T18:19:59","date_gmt":"2015-11-29T17:19:59","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=17849"},"modified":"2015-11-30T00:52:17","modified_gmt":"2015-11-29T23:52:17","slug":"lora-di-alessandro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2015\/11\/29\/lora-di-alessandro\/","title":{"rendered":"L&#8217;Ora di Alessandro&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/11\/12274693_1669394170011525_1385872458589301457_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-17855\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/11\/12274693_1669394170011525_1385872458589301457_n-200x300.jpg\" alt=\"12274693_1669394170011525_1385872458589301457_n\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/11\/12274693_1669394170011525_1385872458589301457_n-200x300.jpg 200w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/11\/12274693_1669394170011525_1385872458589301457_n.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a>Come racconta <strong>\u00a0Alex Zanardi<\/strong> ci sono sempre due vite. C&#8217;\u00e8 un prima e c&#8217;\u00e8 un dopo, \u00a0c&#8217;\u00e8 sempre qualcosa che cambia tutto e ti costringe\u00a0 a ricominciare\u00a0, a ripartire. Che poi \u00a0nessuno sa mai bene di preciso dove si pu\u00f2 arrivare, \u00a0il destino \u00e8 un&#8217;indicazione di massima anche per chi crede che sia scritto da qualche parte. E forse ieri sera sul Velodromo di Montichiari a Brescia non lo sapeva neppure <strong>Alessandro Carvani Minetti<\/strong> dove sarebbe arrivato. \u00a0Trentasette anni, di Pavia, \u00a0il portacolori del <strong>Raschiani Triathlon Pavese<\/strong> \u00a0\u00e8 il nuovo primatista dell&#8217;ora di paraciclismo. \u00a0Un&#8217;impresa vera. \u00a0Ha pedalato per un&#8217;ora, veloce come un missile a 37,046 chilometri orari, pi\u00f9 veloce di tutti e pi\u00f9 veloce di<strong>\u00a0<\/strong>un altro<strong> Alessandro <\/strong>come lui, quel<strong> Grassi<\/strong> che dieci anni fa aveva girato a \u00a034 chilometri orari sul velodromo di San Vincenzo in Toscana.\u00a0\u00abPensavo di non farcela, ora per\u00f2 mi rendo conto di quello di cui sono in grado e sono felicissimo&#8230;\u00bb ha detto appena \u00e8 sceso dalla bici. E questo \u00e8 il &#8220;dopo&#8221;. O forse \u00e8 &#8220;adesso&#8221;. \u00a0Il prima erano altre cose. Erano la scuola, erano il canottaggio con il Cus Pavia, \u00a0il calcetto, lo squash, era la passione per la moto con la quale nell&#8217;aprile di 12 anni ha un incidente sul Penice\u00a0che lo fa finire in coma per due settimane e gli lascia \u00a0un\u2019invalidit\u00e0 a entrambi gli arti superiori in seguito alla lesione del plesso branchiale. E il &#8220;dopo&#8221;, quella volta l\u00ec, \u00a0sono una serie di \u00a0interventi chirurgici e un anno di ricovero in una clinica di riabilitazione per poter recuperare l\u2019uso parziale del braccio sinistro di cui ora riesce a muovere solo il pollice. \u00a0Ma quando la vita prova a scappar via c&#8217;\u00e8 chi \u00e8 capace di andare a riprendersela. E Alessandro ricomincia. Ricomincia dallo studio che lo porta a laurearsi in geologia e ricomincia dallo sport, passione della vita. Prima c&#8217;era il canottaggio, dopo arrivano il nuoto in apnea, una bicicletta con una protesi speciale e la corsa con una fascia di sostegno per le braccia che gli permette di non perdere l&#8217;equilibrio. Dopo, con tutta la determinazione di cui \u00e8 capace, \u00a0arrivano il paratriathlon, arrivano le prime vittorie, la medaglia d&#8217;argento nel \u00a0paraduathlon \u00a0agli Europei di Madrid e il titolo di campione dl mondo il mese scorso ad \u00a0Adelaide. Prima, dopo, un&#8217;altra vita o forse la stessa: &#8220;Perch\u00e8 lo faccio? Perch\u00e8 sono fulminato&#8230;- ha spiegato ieri sera in un&#8217;intervista alla Provincia Pavese- \u00a0Perch\u00e8 raggiungere certi risultati mi d\u00e0 soddisfazione, per una mia esigenza interiore ma soprattutto perch\u00e8 fare sport permette ad una persona che ha disabilit\u00e0 come me di tenersi in forma e di affrontare e superare in parte i limiti imposti dal corpo&#8221;. Certo che \u00e8 cos\u00ec. C&#8217;\u00e8 lo sport, c&#8217;\u00e8 l&#8217;impresa ma poi, quando le luci del velodromo si spengono, si torna a fare i conti con la quotidianit\u00e0. E questo \u00e8 un dopo. Per\u00f2 il record dell&#8217;ora \u00e8 adesso ed \u00e8 una bella scarica di adrenalina . \u00a0Il &#8220;prima&#8221; Alessandro lo aveva scritto poche ore prima del record sul suo blog: &#8220;C&#8217;\u00e8 un attimo in cui la tensione prende il sopravvento sui pensieri. Quell\u2019attimo in cui i pensieri si accumulano come i chilometri fatti dopo un anno di allenamenti\u2026\u00a0Quell\u2019attimo in cui la forza sembra svanire quasi senza motivo. E allora bisogna salire in sella per capire che tutto funziona, tutto \u00e8 pronto, testa, gambe, pensieri e tanta energia da bruciare. Quello \u00e8 l&#8217;attimo in cui, anzi l&#8217;ora in cui&#8230;.&#8221;. Quello \u00e8 l&#8217;attimo in cui \u00a0si pensa soltanto spingere sui pedali, a restare concentrati. Si spera non ci siano intoppi, che &#8220;Circe&#8221; la bici speciale in alluminio della <strong>Frugeri<\/strong> \u00a0non abbia guai, che le lancette di quell&#8217;ora girino veloci ma non troppo. Che tutto vada come studiato con <strong>Paolo Marchetti,<\/strong> l&#8217; amico e preparatore che proprio su quest&#8217;impresa terr\u00e0 la sua tesi di laurea in scienze motorie all&#8217;universit\u00e0 di Pavia. Poi dopo 140 giri di pista dove non senti nulla, non senti gli applausi degli amici, non senti le urla di tua madre, non senti neppure la fatica quando ti rendi conto che sei andato a prenderti ci\u00f2 che sognavi, \u00a0prima e dopo non contano pi\u00f9.\u00a0\u201cGuaglio&#8217;, voi migliorate nel momento in cui non ce la fate pi\u00f9&#8230;\u201d gli ripeteva sempre il suo allenatore napoletano di canottaggio. Gli \u00e8 servito nello sport ma soprattutto dopo l&#8217;incidente per riconquistarsi la vita. E allora gi\u00e0 guarda avanti: &#8220;Ora faccio un paio di settimane di relax poi riprendo a pedalare- ha detto dopo aver smaltito l&#8217;emozione- Sono felice di questo record ma l&#8217;anno prossimo lo voglio migliorare&#8230;&#8221;. E \u00a0allora prima e dopo sono solo un&#8217;ipotesi. Conta ci\u00f2 solo che succeder\u00e0 domani.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Come racconta \u00a0Alex Zanardi ci sono sempre due vite. C&#8217;\u00e8 un prima e c&#8217;\u00e8 un dopo, \u00a0c&#8217;\u00e8 sempre qualcosa che cambia tutto e ti costringe\u00a0 a ricominciare\u00a0, a ripartire. Che poi \u00a0nessuno sa mai bene di preciso dove si pu\u00f2 arrivare, \u00a0il destino \u00e8 un&#8217;indicazione di massima anche per chi crede che sia scritto da qualche parte. 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